Patrimonio netto a 279,8 milioni di euro, avanzo di esercizio di 21,43 milioni e una capacità di erogazione per il 2026 che sale a 13,78 milioni, superando le previsioni iniziali. Sono i numeri chiave del bilancio consuntivo 2025 della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni, approvato all’unanimità dal Comitato di indirizzo il 29 aprile 2026, dopo il via libera dell’Assemblea dei soci del 22 aprile. In un anno segnato da un contesto economico globale ancora fragile, l’ente presieduto dall’avvocato Emiliano Strinati ha deliberato risorse complessive per 9,84 milioni di euro, articolate su sei settori di intervento, e ha visto crescere la propria solidità patrimoniale, confermandosi al 31° posto nella graduatoria nazionale delle Fondazioni di origine bancaria e al 14° tra quelle medio-grandi, secondo il rapporto annuale Acri.

Il 2025 ha rappresentato il primo esercizio completo sotto la guida del nuovo Consiglio di amministrazione guidato da Emiliano Strinati, insediatosi con un mandato costruito attorno agli obiettivi del Documento programmatico previsionale e del Piano pluriennale 2024-2026. I risultati hanno superato quanto inizialmente previsto: l’avanzo di 21.433.256 euro, al netto degli accantonamenti obbligatori, libera risorse che porteranno la capacità erogativa del 2026 a 13,78 milioni, un livello ben più alto delle stime di partenza.
"Oggi, con grande soddisfazione, possiamo presentare i risultati del nostro bilancio consuntivo, che evidenziano non solo una solida crescita finanziaria, ma anche il nostro impegno costante nel sostenere progetti di grande valore per il territorio di riferimento", ha dichiarato il presidente Strinati, sottolineando come "i numeri positivi sono il riflesso di una gestione attenta e responsabile e confermano il fondamentale ruolo della Fondazione all’interno della comunità".
La strategia ha puntato su una gestione prudente e diversificata del patrimonio, in coerenza con una linea di indirizzo che ha messo al centro utilità sociale e sviluppo del territorio. La conferma del ranking nazionale - 31esimo posto assoluto e 14esimo tra le Fondazioni di origine bancaria medio-grandi - restituisce la fotografia di un ente che rafforza il proprio peso specifico nel sistema.

Nel corso del 2025 la Fondazione ha accolto 216 richieste da bandi, 31 iniziative proprie e 75 richieste libere. Accanto al consolidamento di strumenti già rodati, come i sette bandi pubblicati – uno generale e sei tematici dedicati ad attività musicali e teatrali, welfare di comunità, sport e sviluppo locale, eventi filantropici natalizi – l’ente ha impresso un’impronta decisa sulla progettualità strategica condivisa con enti, istituzioni e stakeholder. Le risorse assegnate ai progetti ammessi tramite bando hanno pesato per il 31 per cento del totale, mentre le iniziative proprie hanno rappresentato il 15 per cento. Il 54 per cento delle somme deliberate si è però concentrato sulle richieste libere per i grandi progetti, quelle che, per rilevanza dell’impegno economico e ricaduta sul territorio, hanno richiesto una valutazione diretta.
Tra gli interventi più significativi compaiono gli oltre 1,5 milioni di euro destinati all’acquisto di nuove apparecchiature per l’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni, il sostegno al Comune di Terni per il progetto “Terni Verde 2.0” dedicato alla forestazione urbana e alla transizione ecologica, il contributo al Conservatorio “Giulio Briccialdi” per la realizzazione del “Campus Briccialdi” e gli interventi per il Comune di Narni finalizzati alla riqualificazione delle aree giochi e alla costruzione del nuovo polo scolastico di Narni Scalo.
Sul versante delle iniziative proprie, il presidente Strinati ha ricordato il tradizionale concerto di Natale nella chiesa di San Francesco, il restauro degli affreschi dell’abside e dell’antico pavimento dell’Abbazia di San Pietro in Valle a Ferentillo - realizzato sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza e in partnership con Zumtobel per l’impianto di illuminazione - e le due mostre allestite a Palazzo Montani Leoni: “Da Degas a Boldini. Uno sguardo sull’impressionismo tra Francia e Italia” e “Collezione d’arte. Da Signorelli a Burri”, quest’ultima conclusasi con un ottimo riscontro di pubblico.
La Fondazione ha inoltre rinnovato il sostegno alla Fondazione con il Sud e ha aderito al Fondo Repubblica Digitale, la partnership tra Governo, Fondazioni di origine bancaria e Acri che opera nell’ambito degli obiettivi di digitalizzazione previsti dal Pnrr.

Uno dei dati che più segnalano il cambio di passo gestionale impresso dal nuovo Consiglio di amministrazione riguarda la riduzione del 25 per cento dei residui passivi, raggiunta grazie a un’intensificazione del monitoraggio, al recupero delle risorse non utilizzate e a un’accelerazione dei processi di rendicontazione. Le somme ancora da liquidare riguardano prevalentemente grandi interventi pubblici e progetti pluriennali in corso di realizzazione. Un segnale di efficienza nell’uso delle risorse che, insieme alla crescita dell’avanzo, ha contribuito a costruire la base per il rafforzamento della capacità erogativa dei prossimi anni.
"Questo successo ci sprona a guardare al futuro con rinnovato entusiasmo e determinazione, continuando a investire in iniziative che possano generare un impatto concreto e duraturo in un complessivo quadro di crescita economica", ha concluso Emiliano Strinati, rivolgendo un ringraziamento al Comitato di indirizzo, al Consiglio di amministrazione, al Collegio sindacale, all’Assemblea dei soci, al Segretario generale e a tutta la struttura operativa della Fondazione.