14 May, 2026 - 19:00

Terni, muro della GAP sul premio di risultato: scatta lo stato di agitazione dei metalmeccanici

Terni, muro della GAP sul premio di risultato: scatta lo stato di agitazione dei metalmeccanici

Un muro invalicabile. È quello che FimFiom e Fismic dicono di aver trovato ancora una volta al tavolo con la direzione della GAP, la società del Gruppo Piantoni che opera in appalto dentro le acciaierie di AST Arvedi a Terni. L'ultimo confronto, in videoconferenza, si è chiuso il 12 maggio 2026 con un rifiuto netto dell'azienda su entrambi i capitoli in discussione: il premio di risultato 2026 e la piattaforma di secondo livello. Un no che ha spinto le Rsu a proclamare immediatamente lo stato di agitazione sindacale e a prenotare le prime assemblee retribuite, mentre la tensione sale in uno dei gangli più delicati della galassia dell'indotto siderurgico ternano.

La richiesta avanzata dalle organizzazioni sindacali aveva un perimetro chiaro. Portare in busta paga un Premio di risultato condiviso che, proprio perché frutto di un accordo sindacale, avrebbe attivato la detassazione agevolata prevista dalla legge, riconoscendo ai lavoratori somme nette più consistenti senza maggiori oneri per l'impresa. In parallelo, i sindacati chiedevano di riaprire il tavolo sulla contrattazione di secondo livello, strumento che dentro gli appalti a ridosso della grande fabbrica può fare la differenza fra un salario che rincorre l'inflazione e uno che perde terreno mese dopo mese.

La risposta dell'azienda, raccontano i sindacati, è stata un nuovo "no". In una nota congiunta, FimFiom e Fismic spiegano: "L'Azienda come fatto fino ad oggi ha nuovamente dichiarato l'indisponibilità a quanto sopra richiesto, nonostante il tutto avrebbe portato un beneficio economico ai lavoratori senza gravare sui costi aziendali". Una chiusura che le Rsu della GAP giudicano "inaccettabile" e che leggono come il segno di relazioni sindacali ridotte a un binario morto, lontane da qualunque idea di benessere condiviso.

I contorni di una vertenza che pesa sull'indotto AST

La GAP - acronimo di Gestione Appalti Piantoni - non è un soggetto periferico. È l'azienda del Gruppo Piantoni che si occupa di movimentazione e logistica internamanutenzione di impianti e attrezzatureservizi ausiliari alla produzione siderurgica. I suoi dipendenti lavorano fisicamente dentro lo stabilimento di AST Arvedi, il polo ternano dell'acciaio inossidabile, ma il loro contratto è con la società di appalto. Una doppia appartenenza che rende ogni trattativa più complessa: il costo del lavoro si misura sulla produttività delle commesse, le tutele si intrecciano con i destini della grande fabbrica, e la forbice salariale fra i dipendenti diretti e quelli dell'appalto rischia di allargarsi se la contrattazione di secondo livello resta al palo.

Proprio per questo il premio di risultato non è una voce accessoria. È una somma legata a obiettivi di produttività e qualità che, se sottoscritta in un accordo sindacale, beneficia di una tassazione agevolata al 5 per cento, a fronte dell'aliquota marginale ordinaria. Tradotto in busta paga: più soldi netti per il lavoratorestesso esborso lordo per l'impresa. I sindacati hanno messo sul piatto esattamente questo schema, ribadendo che "sottoscrivere un PDR condiviso" avrebbe portato "benefici economici ai lavoratori ottenendo la detassazione prevista per legge che può essere applicata solo tramite accordo sindacale". Nessun aggravio, solo una scelta di campo. Scelta che la proprietà, finora, non ha voluto fare.

Il comunicato delle organizzazioni sindacali allarga poi lo sguardo anche ai temi dell'ambiente e della sicurezza, punti toccati nel confronto del 12 maggio scorso e sui quali le risposte dell'azienda sono state giudicate insufficienti. Un dettaglio non secondario in un contesto produttivo ad alta intensità come quello siderurgico, dove i rischi per chi movimenta materiali e opera sugli impianti sono parte del quotidiano e le richieste di miglioramento delle condizioni di lavoro si intrecciano inevitabilmente con quelle salariali.

Dallo stato di agitazione alle assemblee: la mobilitazione che si allarga

La dichiarazione dello stato di agitazione non è soltanto un passaggio formale. È la premessa che autorizza il ricorso a tutte le forme di lotta sindacale, dallo sciopero alle iniziative pubbliche, ed è il segnale politico che i rapporti fra le parti sono entrati in una fase di rottura. Nel caso della GAP, le Rsu hanno deciso di coinvolgere subito la platea dei lavoratori"Saranno inoltre indette delle assemblee sindacali retribuite per decidere insieme come proseguire e quali ulteriori azioni intraprendere a tutela della sicurezza e del salario dei lavoratori".

Assemblee retribuite vuol dire ore di lavoro riconosciute dall'azienda, in cui i dipendenti possono discutere, votare mandati e costruire il consenso attorno alle prossime mosse. È il termometro più attendibile di quanto la vertenza sia sentita nei reparti. Ed è anche il banco di prova per una direzione che, chiudendo la porta al PDR 2026 e alla contrattazione integrativa, si trova ora di fronte non più solo sigle sindacali ma un corpo di lavoratori che dovrà decidere se e come alzare il livello dello scontro.

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Federico Zacaglioni
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