Il mosaico della Fondazione Carit ha posizionato il suo ultimo, decisivo tassello. Mentre la politica locale continua a rimodulare i propri pesi e gli ordini professionali ricompongono frettolosamente i loro equilibri interni, il presidente Emiliano Strinati ha diffuso nero su bianco il comunicato che ufficializza la nuova geografia del potere dell'ente di palazzo Montani Leoni.
I dieci nuovi componenti eletti sono: Lorenzo Amati (Comune di Terni), Anna Maria Amici, Mirella Cimini (Comune di Narni), Vincenzo Clericò, Luigi Filippetti, Silvia Giani, Francesca Porrazzini (Comune di Terni), Andrea Sconocchia (Ordine degli Ingegneri), Franco Semenza (Diocesi di Terni, Narni e Amelia) e Carlo Viola (Ordine degli Avvocati).
La riunione di questo pomeriggio ha ufficializzato i dieci nuovi ingressi nell'Organo di Indirizzo, ma il dato politico più rilevante è un altro: l'organo strategico e consultivo che definisce le linee guida, gli obiettivi programmatici e le priorità della Fondazione fino al 2031 sarà fortemente rinnovato. E mai come stavolta, ogni nome nasconde una storia, una mediazione, talvolta persino una piccola scossa tellurica.
L'atto formale, comunicato dallo stesso presidente della Fondazione, sancisce la conclusione di un iter iniziato settimane fa con le designazioni del Comune e culminato con le scelte, a dir poco movimentate, degli Ordini professionali. Il nuovo corso targato Strinati si presenta così con una squadra allargata, chiamata a confrontarsi immediatamente con un'eredità pesante: quella lasciata dalla lunga stagione di Luigi Carlini. La vera novità, tuttavia, non è solo nei volti, ma nelle tante vicende che si sono susseguite lungo il percorso per arrivare a questi nomi.

La partita più delicata è stata quella delle designazioni del sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, che ha indicato per il comitato di indirizzo il manager bancario del Gruppo Unicredit Lorenzo Amati, figlio dell'ex presidente Luigi, e Francesca Porrazzini docente di scuola media impegnata nel volontariato e nella cultura, come referente del Fai Scuola. Per quanto si tratti di nomi "tecnici" non certo da Manuale Cencelli, a Palazzo Spada si è discusso molto del gradimento manifestato per le due designazioni dal mondo centristra, popolare e riformista di non diretta emanazione della ristretta cerchia dei partiti che sostengono l'esperienza amministrativa del sindaco. Vale a dire Alternativa Popolare e Dimensione Bandecchi.
A lasciare la Fondazione dopo un solo mandato sono stati Dario Guardalben, presidente del Briccialdi, e Leonardo Fausti, responsabile delle Donazioni Covid all'Azienda ospedaliera Santa Maria, designati dall'ex sindaco Leonardo Latini. Entrambi avevano svolto un ruolo rilevante durante la gestione Carlini, contribuendo (col loro avvicendamento) ad alimentare la lettura di un cambio di paradigma negli equilibri interni di Palazzo Montani Leoni. Non ci sono stati nemmeno i franchi tiratori, quelli che in passato (durante l'ultima fase dell'amministrazione Di Girolamo) impallinarono le nomine pesanti dell'imprenditore Gino Timpani e dell'allora presidente dell'Ordine dei Medici Aristide Paci.
Per quanto riguarda gli Ordini professionali, che rinnovavano i loro rappresentanti, le stori tese ci sono state nella fase precedente alla ratifica. Un vero e proprio ribaltone, ad esempio, è avvenute tra gli ingegneri. La decisione di Andrea Sconocchia, presidente uscente dell'Ordine, di candidarsi per un posto in Fondazione ha portato alle sue dimissioni e ha comportato la surroga con Mirco Maurizi. A succedere a Sconocchia, è stato Marco Sperandei, con una elezione non programmata che ha lasciato qualche scoria da digerire tra gli ingegneri ternani.
Ancora più rocambolesca l'indicazione dell'Ordine degli avvocati, che ha votato Carlo Viola, cassazionista e rappresentante nazionale presso il Ministero dell'Ambiente. Ma Viola ha dovuto rinunciare al suo ruolo di membro del Comitato dei probiviri di Forza Italia, incarico politico in odore di potenziale incompatibilità. Questione incompatibilità (questa volta relativa agli incarichi interni all'ordine professionale) che era stata sollevata già nella prima tornata del ballottaggio a tre che aveva impegnato al voto il consiglio degli avvocati ternani.
Insomma, mai come in questa occasione si è registrata in città una corsa per entrare nel salotto buono della finanza cittadina, con una competizione che ha segnato una svolta rispetto al clima ovattato e riservato che contraddistingueva le nomine del passato.
Di seguito, l'elenco completo dei venti membri del Comitato d'Indirizzo della Fondazione Carit per il quinquennio 2026-2031:
Lorenzo Amati
Anna Maria Amici
Marco Bisonni
Stefano Brancorsini
Mirella Cimini
Vincenzo Clericò
Stefano Donzelli
Luigi Filippetti
Silvia Giani
Fabio Loreti
Giunio Marcangeli
Gabriele Marinozzi
Franco Novelli
Enrico Poddi
Francesca Porrazzini
Alessandra Rossi
Andrea Sconocchia
Franco Semenza
Marco Venanzi
Carlo Viola