27 Aug, 2025 - 11:10

Gualdo Tadino, 19enne sorpreso con diverse dosi di cocaina in tasca: scatta la denuncia

Gualdo Tadino, 19enne sorpreso con diverse dosi di cocaina in tasca: scatta la denuncia

Non è stata una giornata da ricordare per un diciannovenne di origine albanese, residente in provincia di Torino, che si trovava a Gualdo Tadino. Il giovane è stato infatti denunciato dai Carabinieri della locale stazione dopo un controllo che ha portato al sequestro di cocaina e denaro in contanti, ritenuto frutto dell’attività di spaccio.

Gualdo Tadino, 19enne fermato con cocaina: denunciato per spaccio dai Carabinieri

Secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, l’episodio si è verificato nei pressi di un centro commerciale della città umbra, dove i militari erano impegnati in un ordinario servizio di pattugliamento. La presenza di un ragazzo che si aggirava con fare sospetto tra le auto parcheggiate ha attirato l’attenzione della pattuglia. Il suo atteggiamento nervoso, notato subito dai Carabinieri, ha fatto scattare un controllo più accurato.

Durante la perquisizione personale, i militari hanno rinvenuto in un borsello circa 5 grammi di cocaina. La successiva ispezione del luogo ha permesso di scoprire altre nove dosi già confezionate, per un totale di circa 12 grammi complessivi. In tasca al giovane, inoltre, sono stati trovati 170 euro in contanti, ritenuti provento dello spaccio. Tutto il materiale è stato sequestrato.

Il diciannovenne è stato deferito alla Procura della Repubblica di Perugia e ora dovrà rispondere delle accuse a suo carico. Intanto, i Carabinieri continuano a indagare per verificare se il ragazzo fosse parte di una rete più ampia di distribuzione di droga o se operasse in autonomia.

Operazioni antidroga in Umbria: i controlli si intensificano

Solo pochi giorni fa, a Foligno, un’operazione della Polizia di Stato ha portato all’arresto di un 31enne, già noto alle cronache per precedenti legati agli stupefacenti e per episodi di violenza.

Gli agenti del Commissariato avevano notato un via vai sospetto di persone dall’abitazione dell’uomo, ipotizzando che potesse trattarsi di una base operativa per lo spaccio. Dopo appostamenti e verifiche, è scattato il blitz: all’interno dell’appartamento, i poliziotti hanno trovato oltre 70 grammi di marijuana, circa 15 grammi di cocaina e più di 40 grammi di hashish.

La perquisizione ha inoltre portato al sequestro di un bilancino di precisione, strumenti per il confezionamento delle dosi e 2.300 euro in contanti, probabile guadagno dell’attività di spaccio. Il ritrovamento più preoccupante è stato però una pistola semiautomatica Beretta, detenuta senza regolare autorizzazione. L’uomo, incapace di fornire spiegazioni sulla provenienza dell’arma, si trova ora a rispondere non solo di spaccio, ma anche di detenzione illegale di arma da fuoco.

Cosa rischia il 19enne di Gualdo Tadino secondo la legge

La posizione del diciannovenne denunciato a Gualdo Tadino non è affatto leggera e apre diversi scenari giudiziari. La sostanza sequestrata, circa 12 grammi di cocaina suddivisi in dosi, associata alla presenza di denaro contante in piccolo taglio, rappresenta per la magistratura un chiaro indizio di spaccio e non di semplice consumo personale.

In Italia, il Testo Unico sugli stupefacenti (D.P.R. 309/1990) stabilisce una netta distinzione tra consumo e traffico di sostanze. Mentre il consumo personale non costituisce reato penale ma comporta sanzioni amministrative (come il ritiro della patente o del passaporto), la detenzione ai fini di spaccio è punita in modo molto severo.

Per la cocaina, sostanza inserita nelle cosiddette tabelle delle droghe pesanti, le pene previste vanno da un minimo di sei anni fino a venti anni di reclusione, con multe che possono oscillare tra i 26.000 e i 260.000 euro. Naturalmente, la giustizia terrà conto di vari fattori: l’età del ragazzo, l’assenza di precedenti specifici e la quantità relativamente contenuta della droga sequestrata potrebbero portare a una qualificazione del fatto come “ipotesi di lieve entità”.

Questa circostanza, prevista dall’articolo 73, comma 5, del D.P.R. 309/1990, consente pene molto più contenute: da sei mesi a quattro anni di reclusione e multe dai 1.032 ai 10.329 euro. Una possibilità che potrebbe riguardare il giovane, soprattutto se emergerà che la sua attività era limitata a una piccola scala e non inserita in un circuito criminale organizzato.

Resta comunque il fatto che la denuncia rappresenta un passaggio pesante nella vita di un ragazzo appena maggiorenne, con conseguenze che potrebbero incidere sul suo futuro. Un eventuale processo e una condanna, anche lieve, potrebbero infatti comportare non solo un periodo di restrizione della libertà personale, ma anche difficoltà concrete nel percorso lavorativo e sociale.

 

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Lorenzo Farneti
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