Una fuga spericolata a bordo di un’auto che ha trasformato un semplice controllo in un inseguimento ad alta velocità lungo la E45. Un furto in un centro commerciale che è degenerato in una violenta aggressione ai danni di tre commesse. Due storie distinte, apparentemente senza legami, ma accomunate dalla stessa, improvvisa escalation di violenza e da un finale identico: le manette e la camera di sicurezza. A farne le spese, un 35enne di origine albanese, senza fissa dimora, fermato dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Città di Castello dopo un rocambolesco inseguimento partito da Pian d’Assino, e una 23enne italiana, già nota alle forze dell’ordine, bloccata dalla Sezione Radiomobile di Perugia mentre tentava di uscire da un negozio con la borsa piena di capi d’abbigliamento e le mani addosso alle dipendenti. In entrambi i casi, il Tribunale di Perugia ha convalidato gli arresti, dando un segnale chiaro: la risposta della giustizia è stata immediata e senza sconti.

Tutto è iniziato in località Pian d’Assino, nel territorio comunale di Umbertide, dove i militari della Compagnia di Città di Castello stavano svolgendo un servizio di controllo del territorio. L’attenzione dei carabinieri si è concentrata su un’auto il cui conducente, alla vista della divisa, ha mostrato subito un comportamento sospetto. Quando è arrivato l’ordine di fermarsi, però, non c’è stata obbedienza. L’uomo ha premuto sull’acceleratore, dando il via a una fuga che ha messo a rischio l’incolumità degli altri utenti della strada.
“L’individuo, invece di ottemperare all’intimazione, ha accelerato bruscamente, allontanandosi a velocità sostenuta e tenendo una condotta di guida pericolosa”, spiegano gli investigatori, ricostruendo i momenti concitati di quella che sarebbe diventata una vera e propria caccia all’uomo asfaltata.
L’inseguimento si è protratto per diversi chilometri, con il fuggitivo che tentava in tutti i modi di seminare i militari. Una corsa disperata, conclusasi solo quando il 35enne, forse a causa dell’elevata velocità o forse per un errore di valutazione, ha perso il controllo del mezzo. L’auto è finita fuori carreggiata, fermando di fatto la sua marcia, ma per fortuna senza coinvolgere altri veicoli o persone. I carabinieri, giunti immediatamente sul posto, hanno tratto in arresto l’uomo con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e fuga pericolosa. Trasferito nelle camere di sicurezza della caserma di Città di Castello, il 35enne è stato giudicato con rito direttissimo. Il Giudice del Tribunale di Perugia, ritenendo validi gli elementi raccolti dagli operanti, ha convalidato l’arresto e disposto nei suoi confronti l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Mentre gli echi dell’inseguimento sulla E45 si spegnevano, a pochi chilometri di distanza, nel cuore del capoluogo umbro, si consumava un’altra vicenda dal copione simile ma con protagonisti diversi. In un noto centro commerciale di Perugia, una 23enne italiana, residente fuori regione e già con precedenti alle spalle, aveva pensato di fare incetta di abiti senza passare dalla cassa. La giovane, secondo quanto ricostruito dai Carabinieri della Sezione Radiomobile, ha riempito la propria borsa con diversi capi di abbigliamento, allontanandosi dagli scaffali come se nulla fosse. Ma il sistema antitaccheggio all’uscita ha tradito le sue intenzioni. Fermata dalle commesse, è stata invitata a rientrare nel punto vendita e a mostrare il contenuto della borsa nei pressi delle casse. Qui, la refurtiva è stata effettivamente rinvenuta.
A quel punto, però, la situazione è precipitata. Invece di cedere la merce e accettare le conseguenze, la 23enne ha tentato il tutto per tutto. Con la borsa piena di capi ancora agganciata al braccio, ha reagito con violenza nel tentativo di guadagnarsi la fuga.
“Nel tentativo di assicurarsi il possesso della refurtiva e guadagnarsi la fuga, la donna ha posto in essere una condotta violenta nei confronti di tre addette alla vendita”, fanno sapere i militari. Nel concitato parapiglia, la giovane ha spintonato e colpito le tre lavoratrici, causando loro lesioni giudicate lievissime ma che hanno cambiato il titolo del reato. Quello che era iniziato come un taccheggio si è trasformato, agli occhi della legge, in una rapina impropria, aggravata dalle lesioni personali.
L’arrivo tempestivo dei Carabinieri della Sezione Radiomobile ha interrotto la furia della ragazza, che è stata bloccata e dichiarata in stato di arresto. Portata davanti al Giudice del Tribunale di Perugia per la convalida, la 23enne ha visto confermata la misura restrittiva. Il Tribunale, accogliendo le richieste dell’accusa, ha deciso di inasprire ulteriormente la misura cautelare, imponendo alla giovane il divieto di dimora nella Regione Umbria. Una decisione che di fatto la allontana dal territorio dove ha commesso il reato, in attesa di giudizio.