Il Perugia si appresta a vivere l’atto conclusivo di una stagione complessa: manca solo l’ultimo passo, la conquista matematica della salvezza, per poi poter finalmente volgere lo sguardo al domani. Tuttavia -secondo quanto scrive La Nazione nell’edizione odierna- il futuro del club biancorosso potrebbe delinearsi senza Giovanni Tedesco in panchina. Nonostante la società non si sia ancora espressa ufficialmente sulle strategie per la prossima stagione, il tecnico sembrerebbe aver già maturato la decisione di salutare e ringraziare, chiudendo il suo ciclo in Umbria dopo aver centrato l’obiettivo prefissato.
A pesare sulla scelta dell'allenatore, il cui contratto scade a giugno, sarebbero alcune frizioni interne e un clima di tensione respirato nelle ultime settimane. Tedesco, in particolare, avrebbe avvertito una mancanza di fiducia e di supporto da parte dell'ambiente, un riconoscimento che riteneva invece di meritare per il lavoro svolto. È infatti fondamentale contestualizzare il suo percorso: al momento del suo arrivo, il Grifo languiva sul fondo della classifica con appena tre punti raccolti in dieci partite. Sebbene il cammino non sia stato privo di zone d'ombra e momenti di appannamento, la risalita compiuta sotto la sua gestione resta un risultato notevole, difficilmente ipotizzabile solo pochi mesi fa.
Ora, per trasformare questa rincorsa in un'impresa da ricordare, manca l'ultimo tassello: un punto da conquistare nella trasferta di Forlì. Per questo appuntamento cruciale,Tedesco riceve una notizia incoraggiante dal fronte infermeria con il rientro di Verre sulla trequarti, elemento fondamentale per dare qualità alla manovra. Di contro, la difesa sarà in totale emergenza. Il tecnico dovrà rinunciare a Stramaccioni, il cui stop si preannuncia piuttosto lungo, e al capitano Angella, uscito malconcio dall'ultima sfida contro il Campobasso. Sarà dunque un Perugia incerottato, ma determinato, quello chiamato a sigillare una salvezza che aprirà ufficialmente il sipario sulle manovre per il nuovo anno.
C’era una volta il "Curi", un fortino inespugnabile dove ogni avversario riusciva difficilmente ad espugnarlo. Oggi, quel timore reverenziale sembra svanito, trasformando il prato di casa in un terreno insidioso per gli stessi biancorossi. Il Perugia a una giornata dal termine della regular season si ritrova con la salvezza ancora in bilico, tradito da un rendimento interno che definire deficitario è un eufemismo: appena quattro successi in diciotto gare.
I numeri non mentono e delineano il profilo di una crisi d’identità profonda. I punti lasciati per strada contro dirette concorrenti come Bra, Carpi e Torres gridano vendetta; con una manciata di vittorie in più, i Grifoni starebbero lottando per ben altri traguardi. Invece, la pressione delle mura amiche sembra schiacciare le gambe dei calciatori, come ammesso con onestà da Canotto dopo il match contro il Campobasso.
Domenica calerà il sipario e Tedesco dovrà compiere un vero miracolo tattico. L’infermeria è piena: Angella è out e Stramaccioni resta in forte dubbio. L'unica luce in fondo al tunnel è il probabile rientro di Dell'Orco, chiamato a guidare una difesa d’emergenza.
Ultima di campionato per le umbre: Ternana e Gubbio chiudono in casa contro Pianese e Pineto, mentre il Perugia è atteso dalla trasferta sul campo del Forlì.
Domenica ore 14.30: Arezzo-Torres; Campobasso-Ascoli; Forlì-Perugia; Gubbio-Pineto; Guidonia M. -Carpi; Juventus NG-Bra; Pontedera-Livorno; Ternana-Pianese; Vis Pesaro-Sambenedettese. Riposa: Ravenna.
Classifica: Arezzo, Ascoli 77; Ravenna 73; Campobasso (-2) 56; Juventus NG 52; Pineto 50; Ternana (-5) 48; Pianese 47; Vis Pesaro 46; Gubbio 45; Livorno 40; Forlì 39; Guidonia M. 38; Carpi, Perugia 37; Torres 36; Sambenedettese 34; Bra 31; Pontedera 20. *Rimini escluso dal campionato.