28 Mar, 2026 - 19:20

Furti in abitazione tra Gubbio e Fossato di Vico: due denunciati dai Carabinieri dopo le indagini

 Furti in abitazione tra Gubbio e Fossato di Vico: due denunciati dai Carabinieri dopo le indagini

Si chiudono con due denunce a piede libero le indagini condotte dai Carabinieri della Stazione di Fossato di Vico in merito a una serie di furti in abitazione avvenuti lo scorso autunno tra Gubbio e il territorio limitrofo.

A finire nel mirino degli investigatori sono stati un 28enne residente in provincia di Padova e una 25enne residente nel Ravennate, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di furto in abitazione, simulazione di reato e favoreggiamento personale.

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Perugia, ha consentito di ricostruire con precisione i fatti e individuare i presunti responsabili.

La notte dei furti: l’allarme al 112 e l’intervento immediato

I fatti risalgono alla sera del 10 novembre scorso, quando al Numero Unico di Emergenza 112 erano giunte diverse segnalazioni relative a furti in abitazione.

La Centrale Operativa della Compagnia dei Carabinieri di Gubbio aveva immediatamente attivato le pattuglie presenti sul territorio, dando il via a una rapida attività di controllo.

Nel corso dei servizi, i militari erano riusciti a individuare un’autovettura sospetta, compatibile con le descrizioni fornite nelle segnalazioni.

L’inseguimento e la fuga a piedi

Alla vista dei Carabinieri, gli occupanti del veicolo avevano tentato la fuga, dando origine a un breve inseguimento.

La corsa si era conclusa poco dopo, quando i sospetti avevano deciso di abbandonare l’auto e dileguarsi a piedi nelle campagne circostanti, facendo momentaneamente perdere le proprie tracce.

Il mezzo, tuttavia, era stato immediatamente recuperato e sottoposto a sequestro dai militari.

Refurtiva e strumenti da scasso all’interno dell’auto

All’interno del veicolo i Carabinieri avevano rinvenuto elementi decisivi per le indagini.

Nel dettaglio, era stata recuperata della refurtiva risultata appartenere a una 68enne di Gubbio, vittima di uno dei furti commessi quella stessa sera.

Oltre agli oggetti rubati, erano presenti anche arnesi atti allo scasso e passamontagna, chiaro segnale di un’attività organizzata e finalizzata alla commissione di reati predatori.

Tutto il materiale era stato posto sotto sequestro per consentire gli accertamenti tecnici.

Le analisi scientifiche decisive per l’identificazione

Un ruolo fondamentale nell’indagine è stato svolto dalle analisi biologiche effettuate dal personale della Sezione Investigazioni Scientifiche (SIS) del Comando Provinciale di Perugia.

Grazie agli accertamenti sui reperti rinvenuti all’interno del veicolo, è stato possibile isolare un profilo genetico, successivamente attribuito al 28enne residente in provincia di Padova.

Un elemento probatorio determinante, che ha consentito di collegare l’uomo direttamente al furto in abitazione.

Il ruolo della 25enne: simulazione e favoreggiamento

Le indagini non si sono fermate all’identificazione dell’autore materiale del furto. Gli approfondimenti investigativi hanno infatti portato a ricostruire anche il ruolo della 25enne ravennate.

La donna aveva inizialmente denunciato il furto dell’autovettura utilizzata durante i colpi, ma gli accertamenti hanno dimostrato che il mezzo era stato in realtà consegnato volontariamente al 28enne.

Per questo motivo, la giovane è stata denunciata per simulazione di reato e favoreggiamento personale, avendo cercato di sviare le indagini fornendo una versione non veritiera dei fatti.

Un’indagine articolata tra territorio e laboratorio

L’operazione dei Carabinieri rappresenta un esempio di indagine articolata, che ha unito l’attività sul territorio alla precisione degli accertamenti scientifici.

Dalla tempestiva risposta alle segnalazioni dei cittadini, passando per il recupero del veicolo e della refurtiva, fino alle analisi genetiche, ogni fase ha contribuito a ricostruire il quadro complessivo.

Un lavoro che ha permesso di risalire ai presunti responsabili anche a distanza di mesi dai fatti.

Sicurezza e prevenzione: il ruolo del controllo del territorio

L’episodio conferma l’importanza del controllo capillare del territorio e della collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine.

Le segnalazioni tempestive al 112 hanno infatti consentito un intervento immediato, elemento decisivo per intercettare il veicolo sospetto e recuperare la refurtiva.

Allo stesso tempo, l’utilizzo di strumenti investigativi avanzati dimostra come la prevenzione e il contrasto ai furti in abitazione si basino sempre più su un approccio integrato.

Indagini chiuse, procedimento in corso

Con il deferimento dei due soggetti alla Procura di Perugia, le indagini entrano ora nella fase giudiziaria.

Resta fermo il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva, ma il lavoro svolto dai Carabinieri ha consentito di fare chiarezza su una vicenda che aveva destato preoccupazione tra i cittadini.

Un risultato che rafforza l’azione di contrasto ai reati predatori e conferma l’impegno delle forze dell’ordine nella tutela della sicurezza del territorio.

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Mario Farneti
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