18 Feb, 2026 - 18:00

Paura a Foligno, 26enne aggredisce due donne con una forbice: arrestato dai carabinieri

Paura a Foligno, 26enne aggredisce due donne con una forbice: arrestato dai carabinieri

Un pomeriggio che doveva essere di raccoglimento e memoria si è trasformato in pochi istanti in una scena di violenza improvvisa. È accaduto il 14 febbraio a Foligno, davanti al cimitero comunale, nei pressi del chiosco dei fiori. Un ragazzo di 26 anni, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe afferrato un paio di forbici e, senza apparente motivo, avrebbe aggredito una donna di settant’anni e sua figlia, per poi darsi alla fuga. Le due donne sono state soccorse e trasportate in ospedale: fortunatamente non hanno riportato lesioni gravi. Per il giovane, invece, è scattato l’arresto con l’accusa di lesioni personali aggravate.

L’aggressione davanti al cimitero di Foligno: paura e inseguimento

La dinamica, ancora oggetto di approfondimento, parla di un’aggressione improvvisa. Il 26enne avrebbe preso delle forbici dal chiosco situato all’ingresso del cimitero e si sarebbe scagliato contro le due donne, colpendole e generando il panico tra i presenti. Non risultano, allo stato, motivazioni chiare alla base del gesto. Gli investigatori stanno lavorando per comprendere se vi siano stati precedenti contatti tra l’aggressore e le vittime o se si sia trattato di un atto del tutto estemporaneo.

Immediato l’allarme ai soccorsi. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e il personale del 118. I militari dell’Arma, raccolte le prime testimonianze, si sono messi sulle tracce del giovane, localizzandolo nei pressi del cimitero anche grazie alle indicazioni fornite da alcuni cittadini che lo avevano visto fuggire.

L’arresto non è stato semplice. Secondo quanto emerso, i carabinieri hanno dovuto fare ricorso sia allo spray urticante sia al taser per riuscire a bloccarlo in sicurezza, evitando ulteriori rischi per le persone presenti. Una volta immobilizzato, il 26enne è stato condotto in caserma per gli atti di rito.

Le due donne, nel frattempo, sono state accompagnate in pronto soccorso per le cure del caso. Le ferite riportate non sarebbero gravi, ma lo shock per l’accaduto resta. Un’aggressione in pieno giorno, in un luogo simbolico come il cimitero, che ha lasciato sgomenta la comunità.

Lesioni personali aggravate: cosa rischia il 26enne

Per il giovane è scattata l’accusa di lesioni personali aggravate, una fattispecie prevista dal codice penale italiano che comporta pene più severe rispetto alle lesioni semplici. La posizione dell’indagato sarà ora valutata dall’autorità giudiziaria, che dovrà ricostruire con precisione i fatti, verificare le circostanze aggravanti e accertare eventuali responsabilità ulteriori.

Le indagini proseguono per chiarire i motivi dell’aggressione e per comprendere il contesto in cui è maturato il gesto. Gli inquirenti stanno acquisendo testimonianze e visionando eventuali immagini di videosorveglianza presenti nella zona, al fine di definire ogni dettaglio della vicenda.

Il reato di lesioni personali è disciplinato dall’articolo 582 del codice penale, che punisce chiunque cagioni ad altri una lesione dalla quale derivi una malattia nel corpo o nella mente. Quando ricorrono determinate circostanze, il reato diventa più grave e si configura l’ipotesi di lesioni personali aggravate, regolata dall’articolo 583 e dalle aggravanti comuni previste dall’articolo 61 del codice penale.

Le lesioni sono considerate aggravate, ad esempio, quando comportano una malattia che mette in pericolo la vita della persona offesa, quando determinano un’incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore ai quaranta giorni, oppure quando producono un indebolimento permanente di un senso o di un organo. Ulteriori aggravanti possono derivare dall’uso di armi o strumenti atti ad offendere, dalla premeditazione, dai futili motivi o dall’aver agito contro persone particolarmente vulnerabili per età o condizioni personali.

Nel caso specifico, l’utilizzo di forbici - oggetto potenzialmente idoneo a offendere - potrebbe configurare un’aggravante legata all’uso di uno strumento atto a provocare danno. Inoltre, la presenza di una vittima anziana potrebbe essere valutata sotto il profilo della maggiore vulnerabilità.

Le pene per le lesioni personali aggravate variano in base alla gravità del danno. Si può andare dalla reclusione da tre a sette anni per le lesioni gravi, fino a pene più elevate in caso di lesioni gravissime. In presenza di ulteriori circostanze aggravanti, la pena può aumentare ulteriormente. Va ricordato che l’accertamento definitivo delle responsabilità spetta al giudice, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

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Lorenzo Farneti
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