18 Jun, 2026 - 13:30

Questione nidi a Foligno, l'assessore Barcaioli disponibile ad incontrare i genitori

Questione nidi a Foligno, l'assessore Barcaioli disponibile ad incontrare i genitori

È complessa e delicata la questione che sta interessando da gennaio scorso i nidi comunali a Foligno. I sindacati da tempo chiedono al Comune una serie di garanzie che ieri, dopo l'incontro tra Rsu e amministrazione, non sono ancora arrivate. Nel mezzo si è inserita anche la Regione che tramite l'assessore regionale all'Istruzione, Fabio Barcaioli, ha voluto rassicurare circa l'impegno istituzionale.

Sciopero nei nidi a Foligno, cosa chiedono i sindacati

Prosegue dunque lo sciopero degli straordinari da parte delle maestre perché spiegano in una nota congiunta le sigle UIL FP, FP CGIL, CISL FP e USB, i nodi restano organici: "sostituzioni tempestive, stabilizzazioni, continuità educativa, programmazione del servizio, risorse, qualità del nido e condizioni di lavoro del personale educativo".

Se da un lato, è stata apprezzata la disponibilità al confronto tecnico, dall'altro l'incontro, a cui hanno preso parte l'assessore Ugolinelli e il consigliere Pinna, "non ha prodotto nuove risposte concrete sulle richieste del personale educativo". Una fumata nera che preoccupa, e non poco, le famiglie.

"L'amministrazione - prosegue la nota - ha confermato la propria posizione, richiamando i vincoli di bilancio, il tetto della spesa del personale e la programmazione già approvata con il Piao, nella quale sono previste due stabilizzazioni. Rsu e sindacati hanno preso atto della posizione espressa, ma hanno ribadito che la questione non può essere ridotta a un problema esclusivamente tecnico". Dai sindacati chiedono "un impegno scritto, concreto e verificabile dalla Giunta" e di "fare uno sforzo nell'interesse dei bambini, delle famiglie, delle educatrici e della qualità del servizio" ma ancora non sì è giunti ad un accordo e i genitori sono andati a bussare direttamente in Regione.

Come sta lavorando la Regione sul sistema educativo 0-6

Sulla scrivana dell'assessore Barcaioli è stata recapitata una missiva da parte del Comitato dei genitori dei bambini che frequentano gli asili nido comunali di Foligno. Un fatto che si colloca in un momento di grandi innovazioni per quanto riguarda il sistema integrato di educazione e istruzione 0-6 anni anni sul territorio umbro. La Giunta regionale ha infatti adottato il nuovo regolamento che "definisce un modello educativo fondato sulla qualità dei servizi, sulla qualificazione del personale, sull’inclusione e sulla continuità dei percorsi di crescita delle bambine e dei bambini. Un’attenzione particolare è riservata ai poli per l’infanzia, che rafforzano il raccordo tra nido e scuola dell’infanzia nell’ottica di un percorso educativo unitario" riferisce una nota.

La Regione in quest'ambito ha da poco deliberato lo stanziamento di 6 milioni di euro del Fondo Sociale Europeo Plus 2021-2027 che saranno destinati all’ampliamento dell’offerta educativa nei nidi e micronidi comunali umbri. Le risorse, in particolare, consentiranno l’attivazione di oltre 500 nuovi posti negli anni educativi 2026-2027 e 2027-2028, incrementando le opportunità di accesso ai servizi per le famiglie umbre.

Barcaioli: "Le istituzioni hanno il dovere di ascoltare"

"Ho letto con attenzione la lettera dei genitori e considero legittime le preoccupazioni che vengono espresse - queste le parole dell'assessore Barcaioli -. Quando famiglie e lavoratrici segnalano difficoltà che incidono sulla qualità dei servizi educativi e sulla loro fruizione quotidiana, le istituzioni hanno il dovere di ascoltare" ha aggiunto. L'assessore ha prospettato la disponibilità ad un incontro con "una delegazione del Comitato per approfondire le questioni sollevate e ascoltare direttamente le loro istanze. Faremo tutto ciò che rientra nelle nostre competenze per sostenere i servizi educativi per la prima infanzia e per favorire risposte che tengano conto delle esigenze espresse dalle famiglie".

Rispetto all'atteggiamento dell'amministrazione folignate, Barcaioli non ha nascosto il proprio rammarico. "Chi sceglie di impegnarsi per difendere servizi pubblici così importanti merita rispetto - ha sottolineato -. Le famiglie hanno il diritto di far sentire la propria voce e le istituzioni hanno il dovere di confrontarsi con loro. Per questo dispiace leggere il racconto di comportamenti che i genitori hanno percepito come derisori. Su temi che riguardano l’infanzia e il benessere delle famiglie occorrono ascolto, attenzione e dialogo". La promessa è quella di continuare a lavorare insieme con tutti i soggetti coinvolti "affinché nessuna famiglia si senta sola e affinché i servizi educativi restino una priorità delle politiche pubbliche".

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Sara Costanzi
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