Un pomeriggio decisamente movimentato quello di ieri a Foligno dove la Polizia di Stato è stata coinvolta in un complesso intervento. Allertati da una chiamata al 112 per una lite in casa, gli agenti della Volante sono arrivati nell'abitazione segnalata. Qui un giovane di 25 anni aveva colpito il padre e, perquisita la sua stanza, è stato anche trovato in possesso di un importante quantitativo di hashish. Messo alle strette, si è scagliato anche contro i poliziotti.
L’attività è scaturita dalla segnalazione di una violenta lite in abitazione. Secondo la ricostruzione, il 25enne - già gravato da precedenti di polizia per reati in materia di stupefacenti e contro il patrimonio - aveva aggredito per futili motivi il padre, colpendolo anche al volto. I poliziotti, giunti sul posto, hanno provato a calmare gli animi ma il nervosismo del giovane era palese. Un fatto che li ha indotti ad esaminare con attenzione l’interno della casa. Nel frattempo è stato chiamato in supporto ulteriore personale del Commissariato.
I sospetti sono stati presto confermati. Entrati nella stanza del giovane, l’attenzione degli agenti è stata immediatamente catturata dalla presenza di due panetti di hashish su un tavolino. E così, colto sul fatto, il 25enne ha dato di nuovo in escandescenze, ha preso a spintonare gli operatori nel tentativo di riuscire ad occultare lo stupefacente, ma invano.
La stanza è stata sottoposta ad una accurata verifica. Il quantitativo di hashish ammontava ad oltre due etti cui, durante la perquisizione, si sono aggiunti anche circa 5 grammi di marijuana. Ma c'era anche di più: un bilancino di precisione e materiale utile al confezionamento delle singole dosi, tutti elementi che hanno tracciato un quadro indiziario ben definito.
A questo punto, il giovane è stato condotto in Commissariato, dove, redatti gli atti di rito, è stato arrestato in flagranza. Davanti al giudice il 25enne dovrà rispondere di diversi reati ovvero detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e resistenza a pubblico ufficiale. Inoltre, considerata l’aggressione ai danni del padre, è stato anche denunciato per il reato di lesioni personali. Su disposizione del pubblico ministero di turno, l’arrestato è stato immediatamente associato presso la casa circondariale di Spoleto, in attesa dell’udienza di convalida.
Lo spaccio è un reato la cui punizione prevede una distinzione in base alla tipologia di sostanza che viene trovata, ovvero se si tratta di droghe "pesanti" o "leggere" e in base alla quantità rinvenuta dell'indagato. In entrambi i casi è prevista la reclusione che va da sei a venti anni più la multa se si tratta di droghe pesanti e da due a sei anni quando si parla di droghe leggere, più la multa.
Così come previsto dall'articolo 337 del Codice Penale, anche per la resistenza a pubblico ufficiale è contemplata la reclusione, che va dai sei mesi ai cinque anni con pena aumentata in casi particolari come, ad esempio, se dal gesto derivino poi lesioni.
Infine, per le lesioni personali, vengono tenute in considerazione una serie di fattori a partire dall'entità delle lesioni cagionate (lievissime, lievi, gravi o gravissime) e dalla presenza di dolo quindi se c'è stata intenzione o colpa, ovvero lesioni derivate da imprudenza o negligenza. Infine vengono valutate anche le condizioni della vittima, contingenza che può portare ad un aumento della pena se il fatto è commesso contro persona incapace, affetta da disabilità, in stato di gravidanza o minorenne. Le pene variano notevolemente e prevedono la reclusione da sei mesi fino a 12 anni nei casi più gravi con aumenti in base alle aggravanti riscontrate.