Il patrimonio storico e culturale di Fossato di Vico si appresta a vivere una nuova stagione di rinascita. Grazie a un corposo finanziamento di 2 milioni e 800 mila euro infatti, il Comune potrà finalmente dare il via ai lavori di recupero e messa in sicurezza del Museo della Civiltà Contadina, un luogo che rappresenta molto più di una semplice esposizione: è il custode dell’identità collettiva di un intero territorio. Questi fondi, erogati dalla struttura commissariale, rientrano nel piano strategico per la ricostruzione delle opere pubbliche nei territori umbri duramente colpiti dal sisma del 2016. L’investimento non mira solo alla riparazione strutturale, ma si configura come un atto di restituzione sociale verso una comunità che, nonostante le ferite del terremoto, non ha mai smesso di riconoscersi nelle proprie radici.
La storia del museo è indissolubilmente legata alla figura e alla lungimiranza del professor Luigi Galassi. Fu sua la volontà ferrea di raccogliere, catalogare e preservare le testimonianze del passato rurale umbro. Nel corso di decenni, Galassi è riuscito a collezionare oltre 1.600 pezzi, salvando dall’oblio oggetti che altrimenti sarebbero andati perduti.
Il Comune, riconoscendo il valore inestimabile di questa operazione culturale, ha destinato alla collezione l’edificio dell’ex scuola locale. Strutturato su tre piani, il museo organizza i reperti secondo criteri tipologici che guidano il visitatore in un vero e proprio viaggio nel tempo, riportando alla luce uno stile di vita ormai scomparso ma ancora pulsante nella memoria dei residenti.
Varcare la soglia del Museo della Civiltà Contadina significa immergersi nella quotidianità dei nostri antenati. La collezione è vasta e meticolosa. Al piano terra e nelle aree dedicate al lavoro, troviamo i mezzi di trasporto d'epoca: calessi eleganti, solidi carri agricoli e biciclette che un tempo erano gli unici strumenti per accorciare le distanze tra le frazioni.
La sezione dedicata ai mestieri tradizionali è un omaggio alla maestria artigiana. Qui sono conservati gli strumenti del falegname, del fabbro, del muratore e del sarto, insieme alle attrezzature per la terra: aratri pesanti, erpici e seminatrici che raccontano la fatica e la dedizione dei contadini umbri.
Ma il museo va oltre il lavoro nei campi, entrando nell’intimità delle mura domestiche. La ricostruzione degli ambienti è fedele e suggestiva:
-La camera da letto, con il letto in ferro battuto e la cassapanca contenente il corredo;
-La cucina, fulcro della casa, con il grande focolare, la "mattera" per impastare e la tavola del pane;
-La cantina, dove il profumo del mosto sembra ancora aleggiare tra botti, torchi e damigiane.
Particolarmente toccante è la riproduzione di un’aula scolastica degli anni cinquanta. Tra banchi in legno, calamai e carte geografiche telate, i visitatori più anziani possono ritrovare i propri ricordi d'infanzia, mentre i più giovani possono scoprire un mondo didattico fatto di semplicità e rigore.
Il sindaco di Fossato di Vico, Lorenzo Polidori, ha accolto la notizia del finanziamento con profonda commozione, definendola una "meravigliosa ricompensa" per il lavoro svolto dall'amministrazione.
"Questo traguardo permette alla nostra comunità di riappropriarsi di frammenti fondamentali della nostra storia", ha dichiarato il primo cittadino. "Nonostante il percorso di restauro durerà anni, ci siamo già rimboccati le maniche. Non vediamo l'ora di restituire a Fossato di Vico un luogo che custodisce l'anima delle nostre radici".
Il progetto di recupero non sarà solo un cantiere edile, ma un laboratorio di memoria. Il Museo della Civiltà Contadina, una volta riaperto, si candida a diventare un polo d'attrazione turistica e formativa, un punto di riferimento per chiunque voglia comprendere come il passato possa, ancora oggi, insegnarci a guardare al futuro con maggiore consapevolezza.