14 Jun, 2026 - 12:00

L'intervento - Il futuro di Terni: Ferranti propone un accordo programmatico con Roma e il Lazio

L'intervento - Il futuro di Terni: Ferranti propone un accordo programmatico con Roma e il Lazio

Riceviamo e pubblichiamo il testo integrale dell’intervento del vicepresidente della Provincia di Terni Francesco Maria Ferranti, che è anche capogruppo di Forza Italia al Comune di Terni, sulle criticità del territorio ternano e sulle prospettive di un nuovo rapporto istituzionale con Roma e l’alto Lazio.

“Non servono manifestazioni estemporanee e scaramucce fra politici improvvisati, ma una convenzione programmatica con Roma e l’alto Lazio che coinvolga sindaci e associazioni di categoria”.

La questione ternana e dell’Umbria del sud, oramai è una criticità non rinviabile. Difatti nonostante se ne parli da almeno 2 decenni, nonostante il Consiglio comunale di Terni, in più occasioni, abbia richiesto un riequilibrio territoriale per quanto concerne la ripartizione delle risorse nel contesto regionale, oggi siamo dinnanzi a una vera e propria situazione di deflazione e di immobilismo economico. I segnali sono evidenti.

Crisi demografica e criticità della gestione regionale a Terni

Terni è in decrescita demografica, i comuni della provincia sono spogliati di servizi essenziali, non sono attrattivi e tendono anch’ essi a decrescere demograficamente. In questo scenario un governo regionale palesemente inadeguato anziché mettere in campo strategie innovative mira a razionalizzare la spesa pubblica alzando la pressione fiscale, in modo particolare per la fascia media, non lavorando in modo fattivo alla realizzazione del nuovo ospedale di Terni e addirittura ipotizzando di accorpare le 2 Asl in un’unica azienda sanitaria regionale.

Quest’ultima ipotesi viene peraltro paventata nonostante sia stata fallimentare nelle regioni che l’hanno percorsa precedentemente (Sardegna e Marche) che lavorano a tornare indietro. Anche a livello di infrastrutture e trasporti non vi sono adeguate strategie e investimenti. Lo si riscontra dal continuo ridimensionamento dei collegamenti ferroviari in direzione Roma, nonostante la gran parte dei pendolari umbri sia residente a Terni o nei comuni della nostra provincia.

Infrastrutture, trasporti e squilibri territoriali in Umbria

Lo si riscontra altresì anche dalla sciatteria con la quale vengono gestiti i lavori stradali sul raccordo Terni-Orte dove sono quotidiani i rattoppi, si susseguono ritardi ed interruzioni che causano ovviamente un danno ai collegamenti volti al trasporto merci con conseguenti penalizzazioni per le nostre imprese ad iniziare dall’acciaieria. Anche a livello di investimenti per potenziare il turismo si vive una fase priva di vigore e di progettualità serie come anche in campo culturale e universitario permane lo squilibrio che tende a concentrare tutto a vantaggio di Perugia e del nord della regione.

Questo scenario determina continui scontri politici, manifestazioni di protesta estemporanee, rivendicazioni strapaesane tra i politici locali, di frequente improvvisati. Ritengo che Terni e il suo territorio possano seriamente ambire a divenire l’appendice della capitale in Umbria. Per ottenere questo obiettivo occorrono però servizi, decoro urbano, tasse non invasive, una sanità efficiente (ecco l’importanza di un moderno ospedale) e comunicazioni ferroviarie in numero adeguato più che veloci, poiché poco cambiano 20 minuti in più o in meno sulla tratta, l’importante sono frequenza e continuità.

Terni come città satellite e l'accordo programmatico con il Lazio

Per ottenere questo obiettivo credo si debba immaginare Terni non come la seconda città dell’Umbria, ma come una città umbra che funge da ponte verso Roma e ne colga le chiare esigenze di decentramento. Un modello che altri paesi europei vedono già realizzato da anni, basti pensare a Parigi che ha intorno almeno dieci città satellite, similari a Terni come dimensioni.

Per realizzare questo assetto, del quale il sindaco di Terni Ciaurro parlava 30 anni fa, oggi occorre superare gli interessi di partigianeria politica, insiti nei partiti e occorre mettere in campo una sorta di convenzione, un accordo di programma con la Regione Lazio, al fine di avviare una più stretta e funzionale collaborazione che potrebbe di certo essere utile non solo per Terni ma per l’intera Umbria e l’alto Lazio. Proporrò in tal senso un atto di indirizzo sia in Consiglio provinciale che in Consiglio comunale a Terni al fine di dare corpo a un concreto atto politico e istituzionale per questa progettualità che sono certo troverà il sostegno anche dei sindaci dei comuni limitrofi e delle associazioni di categoria.

Francesco Maria Ferranti (Vicepresidente della Provincia di Terni e capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale)

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