27 Aug, 2026 - 19:30

Foligno, nonostante l’obbligo di firma continua a spacciare: 23enne in carcere

Foligno, nonostante l’obbligo di firma continua a spacciare: 23enne in carcere

L'obbligo di firma non sarebbe bastato a interrompere l'attività di un giovane di 23 anni a Foligno. Il ragazzo è stato nuovamente raggiunto da una misura cautelare dopo essere stato sorpreso a spacciare cocaina e hashish nel centro della città. Una vicenda che si inserisce in un quadro giudiziario già caratterizzato da precedenti e che ha portato la magistratura a disporre un aggravamento della misura nei suoi confronti.

La nuova decisione ha fatto scattare la custodia cautelare in carcere. Il 23enne è stato rintracciato dagli agenti e successivamente accompagnato nel carcere di Spoleto, dove è stato trasferito al termine delle attività di polizia.

Le indagini e il ritorno in carcere

La vicenda nasce da un'attività di controllo portata avanti sul territorio dagli agenti del Commissariato di Foligno. L'attenzione degli investigatori si sarebbe concentrata sul comportamento del giovane, già conosciuto dalle forze dell'ordine per precedenti di natura diversa, tra cui alcuni legati proprio agli stupefacenti.

Il 23enne aveva già avuto a che fare con la giustizia per una serie di contestazioni. Nel suo passato figurano precedenti per lesioni personali, evasione, resistenza a pubblico ufficiale e reati in materia di sostanze stupefacenti. Un quadro che aveva già determinato l'adozione di provvedimenti nei suoi confronti.

In una precedente fase della vicenda il giovane era stato arrestato e condotto in carcere. Dopo alcuni mesi, la misura era stata successivamente modificata con l'applicazione dell'obbligo di firma. Una misura meno afflittiva, ma che prevedeva comunque precisi obblighi da rispettare.

Secondo quanto emerso dall'attività investigativa, però, il provvedimento non avrebbe prodotto l'effetto sperato: il 23enne avrebbe continuato a muoversi nel circuito dello spaccio, mantenendo un'attività legata alla vendita di sostanze stupefacenti.

È a questo punto che il lavoro degli investigatori avrebbe assunto un peso decisivo. Il monitoraggio effettuato dal Commissariato avrebbe consentito di raccogliere nuovi elementi sul comportamento del giovane e sulla presunta prosecuzione dell'attività di spaccio nel centro di Foligno.

Al centro della vicenda ci sarebbero in particolare cocaina e hashish, sostanze che il ragazzo avrebbe continuato a detenere e cedere nonostante la misura dell'obbligo di firma. L'attività degli agenti ha quindi portato a una nuova segnalazione all'autorità giudiziaria. Di fronte agli elementi raccolti, la Procura della Repubblica ha presentato una richiesta di aggravamento della misura già applicata.

La richiesta è stata successivamente esaminata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Spoleto, che ha disposto una misura cautelare più severa. Per il 23enne è stata stabilita la custodia cautelare in carcere per le ipotesi di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

La decisione segna dunque un nuovo passaggio nella vicenda giudiziaria del giovane. Dall'obbligo di firma si è tornati alla detenzione, sulla base degli elementi raccolti durante l'attività di monitoraggio. Una volta emesso il provvedimento, gli agenti si sono messi alla ricerca del 23enne. Il giovane è stato rintracciato e preso in consegna dalla Polizia, per poi essere accompagnato presso la casa circondariale di Spoleto.

Il trasferimento in carcere rappresenta l'esito dell'aggravamento della misura cautelare disposto dal gip, arrivato dopo la richiesta presentata dalla Procura.

La vicenda mostra inoltre come l'attenzione delle forze dell'ordine sia rimasta alta anche dopo il precedente arresto. L'applicazione dell'obbligo di firma non avrebbe infatti impedito, secondo quanto contestato, la prosecuzione dei contatti legati allo spaccio.

Il quadro giudiziario e i controlli sul territorio

La posizione del giovane è resa ancora più delicata dal fatto che nel suo passato risultano diversi precedenti, alcuni dei quali già collegati a episodi di particolare rilevanza. Tra questi figurano contestazioni per evasione, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale, oltre a precedenti relativi agli stupefacenti.

È proprio la presenza di precedenti specifici, unita agli elementi emersi durante i controlli più recenti, ad aver contribuito alla richiesta di una misura cautelare più severa. Il passaggio dall’obbligo di firma alla custodia cautelare in carcere non è quindi arrivato in maniera isolata, ma al termine di un percorso che ha visto gli investigatori continuare a monitorare la situazione. Secondo la ricostruzione investigativa, il giovane avrebbe continuato a dedicarsi allo spaccio nonostante il precedente provvedimento.

 

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Lorenzo Farneti
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