Torna al centro del dibattito sul governo del territorio in Umbria la richiesta di riattivazione del tavolo tecnico-istituzionale previsto dalla normativa regionale. A sollecitare formalmente le istituzioni è la Rete delle professioni tecniche (Rpt) dell’Umbria, che attraverso il suo coordinatore Livio Farina chiede la ripresa del confronto strutturato tra professionisti, uffici comunali e Regione.
"Abbiamo sollecitato per anni la riattivazione del Tavolo previsto dall’articolo 251 della legge regionale sul governo del territorio, che finalmente si è riunito alcune volte a partire da aprile scorso, ma che risulta nuovamente inattivo da luglio. Allo stesso modo, da mesi chiediamo alla presidente Proietti e all’assessore De Luca di riattivare il Tavolo di confronto alla Scuola umbra di amministrazione pubblica, sospeso nell’estate 2024. Un luogo di confronto fondamentale, nel quale professionisti, uffici tecnici comunali e uffici regionali potevano discutere insieme di problematiche applicative della normativa sul governo del territorio e norme correlate, condividere criticità interpretative e sollecitare interventi di modifica, aggiornamento e uniformazione applicativa".
Al centro dell’appello della Rpt c’è la richiesta di chiarezza normativa e di omogeneità interpretativa su scala regionale. Un’esigenza che, secondo Farina, non riguarda solo gli operatori del settore ma l’intero sistema amministrativo e produttivo.
"Da anni chiediamo che le normative regionali che regolano il governo del territorio siano il più possibile chiare, comprensibili, coerenti con la legislazione di rango superiore e applicate in modo uniforme nel territorio dell’Umbria. Una richiesta legittima, alla luce dei ruoli e delle responsabilità che siamo chiamati ad assumerci, ma anche un’esigenza di interesse generale per cittadini, professionisti, imprese e amministrazioni pubbliche. Una richiesta necessaria quindi per garantire uniformità procedurale, interpretativa e applicativa delle norme regionali: requisito che oggi non può essere dato per scontato".
L’intervento si inserisce in un contesto più ampio di criticità applicative segnalate da tempo dagli ordini professionali umbri. Nei giorni scorsi, una posizione analoga era stata espressa anche dal presidente del Collegio dei geometri di Perugia, Enzo Tonzani, che aveva richiamato la necessità di riattivare il tavolo di confronto come strumento operativo di coordinamento tra istituzioni e professionisti.
Farina richiama l’impatto diretto delle incertezze normative sulla vita quotidiana dei cittadini e sull’attività economica. "Quando un cittadino si rivolge a un professionista per una consulenza tecnica - spiega Farina - le richieste sono quasi sempre tre: si può fare? Quando? Quanto costa? Domande legittime, che oggi però trovano sempre più spesso risposte incerte, quando non addirittura impossibili. Le cause sono note: scarsa chiarezza normativa accompagnata da un’eccessiva possibilità di interpretazione delle regole; incertezza dei tempi e delle procedure; estrema variabilità e volatilità dei costi".
Secondo la Rpt, la frammentazione interpretativa delle norme e la disomogeneità procedurale tra territori diversi producono effetti a catena: rallentamento dei procedimenti, aumento dei contenziosi, blocco o ritardo degli investimenti, difficoltà nella programmazione urbanistica e incertezza per cittadini e imprese.
Nel quadro delineato da Farina, i professionisti tecnici assumono una funzione strategica di raccordo tra amministrazioni e cittadini. "I professionisti tecnici hanno un ruolo fondamentale di congiunzione tra cittadini e pubblica amministrazione e sono parte essenziale del processo di semplificazione amministrativa che, anche attraverso la digitalizzazione e i meccanismi di certificazione, attribuisce loro deleghe e responsabilità sempre maggiori".
Un ruolo che, secondo la Rpt, deve essere riconosciuto anche a livello istituzionale, coinvolgendo stabilmente le categorie professionali nei processi di costruzione e revisione delle regole.
La richiesta non si limita alla semplice riattivazione formale del tavolo, ma punta a costruire un modello stabile di confronto.
"Auspichiamo che le professioni tecniche vengano coinvolte attivamente nelle fasi iniziali dei processi di analisi, revisione e aggiornamento delle normative in materia di governo del territorio, offrendo un contributo concreto e utile nell’interesse collettivo, per l’auspicata semplificazione amministrativa. In questo senso, riteniamo e ribadiamo che la riattivazione del tavolo di confronto di Villa Umbra rappresenti un’occasione reale e immediata per affrontare e risolvere le criticità che oggi, spesso, impediscono chiarezza e uniformità interpretativa e applicativa delle norme".
Per la Rete delle professioni tecniche umbre, che rappresenta circa 11mila professionisti, la riattivazione del tavolo non è solo una richiesta settoriale, ma un passaggio strategico per il sistema regionale. L’obiettivo dichiarato è costruire un quadro normativo più semplice, coerente e prevedibile, capace di garantire certezza del diritto, ridurre la discrezionalità interpretativa e favorire uno sviluppo territoriale ordinato e sostenibile.
In questo quadro, il tavolo di Villa Umbra viene indicato come lo strumento operativo per affrontare in modo strutturato le criticità applicative, trasformando il confronto tra istituzioni e professionisti in un processo continuo di osservazione, revisione e miglioramento delle politiche di governo del territorio.