La miccia della querelle si accende su un milione di euro, ma il fuoco divampa su una questione molto più ampia: metodo, rispetto istituzionale e credibilità degli annunci. Scoppia la polemica tra il Comune di Terni e la Regione Umbria dopo la richiesta avanzata da Palazzo Donini alla cabina di regia per il sisma 2016 per finanziare la progettazione della galleria alternativa da circa due chilometri lungo la SS 209 Valnerina, pensata per bypassare il traffico veicolare nell’area della Cascata delle Marmore. Un progetto presentato come intervento strategico, ma che a Palazzo Spada viene definito, senza giri di parole, l’ennesimo annuncio a effetto su un’opera oggi irrealizzabile.
Il nodo politico è immediato e bruciante. Il Comune di Terni non è stato coinvolto, né interpellato. L’amministrazione comunale ha appreso dell’operazione da un comunicato stampa regionale. Da qui la reazione dura, che apre un terzo fronte di conflitto istituzionale tra Terni e Perugia dopo il dossier sul nuovo ospedale e la querelle giudiziaria legata al progetto Stadio-Clinica.

Per comprendere la portata dello scontro occorre tornare indietro di oltre vent’anni. L’idea del bypass in galleria risale alla giunta Ciaurro, alla fine degli anni Novanta in concomitanza con la realizzazione dei sentieri della Cascata delle Marmore. Nel 2004 il Comune di Terni, insieme ad altri soggetti istituzionali e privati - Cassa di Risparmio di Terni, Camera di Commercio, Confindustria, Fondazione Carit - finanziò con 50 mila euro la progettazione preliminare di una variante in galleria alla Valnerina.
Quel progetto di massima è rimasto fermo per oltre due decenni. Non per distrazione, ma per una ragione molto concreta: i costi complessivi, tra progettazione definitiva, esecutiva e realizzazione, oscillano tra 60 e 80 milioni di euro. Una cifra che rende il milione oggi annunciato utile solo a coprire una fase di progettazione di dettaglio, ma senza alcuna garanzia di cantierabilità.
È su questo punto che il Comune di Terni affonda il colpo. Da Palazzo Spada si sottolinea come “i soldi annunciati siano appena sufficienti alla progettazione”, mentre mancano completamente le risorse necessarie per trasformare l’opera in realtà. Da qui l’accusa di propaganda istituzionale e di scavalcamento del territorio.
Il primo a intervenire è l’assessore allo sviluppo economico del Comune di Terni, Sergio Cardinali, che non usa toni concilianti. “Incredibile, ma vero. Oramai non vi è più alcun limite all’arroganza della Presidente Proietti. Decide in assoluta solitudine cosa fare del territorio ternano, trova risorse, si accorda con terzi e manda le ruspe sul nostro territorio senza alcun coinvolgimento del territorio. Credo che la misura sia colma!”, attacca Cardinali, mettendo nero su bianco il disagio politico dell’amministrazione comunale.
Parole che pesano anche alla luce del fatto che lo stesso Cardinali, nei giorni precedenti, aveva annunciato la volontà del Comune di presentare un progetto turistico, giudicato strategico dal Comune: l’ascensore alla Cascata delle Marmore, un intervento da 15 milioni di euro pensato per riequilibrare i flussi turistici tra belvedere basso e parte alta della Cascata, penalizzata da sempre da un accesso viario più complesso.
A rafforzare la linea dura arriva Claudio Batini, presidente della Terza commissione consiliare del Comune di Terni e membro del Consiglio delle Autonomie Locali. “La Regione Umbria scavalca Terni. È la politica dei cittadini di serie B”, denuncia Batini, che accusa Palazzo Donini di distinguere tra amministrazioni “amiche” e territori da ignorare. “Ignorando il Comune, stanno ignorando i ternani. Terni non è una periferia invisibile”, afferma, annunciando una battaglia istituzionale che intende portare anche all’interno degli organismi regionali.
Di segno opposto la lettura del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Luca Simonetti, che rivendica il finanziamento come un risultato politico. “Finanziato con un milione di euro il progetto di miglioramento funzionale della S.S. 209 della Valnerina nell’area della Cascata delle Marmore, un intervento strategico per la viabilità e lo sviluppo turistico del territorio”, dichiara Simonetti, ricordando che l’opera rientrava anche nel programma elettorale delle scorse amministrative a Terni.
Il finanziamento arriva dal fondo complementare PNC sisma 2016, nell’ambito del progetto RiViTa, su richiesta della giunta regionale guidata dalla presidente Stefania Proietti, con il coinvolgimento del Commissario straordinario Guido Castelli. “È una necessità nota da oltre vent’anni”, sottolinea Simonetti, parlando di un’occasione per ripensare l’assetto della Valnerina e migliorare sicurezza e fruibilità turistica.
Resta però il punto politico, che a Terni viene considerato dirimente: senza risorse per la realizzazione e senza un confronto preventivo con il Comune, l’annuncio rischia di restare tale. E a Palazzo Spada la sensazione è che la distanza tra comunicati e realtà, ormai, stia diventando più profonda della galleria che si vorrebbe scavare.