20 Jun, 2026 - 08:10

Forza Italia Umbria, primo storico congresso: Andrea Romizi eletto segretario all'unanimità lancia il manifesto del partito del fare

Forza Italia Umbria, primo storico congresso: Andrea Romizi eletto segretario all'unanimità lancia il manifesto del partito del fare

Trentadue anni di attesa per celebrare un rito fondativo che si trasforma immediatamente in un manifesto programmatico e in un preciso guanto di sfida amministrativa. Al Park Hotel di Ponte San Giovanni, Forza Italia scrive una pagina inedita della propria storia in Umbria celebrando il suo primo congresso regionale, un appuntamento che sancisce l'elezione all'unanimità di Andrea Romizi alla guida della segreteria. L'ex sindaco di Perugia raccoglie il consenso totale per acclamazione e lancia una linea politica netta, incardinata sulla formula del “partito del fare”. Non si tratta di un semplice adempimento organizzativo, ma del posizionamento strategico di una forza d'ispirazione liberale e pragmatica che punta a scardinare l'azione della giunta regionale guidata da Stefania Proietti, aprendo un fronte critico serrato su tassazione locale, carenze infrastrutturali e gestione della sanità pubblica.

Il congresso regionale porta in Umbria anche uno dei vertici nazionali del partito. A presiedere i lavori è Enrico Costa, capogruppo di Forza Italia alla Camera. La platea del Park Hotel di Ponte San Giovanni riflette il doppio livello, interno ed esterno al partito: in sala ci sono Romizi, il portavoce nazionale Raffaele Nevi, la deputata Catia Polidori, la capogruppo regionale Laura Pernazza, i segretari provinciali Fiammetta Modena e Stefano Fatale, insieme a dirigenti, amministratori, sindaci ed eletti azzurri, ma anche rappresentanti delle altre forze del centrodestra, delle categorie economiche e del mondo delle professioni, che rendono il congresso un luogo di confronto più largo della sola militanza. 

La svolta organizzativa azzurra nel primo congresso regionale e l'unanimità per la leadership di Andrea Romizi

La scelta della continuità al vertice di Forza Italia si traduce in un'acclamazione che unisce le diverse anime del movimento azzurro sul territorio umbro. Andrea Romizi, forte dell'esperienza accumulata in due mandati consecutivi come primo cittadino del capoluogo ed oggi radicato in Assemblea legislativa come consigliere regionale, assume la guida formale con l'obiettivo di tradurre il peso istituzionale in iniziativa politica permanente. La sua figura viene indicata dai delegati come il punto di equilibrio naturale tra la componente più militante e la struttura istituzionale del partito, ma anche come un interlocutore autorevole nei confronti degli alleati della coalizione di centrodestra. Il congresso del Park Hotel rappresenta una rottura rispetto al passato per la sua natura assembleare: per la prima volta in oltre tre decenni, la classe dirigente locale si riunisce per dibattere le tesi e strutturare capillarmente i quadri direttivi. La nuova segreteria regionale, nata da questo confronto, punta a integrare i livelli nazionali - attraverso il raccordo con la delegazione dei parlamentari e i membri umbri della segreteria nazionale - con l'azione sul campo di sindaci, consiglieri comunali e rappresentanti delle professioni, offrendo un referente certo alle categorie economiche e alle associazioni.

Il manifesto politico del fare contro le linee programmatiche della giunta guidata da Stefania Proietti

La linea tracciata dalla relazione di Andrea Romizi definisce un'identità precisa, riassumibile nella formula di un pragmatismo riformista che rifiuta le derive identitarie ed estremiste. Nelle dichiarazioni dei dirigenti azzurri ricorre l'idea che chi governa debba assumersi la responsabilità su numeri e risultati concreti, senza nascondersi dietro narrative ideologiche: “La funzione di Forza Italia è quella di tenere la barra dritta sul buon governo, sulle riforme possibili e sulla tutela del ceto medio e del mondo produttivo”. Questo approccio si traduce in una critica frontale all'operato del governo regionale guidato da Stefania Proietti. Secondo l'analisi emersa dai documenti congressuali, l'attuale gestione dell'Umbria soffre di una deriva definita come un “governo a colpi di ordinanze e annunci”, che non offre certezze normative e rischia di frenare investimenti e consumi. Il focus della critica azzurra si concentra sulla pressione fiscale locale, giudicata eccessiva e penalizzante per le famiglie e per il tessuto imprenditoriale, dove si avverte la necessità stringente di regole stabili, semplificazione amministrativa e interventi tangibili di alleggerimento burocratico.

