Prosegue in provincia di Terni il programma di incontri promosso dalla Guardia di Finanza con le scuole primarie e secondarie, finalizzato alla diffusione della cultura della legalità e alla promozione della cosiddetta “sicurezza economica e finanziaria”. Nei giorni scorsi le Fiamme Gialle hanno raggiunto il Liceo Scientifico “Renato Donatelli”, dove hanno incontrato gli studenti della classe quinta e i loro docenti per illustrare compiti, funzioni e attività dell’Istituzione, con un taglio operativo e vicino alla realtà quotidiana.
L'iniziativa si inserisce nel Protocollo d’intesa sottoscritto tra il Comando Generale della Guardia di Finanza e il Ministero dell’Istruzione e del Merito, volto a rafforzare nei giovani la consapevolezza del valore civile della legalità economica come condizione essenziale per lo sviluppo e il benessere della collettività.
Il progetto “Educazione alla legalità economica” mira a fornire agli studenti strumenti concreti per leggere e interpretare i fenomeni che incidono sull’economia pubblica e privata. L'approccio, volutamente pragmatico, mette in luce le ricadute reali dell’evasione fiscale, delle frodi, della contraffazione e della pirateria audiovisiva: comportamenti illeciti che alterano il sistema produttivo, minano la concorrenza leale e incidono direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini. Attraverso lezioni frontali, analisi di casi reali e testimonianze operative, il percorso rende la legalità un valore concreto e praticabile, trasformando un principio astratto in un comportamento consapevole e promuovendo responsabilità civica e tutela delle libertà economiche.
Durante l’incontro al Liceo “Renato Donatelli”, i militari della Guardia di Finanza di Terni hanno illustrato le principali attività operative svolte quotidianamente.
prevenzione e contrasto dell’evasione e delle frodi fiscali;
illeciti in materia di spesa pubblica;
contraffazione di marchi e tutela della proprietà intellettuale;
pirateria audiovisiva e ricadute sul settore culturale.
I relatori hanno inoltre affrontato i reati legati alle sostanze stupefacenti, sottolineando le connessioni tra illegalità economica e rischio sociale, e ribadendo come la tutela della legalità rappresenti un presidio essenziale delle libertà economiche di cittadini e imprese che operano nel rispetto delle regole.
La metodologia adottata privilegia la partecipazione diretta: oltre alle lezioni frontali, sono state proposte discussioni guidate, analisi di casi concreti e indicazioni operative su come riconoscere situazioni sospette o comportamenti anomali.
Gli insegnanti hanno partecipato come interlocutori diretti, contribuendo a collegare i contenuti al percorso curricolare e individuando possibili sviluppi interdisciplinari su temi economici, giuridici e civici.
L'iniziativa ha suscitato un interesse crescente tra gli studenti, che hanno partecipato con domande puntuali e grande curiosità sui meccanismi di contrasto all’evasione fiscale, sulle garanzie poste a tutela dei consumatori e sui sistemi che proteggono le imprese che operano nel rispetto delle regole. Docenti e dirigenti scolastici hanno espresso unanime apprezzamento per l’impostazione concreta e operativa del confronto, evidenziando l’opportunità di integrare percorsi di questo tipo nei piani dell’offerta formativa.
L'esperienza maturata nelle scuole ternane conferma il valore strategico dell’educazione alla legalità economica come strumento di prevenzione, formazione e crescita civile. La conoscenza delle regole, la comprensione dei rischi legati ai fenomeni illeciti e l’acquisizione di strumenti per riconoscerli e contrastarli rappresentano un investimento diretto nel capitale sociale della comunità, capace di generare effetti duraturi nel tessuto economico e culturale.
Promuovere la consapevolezza delle implicazioni dell’evasione, delle frodi e della contraffazione significa contribuire a un modello di sviluppo fondato sulla trasparenza, sulla concorrenza leale e sulla tutela dei cittadini e delle imprese che operano nel rispetto delle norme.
La collaborazione tra istituzioni scolastiche e Forze di polizia, sancita dal Protocollo d’intesa con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, si pone l’obiettivo di consolidare nei giovani non solo competenze informative, ma anche un orientamento etico stabile: un sistema di valori che metta al centro la responsabilità collettiva, la partecipazione attiva e la difesa delle libertà economiche come bene comune.