28 Jun, 2026 - 12:30

Formula 1, la McLaren in Austria delude ancora. L'orvietano Stella: "Vi spiego cosa non sta andando"

Formula 1, la McLaren in Austria delude ancora. L'orvietano Stella: "Vi spiego cosa non sta andando"

L’incredibile metamorfosi degli ultimi anni della McLaren ha un nome, un cognome e una precisa origine geografica: Andrea Stella, l’ingegnere di Orvieto che ha ridisegnato i confini della Formula 1 moderna. Quando all’inizio del 2023 ha preso le redini di una scuderia in piena crisi tecnica e di risultati, in pochi avrebbero scommesso su una risalita così fulminea. Eppure, con la concretezza e la dedizione silenziosa tipiche della sua terra d'origine, Stella ha compiuto un vero e proprio miracolo sportivo, trasformando una nobile decaduta nella forza dominante del circus.

Il manager orvietano non ha cercato scorciatoie o proclami mediatici. Ha preferito applicare un metodo rigoroso e analitico: ha azzerato le vecchie gerarchie farraginose, ha ristrutturato da cima a fondo il reparto tecnico e ha valorizzato le risorse umane a disposizione. I frutti di questo lavoro metodico sono stati straordinari, culminati nella storica doppietta della scorsa stagione del Mondiale Costruttori e del titolo Piloti conquistato da Lando Norris. Il vero capolavoro dell’ingegenere umbro risiede però nella gestione del fattore umano. In un ambiente ad altissima pressione, Stella è riuscito a isolare la squadra dalle polemiche esterne, trasmettendo una calma olimpica e una cultura dell'autocritica costruttiva. Sotto la sua guida, la McLaren ha ritrovato quella mentalità vincente che sembrava smarrita. Oggi l'orgoglio di Orvieto è una delle figure più stimate e influenti del paddock mondiale. La sua storia dimostra che, anche nel motorsport più tecnologico del pianeta, sono ancora l'intelligenza, l'umiltà e il lavoro quotidiano a fare la differenza.

Stella: “Siamo molto indietro rispetto alla Mercedes”

La stagione però quest’anno in casa McLaren non è partita nel migliore dei modi. La Scuderia di Woking ha dovuto fare i conti con diverse problematiche tecniche e di prestazione, che ne hanno condizionato le prime gare. Anche ieri sia Lando Norris che Oscar Piastri, non hanno centrato piazzamenti top, ma solamente un sesto e un settimo posto. McLaren infatti, si è presentata in Austria senza alcun tipo di sviluppo e questo sta ancora incidendo molto. Queste le parole dell'orvietano Andrea Stella team principal della McLaren dopo le qualifiche del GP d'Austria: “Non abbiamo avuto nulla di troppo significativo per questo GP, quindi siamo un po’ indietro. Dovremmo iniziare ad aggiungere qualcosa di un po’ più costante per le prossime gare e vedremo lì se riusciremo a dare una svolta alla nostra stagione e a colmare il divario”.

Stella ha attribuito il 70% del distacco prestazionale dalla Mercedes alle curve, evidenziando una carenza di carico aerodinamico rispetto ai rivali. Il restante 30% di ritardo si accumula in rettilineo, potenzialmente causato da una maggiore resistenza aerodinamica, spingendo il team a investigare anche il pieno sfruttamento della power unit.Il motivo nelle curve è abbastanza evidente: loro riescono a generare più carico aerodinamico rispetto a noi -ha spiegato Stella-. Potrebbe dipendere da una maggiore resistenza aerodinamica della nostra macchina”. Analizzando le velocità, il team principal ha concluso: “Il divario in termini di velocità è importante, quindi dobbiamo capire se stiamo estraendo tutto il potenziale disponibile”.

 

 

Stella sulla stagione: “Sono gli aggiornamenti a fare la differenza”

Infine il pensiero di Andrea Stella in merito alla stagione, con le prestazioni che si stanno giocando su questo particolare aspetto: “Sono gli aggiornamenti a fare la differenza. E abbiamo visto che con gli aggiornamenti apportati dalla Ferrari, oltre all’aggiornamento del motore che hanno qui, hanno fatto un ulteriore passo avanti. Gli aggiornamenti della Red Bull sono piuttosto impressionanti in termini di quantità, e qui sono stati più veloci della McLaren. Quindi è una gara di aggiornamenti, un modello costante dal punto di vista della competitività. E penso che questo stabilisca per noi il solito requisito e la solita richiesta in termini di portare i nostri aggiornamenti”. 

 

 

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Emanuele Giacometti
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