07 Jan, 2026 - 12:00

Furto nel cuore di Perugia: scompare l’orsetto che faceva le bolle, serrande abbassate “per tristezza” e appello ai cittadini

Furto nel cuore di Perugia: scompare l’orsetto che faceva le bolle, serrande abbassate “per tristezza” e appello ai cittadini

"Ci hanno rubato l'orso. Siamo chiusi per tristezza”.

Poche parole, esposte su un foglio all’ingresso del negozio di giocattoli La città del sole, nel cuore del centro storico di Perugia, hanno attirato l’attenzione di residenti e passanti. È il segno tangibile di un episodio che ha colpito non solo un esercizio commerciale, ma una parte della comunità: la sottrazione dell’orsetto che, da oltre dieci anni, lanciava bolle di sapone sulla strada, diventando un piccolo simbolo del quartiere.

La notizia, riportata dai quotidiani locali, ha rapidamente fatto il giro della città, generando reazioni di incredulità e solidarietà. Non si tratta soltanto di un furto, ma della perdita di un oggetto che aveva assunto un valore affettivo e identitario.

Il post del negozio: “Un atto triste e intollerabile”

A rendere pubblica la vicenda è stata la stessa attività commerciale attraverso un post sui social, dove si legge: “Un atto triste e intollerabile”. Il messaggio prosegue con parole cariche di amarezza: “L'orsetto più conosciuto della città é stato rubato - prosegue il post -. Ci piange il cuore a pensarlo chissà dove; l'amarezza é tanta per un furto senza senso né scopo. Orsetto ha rallegrato la via per anni, con le sue bolle ha reso un piccolo pezzetto di Perugia un luogo di ritrovo, di sosta e di risate. Il nostro auguri è che presto venga ritrovato tutto intero, e che possa tornare a fare il suo lavoro come ha sempre fatto. Vi chiediamo di aiutarci: se avete segnalazioni scriveteci”.

Nel giro di poche ore, il post è stato condiviso da decine di utenti, accompagnato da commenti di sostegno e dalla promessa di prestare attenzione in città per individuare eventuali tracce del pupazzo.

La voce della titolare: “Orsetto è un'istituzione”

Il valore simbolico dell’orsetto emerge dalle parole di Monica Marchesini, titolare dell’esercizio, che ai giornali locali ha affidato il racconto dello smarrimento e dell’amarezza seguiti alla scoperta del furto: “Orsetto è un'istituzione. Sta qui con noi da 10 anni, quando mi hanno chiamato per dirmi che qualcuno lo ha rubato non ci volevo credere. Poi ci hanno preso tristezza e sconforto, per questo restiamo chiusi. Ci siamo rimasti malissimo”.

Una decisione, quella di abbassare temporaneamente la serranda, che va oltre la dimensione economica e assume il valore di un gesto simbolico: rendere visibile una ferita che non riguarda solo un’attività commerciale, ma un intero microcosmo urbano.

Un simbolo di quartiere, non un semplice oggetto

Nel corso degli anni l’orsetto non è stato soltanto un elemento decorativo. Con le sue bolle di sapone ha accompagnato le giornate di famiglie, bambini, turisti e residenti, trasformando il tratto di strada davanti al negozio in un punto di sosta, di incontro e di condivisione. Un piccolo rito quotidiano che contribuiva a costruire un senso diffuso di familiarità e appartenenza, radicandosi nella memoria collettiva del quartiere.

La sottrazione di Orsetto viene così percepita come un gesto “senza senso né scopo”, capace di incrinare quella dimensione di fiducia e di prossimità che caratterizza la vita dei centri storici. Non a caso la reazione della città è stata immediata: sui social e nel passaparola si è levato un appello corale alla restituzione, a conferma di come l’orsetto non fosse soltanto un oggetto, ma un simbolo condiviso di quotidianità e identità urbana.

Solidarietà e mobilitazione sui social

Alla richiesta di aiuto lanciata dal negozio hanno risposto cittadini, associazioni e altri esercenti della zona. C’è chi si è offerto di affiggere avvisi, chi ha promesso di controllare le immagini delle telecamere private, chi ha semplicemente rilanciato l’appello, nella speranza che il passaparola possa portare a una segnalazione utile.

Al momento non sono stati diffusi dettagli su eventuali denunce formali o su indagini in corso. La strategia principale resta quella della mobilitazione civica: affidarsi alla rete di relazioni e all’attenzione diffusa dei cittadini.

Il negozio chiuso “per tristezza”

La scelta di chiudere temporaneamente il negozio ha suscitato comprensione, ma anche riflessioni sul valore simbolico dell’iniziativa. In una fase in cui il commercio di prossimità cerca di consolidare la propria presenza nei centri storici, il gesto assume il significato di una presa di posizione: sottolineare che certi atti non sono semplici episodi di microcriminalità, ma colpiscono il tessuto emotivo della città.

"Restiamo chiusi” non è soltanto una reazione di sconforto, ma una forma di comunicazione pubblica che chiede attenzione, rispetto e responsabilità condivisa.

Un furto che tocca l’anima della città

Il furto dell’“orsetto delle bolle” a Perugia racconta una storia di città, di relazioni e di identità. Non è soltanto la scomparsa di un pupazzo, ma la sottrazione di un frammento di vita condivisa. La speranza, ora, è che l’appello corale - “Vi chiediamo di aiutarci” - trovi ascolto e che quel sorriso fatto di bolle possa tornare presto a colorare il centro storico.

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Francesco Mastrodicasa
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