Il milione di euro per la progettazione della nuova galleria lungo la SS 209 Valnerina, nel tratto della Cascata delle Marmore, invece di segnare un punto di convergenza istituzionale, si trasforma nell’ennesimo terreno di scontro politico a Terni. L’annuncio della Regione Umbria, presentato come un intervento strategico per la sicurezza della viabilità e la valorizzazione turistica dell’area, accende una polemica che coinvolge direttamente Comune di Terni e Movimento 5 Stelle, con accuse incrociate sul metodo, sul ruolo delle istituzioni e sull’uso politico delle risorse pubbliche.
La miccia si accende dopo le critiche espresse dagli esponenti della maggioranza comunale Sergio Cardinali e Claudio Batini. Ma è il M5S a prendere per primo la parola pubblicamente, scegliendo di ribaltare l’accusa e di colpire frontalmente i due amministratori di Palazzo Spada.
La posizione del Movimento 5 Stelle viene affidata a un comunicato firmato da Daniele Pica, nel quale le critiche di Cardinali e Batini alla Regione vengono lette come un atto politicamente dannoso per Terni. “Attaccare chi porta risorse alla città significa fare propaganda contro la città stessa”, è la linea tracciata dal M5S, che difende il finanziamento come un risultato concreto e non come un’operazione di facciata.
Nel testo, Pica ricostruisce la genesi dell’intervento per respingere l’accusa di uno “scavalcamento” del Comune. “Questo progetto non nasce oggi. Il Comune di Terni lo aveva già condiviso nel 2005 e nel 2006 fu firmato un protocollo d’intesa tra Comune, Provincia e Regione”, ricorda, sottolineando che allora era previsto uno stanziamento regionale di 28 milioni di euro, poi sfumato a causa dei tagli ai trasferimenti statali in materia di viabilità. “Oggi, finalmente, le risorse ci sono”, aggiunge, sostenendo che l’intervento rappresenti la ripartenza di un dossier rimasto fermo per anni.
Il Movimento insiste sul punto politico. “Invece di lavorare per migliorare il progetto nell’interesse della città, qualcuno preferisce urlare”, si legge nel comunicato, con l’accusa rivolta alla maggioranza comunale di anteporre la polemica al risultato. “Così si rompono i rapporti istituzionali e si indebolisce Terni nei luoghi dove si decidono risorse e investimenti”, è l’affondo finale.
Nel dibattito interviene anche la parlamentare Emma Pavanelli, che utilizza toni ancora più diretti. “Sono costantemente in campagna elettorale, perciò pur di attaccare la giunta regionale sono contro tutto e tutti a prescindere”, afferma, accusando implicitamente una parte della politica ternana di muoversi esclusivamente per calcolo. E aggiunge, con una stoccata ironica: “Intanto siamo in attesa di vedere ‘Terni come Dubai’”.
Alle accuse del M5S, Cardinali e Batini rispondono rivendicando il proprio ruolo di rappresentanti della maggioranza che governa il Comune di Terni e chiarendo la natura della loro contestazione. Il punto, sostengono, non è il finanziamento in sé né l’utilità dell’opera, ma il metodo istituzionale con cui l’intervento viene annunciato e gestito.
“I soldi non sono regali, sono tasse dei cittadini”, scrivono, respingendo l’idea che criticare il percorso significhi essere contro le risorse per la città. Il milione di euro, ricordano, “non proviene dal bilancio della Regione Umbria, ma dalla struttura commissariale per la ricostruzione post-sisma”, un passaggio che, nella loro lettura, viene oscurato da un’operazione di marketing istituzionale.
Da qui l’accusa di “arroganza del potere” e di “decisioni calate dall’alto”. “Usare i finanziamenti come un guinzaglio per scavalcare il Comune è un metodo vecchio”, sostengono, denunciando quello che definiscono un tentativo di marginalizzare Palazzo Spada in una scelta che incide direttamente sul territorio. Per Cardinali e Batini, il rischio è chiaro: “Se un progetto non passa dal palazzo, allora va attaccato. Se la Regione porta risorse senza confronto, allora diventa efficienza”.
Il passaggio più politico è l’affondo contro il Movimento 5 Stelle, accusato di aver cambiato radicalmente postura. “All’opposizione ogni decisione calata dall’alto era un attentato alla democrazia. Oggi, dalle stanze dei bottoni, lo stesso metodo viene difeso”, scrivono, parlando di “metamorfosi della poltrona”. Non un insulto, rivendicano, ma la denuncia di una contraddizione politica che pesa sulla credibilità del Movimento.
Nel comunicato compare anche l’accusa di “metodo clientelare”. Esaltare un progetto che, secondo la maggioranza comunale, ignora il ruolo delle istituzioni locali equivale a lanciare un messaggio preciso: “Se volete i fondi, dovete passare da noi”. Una logica che, avvertono, “isola la città e indebolisce chi è stato eletto democraticamente a governarla”.
Infine, la replica all’intervento della parlamentare Emma Pavanelli. “Chi è che sta usando Terni come un palcoscenico elettorale?”, si chiedono Cardinali e Batini, ribaltando l’accusa di propaganda. “Noi difendiamo la città, non le carriere. Piuttosto, parla proprio lei, che ha passato gli ultimi mesi a depositare mozioni romane contro il Sindaco Bandecchi nel tentativo disperato di recuperare un briciolo di consenso?”, concludono, rivendicando una linea che mette al centro l’autonomia del Comune e il rispetto del confronto istituzionale.
La galleria della Valnerina resta sullo sfondo come opera attesa e strategica. In primo piano, però, rimane uno scontro politico che va ben oltre il singolo finanziamento e che fotografa una frattura profonda tra livelli istituzionali e forze politiche, destinata a segnare ancora a lungo il dibattito pubblico ternano.