Un incendio ha colpito nel pomeriggio di giovedì 13 febbraio 2026 la centrale elettrica di Foligno, costringendo i Vigili del Fuoco del distaccamento della città a un intervento urgente e tecnicamente complesso. L’allarme è scattato intorno alle 16:30, quando le fiamme hanno interessato un trasformatore da 150.000 volt, uno degli elementi chiave dell’infrastruttura di distribuzione dell’energia.
Per domare il rogo è stato necessario l’utilizzo di schiumogeno, una scelta obbligata in presenza di impianti elettrici ad alta tensione e di apparecchiature contenenti oli isolanti. L’incendio ha imposto anche il distacco parziale della linea elettrica, con la conseguenza di un blackout generalizzato che ha coinvolto gran parte della città.
Sul posto sono intervenuti, oltre ai Vigili del Fuoco, anche i tecnici reperibili di Terna ed Enel Energia, chiamati a collaborare sia nella messa in sicurezza dell’impianto sia nelle operazioni necessarie al ripristino graduale del servizio.
Un trasformatore da 150.000 volt rappresenta un nodo strategico della rete elettrica. Si tratta di apparecchiature che lavorano con tensioni elevatissime e che contengono spesso oli dielettrici utilizzati per il raffreddamento e l’isolamento. In caso di incendio, questi oli possono alimentare le fiamme e generare fumi densi e potenzialmente pericolosi, rendendo l’intervento dei soccorritori particolarmente complesso.
Per questo motivo, in scenari di questo tipo, i Vigili del Fuoco non possono ricorrere all’acqua come mezzo principale di spegnimento. L’acqua, infatti, in presenza di tensione elettrica comporta rischi gravissimi di folgorazione e di propagazione dell’arco elettrico. La scelta dello schiumogeno consente invece di soffocare le fiamme, isolare il combustibile dall’ossigeno e ridurre il rischio di riaccensioni, mantenendo un livello di sicurezza adeguato per gli operatori.
A causa dell’incendio e delle operazioni di messa in sicurezza, è stato necessario procedere al distacco parziale della linea elettrica, con un conseguente blackout che ha interessato una parte significativa di Foligno. In situazioni come questa, la priorità è evitare che l’incendio possa propagarsi ad altre sezioni dell’impianto o compromettere ulteriormente la rete.
Il blackout, per quanto impattante sulla vita quotidiana, rappresenta una misura di sicurezza indispensabile. Isolare il tratto di rete coinvolto consente ai soccorritori di operare in condizioni più controllate e ai tecnici delle società elettriche di valutare con precisione l’entità dei danni senza esporre persone e infrastrutture a rischi ulteriori.

Quando un incendio interessa una infrastruttura elettrica critica, come una centrale o una cabina di trasformazione, i Vigili del Fuoco seguono procedure operative rigorose. La prima fase è sempre la valutazione del rischio, che comprende l’analisi della presenza di tensione, del tipo di impianto coinvolto e delle sostanze eventualmente presenti, come oli o materiali isolanti.
Subito dopo si procede al coordinamento con i gestori della rete, in questo caso Terna ed Enel Energia, per ottenere il sezionamento o il distacco delle linee interessate. Solo quando si ha la certezza che l’area può essere avvicinata in condizioni accettabili di sicurezza, le squadre entrano in azione in modo diretto.
Lo spegnimento viene effettuato con agenti estinguenti idonei, come schiume specifiche o polveri, capaci di interrompere la combustione senza creare pericoli elettrici. Parallelamente, viene predisposto un perimetro di sicurezza per evitare che persone non autorizzate possano avvicinarsi all’area e per proteggere le squadre impegnate nelle operazioni.
Una volta domate le fiamme, il lavoro dei Vigili del Fuoco non si conclude con il semplice spegnimento. Segue una fase fondamentale di bonifica e raffreddamento delle parti coinvolte, necessaria per prevenire riaccensioni che, in presenza di materiali oleosi o componenti ancora calde, possono verificarsi anche a distanza di tempo.
In questa fase, il coordinamento con i tecnici delle società elettriche è decisivo. Sono loro a fornire indicazioni sulla struttura dell’impianto, sui punti più sensibili e sulle procedure per la verifica dell’integrità delle apparecchiature. Solo dopo questi controlli si può avviare la fase di ripristino graduale del servizio, che avviene per step, monitorando costantemente la stabilità della rete.
La presenza sul posto dei reperibili di Terna ed Enel Energia è un passaggio cruciale in emergenze di questo tipo. I Vigili del Fuoco si occupano della parte di soccorso tecnico urgente e antincendio, mentre i gestori della rete hanno il compito di valutare i danni strutturali, decidere le modalità di rialimentazione e pianificare eventuali interventi di riparazione o sostituzione delle componenti danneggiate.
Questa collaborazione permette di ridurre i tempi di inattività della rete e, soprattutto, di garantire che il ritorno dell’energia avvenga in condizioni di piena sicurezza per la popolazione e per gli operatori.
L’incendio alla centrale elettrica di Foligno mette in evidenza quanto le infrastrutture energetiche siano strategiche e delicate. Un singolo guasto può avere effetti immediati su un’intera città, influenzando servizi, attività economiche e vita quotidiana. Proprio per questo, gli interventi dei Vigili del Fuoco in questi contesti sono improntati alla massima prudenza, con procedure collaudate che puntano prima di tutto alla sicurezza delle persone e alla stabilità del sistema.
In riferimento all’incendio segnalato nella centrale elettrica di Foligno, E-Distribuzione, la società del Gruppo Enel che gestisce la rete elettrica di media e bassa tensione, precisa in un comunicato che il principio di incendio ha interessato il trasformatore di Terna nella cabina primaria Cappuccini. I tecnici di E-Distribuzione, in collaborazione con Terna, hanno ripristinato il servizio elettrico in 48 secondi con manovre in telecomando.