L'emergenza della sanità umbra tra il nodo delle liste d'attesa e la mobilità passiva verso le altre regioni

Nel corso del dibattito congressuale, la gestione della sanità è stata indicata come la principale criticità dell'azione della giunta, considerata dai dirigenti azzurri la vera cartina di tornasole dell'esecutivo regionale. Forza Italia denuncia un sistema in forte sofferenza, incapace di smaltire le liste d'attesa e di garantire tempi certi per esami e cure mediche essenziali. Questa situazione, secondo la denuncia politica sollevata dalla platea e raccontata dalla stampa presente, sta alimentando il fenomeno della mobilità sanitaria in uscita, costringendo migliaia di cittadini umbri a varcare i confini regionali per ricevere l'assistenza necessaria: “I cittadini sono costretti a rivolgersi ad altre regioni per esami e cure a causa di un sistema che non smaltisce le liste e non garantisce tempi certi”. L'accusa mossa all'esecutivo regionale riguarda l'assenza di una riforma strutturale in grado di coniugare la qualità delle prestazioni, la sostenibilità finanziaria e il principio di prossimità dei servizi. La proposta emersa indica la necessità di usare il privato accreditato come valvola di sfogo in modo trasparente e regolato, superando gli approcci ideologici per tutelare i pazienti.

Infrastrutture strategiche e isolamento ferroviario come ostacoli allo sviluppo economico del territorio

Un altro capitolo centrale della tesi congressuale riguarda le infrastrutture e i collegamenti viari e ferroviari, fattori ritenuti determinanti per la competitività dell'Umbria. I delegati hanno evidenziato il forte ritardo accumulato su dossier strategici come il Nodo di Perugia e l'adeguamento delle principali arterie stradali. Preoccupazione profonda è stata espressa soprattutto per la connessione alla rete ferroviaria dell'Alta Velocità. La critica dei dirigenti di Forza Italia verso la giunta regionale si focalizza sulla conduzione delle trattative ai tavoli con lo Stato e con i gestori delle reti nazionali, considerata priva di incisività e eccessivamente lenta nel definire in tempi certi tracciati e fermate. Il rischio paventato è l'isolamento dell'Umbria dalle grandi direttrici di traffico nazionali ed europee. Questo deficit infrastrutturale aggrava, secondo l'analisi azzurra, un quadro macroeconomico già fragile, segnato da una crescita debole e da una dinamica demografica fortemente negativa. Il calo delle nascite e l'incapacità di trattenere sul territorio i giovani laureati impongono una strategia di lungo periodo basata sulla sburocratizzazione e sul sostegno alle imprese per invertire la tendenza al declino.

Gli equilibri interni della coalizione di centrodestra e la selezione dei profili per le prossime scadenze elettorali

La folta presenza al Park Hotel dei rappresentanti delle forze alleate, tra cui Fratelli d'Italia, Lega e mondi civici vicini alla coalizione, testimonia la centralità del congresso azzurro negli equilibri complessivi del centrodestra umbro. Forza Italia riafferma con chiarezza la propria collocazione all'interno dello schieramento, ma chiede che la coalizione tenga insieme le ragioni dell'identità e quelle del governo, evitando scivolate verso posizioni radicali che possano spaventare il ceto medio e i settori produttivi. Con la riconferma della segreteria guidata da Andrea Romizi, il partito si propone come un interlocutore solido e affidabile per i sindaci, per la Regione e per il governo nazionale, guardando già alle prossime scadenze elettorali amministrative e regionali. La strategia definita per i futuri appuntamenti con le urne prevede l'utilizzo della segreteria per selezionare candidature fortemente radicate sul territorio, caratterizzate da profili amministrativi e professionali chiaramente riconoscibili. L'obiettivo dichiarato è quello di condizionare l'agenda della coalizione, imponendo come priorità programmatiche assolute il rilancio delle infrastrutture, il sostegno strutturale alle imprese e il risanamento della sanità umbra.

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Federico Zacaglioni
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