Un imprenditore cinese è stato scoperto e denunciato dalla Guardia di Finanza di Foligno da un'indagine partita dai social media, in particolar modo TikTok. La Fiamme Gialle hanno provveduto a sequestrare oltre 2300 articoli contraffatti.
La Guardia di Finanza di Foligno, sotto il coordinamento del Comando Provinciale di Perugia, con un maxiblitz ha sequestrato più di 2300 articoli contraffatti.
Tra gli oggetti, posti sotto sequestro, risultano borse, cinte, profumi e capi d'abbigliamento (riportanti marchi noti come Fendi, Dior, Louis Vuitton, Chanel, Gucci, Hermès e altri brand internazionali) ma che erano però false. Presenti anche 11 orologi Rolex falsi, il cui valore di mercato – se autentici – avrebbe superato 80 mila euro.
L'operazione ha portato alla denuncia di un cittadino cinese. Altra vicenda di cronaca, dopo il maxiblitz emerso nei giorni scorsi (in tutt'Italia) contro la mafia cinese.
L'attività investigativa, spiega la Guardia di Finanza, sarebbe partita dall'analisi delle piattaforme social (come TikTok, Facebook e Instagram) sempre più utilizzate per promuovere e vendere merce da parte di attività commerciali, spesso anche illegali.
I finanzieri di Foligno hanno, tramite costante monitaraggio, individuato un profilo TikTok gestito da un cittadino cinese che, attraverso dirette e contenuti promozionali, offriva articoli di moda di presunti marchi prestigiosi come orologi, abbigliamento, profumi e pelletteria.
La Guardia di Finanza, durante una prima ispezione, ha controllato numerosi pacchi pronti per la spedizione, tutti privi di documentazione fiscale e contenenti articoli con merche contraffatta. Il secondo controllo è avvenuto nei locali utilizzati come sede commerciale, in una struttura a pochi metri dalla caserma della Guardia di Finanza di Foligno.
All'interno dei locali, i Finanzieri hanno trovato una stanza adibita come una boutique del lusso, con scaffali e espositori pieni di merce fasulla, dove avvenivano le dirette social per pubblicizzare i prodotti. I prodotti avevano materiali curati, etichette, confezioni e persino QR Code e “garanzie del venditore” abilmente falsificati,
Il titolare dell’attività è stato dunque denunciato alla Procura della Repubblica di Spoleto con l’accusa di commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione, in violazione degli articoli 474 e 648 del Codice Penale. Si ricorda che, in attesa di un giudizio definitivo, l’indagato gode della presunzione di innocenza. Le indagini ora continueranno anche per risalire all’intera filiera di approvvigionamento e alla rete di distribuzione, che presumibilmente non è limitata al solo territorio dell'Umbria.
La lotta quella delle Fiamme Gialle che ha il suo focus al contrasto dell'evazione fiscale e durante la giornata che ha celebrato i 251 anni dalla fondazione del Corpo, la Guardia di Finanza ha diffuso i dati aggiornati sull’evasione fiscale in Umbria, riferiti al 2024 e ai primi cinque mesi del 2025.
In quel lasso temporale sono emersi 267 evasori totali: soggetti completamente sconosciuti al fisco, che svolgevano attività imprenditoriali o professionali senza alcuna dichiarazione dei redditi. A questi vanno aggiunti 339 lavoratori in nero o irregolari,.
Oltre i numeri diffusi durante la cerimonia del 251° anniversario della Guardia di Finanza, vanno, però, segnalati anche i 211 soggetti denunciati per reati tributari, con 2 arresti effettuati.
Come dimostra l'episodio recente di Foligno, la Guardia di Finanza non si ferma solo alla semplice rilevazione di anomalie fiscali, ma nel periodo sopracitato, sono stati confiscati e sequestrati beni (ritenuti frutto di evasione o frodi) per un valore di oltre 6 milioni di euro. Non solo: sono state inoltrate proposte di sequestro per circa 95 milioni.