Il sindaco di Gubbio Vittorio Fiorucci ha convocato una conferenza stampa per venerdì 16 gennaio, nella sala consiliare di Palazzo Pretorio, per “comunicazioni politiche”. Una formula volutamente ampia, che tuttavia arriva in un momento tutt’altro che ordinario per la vita amministrativa della città.
Il contesto è quello della scissione all’interno della lista Gubbio Civica, che fino a poche settimane fa rappresentava uno dei pilastri della maggioranza con sette consiglieri e che oggi si trova ridimensionata dopo l’uscita di quattro eletti, confluiti nel nuovo gruppo Progetto Città.
Una frattura che ha cambiato i rapporti di forza in Consiglio comunale e che ora impone al primo cittadino una presa di posizione pubblica.

Con quattro consiglieri, Progetto Città è oggi il gruppo più numeroso in Consiglio comunale. Un dato politico oggettivo, che non può essere ignorato e che inevitabilmente incide sugli equilibri interni della maggioranza.
Gubbio Civica, ridotta a tre rappresentanti, resta formalmente in maggioranza, ma esce indebolita da una vicenda che ha lasciato strascichi profondi, non solo numerici ma anche politici e personali.
La conferenza stampa del sindaco è quindi attesa come un momento di chiarimento: sul metodo, sul merito e sulle prospettive.
La scissione non è avvenuta in un clima neutro. Al contrario, il confronto tra il gruppo storico di Gubbio Civica e i dissidenti si è rapidamente trasformato in uno scontro duro, con accuse reciproche e toni che hanno superato la normale dialettica politica.
In particolare, dalla componente rimasta in Gubbio Civica sono arrivate parole pesanti, con riferimenti a “tradimento” del mandato elettorale e a scelte giudicate “disastrose” per la stabilità della coalizione. Dall’altra parte, i consiglieri di Progetto Città hanno rivendicato autonomia di giudizio e una diversa visione dell’azione amministrativa.
Un conflitto che non si è limitato ai comunicati, ma che ha inciso nei rapporti interni e nella percezione pubblica della maggioranza.
In questo quadro, la posizione del sindaco Fiorucci è stata finora improntata a una linea di equilibrio istituzionale. Nessuna dichiarazione di rottura, nessuna presa di posizione drastica, nessuna accelerazione verso soluzioni traumatiche.
Secondo quanto trapela, non sarebbe intenzione del sindaco procedere a un rimpasto di Giunta, nonostante il nuovo assetto consiliare. Una scelta che, se confermata, andrebbe nella direzione della continuità amministrativa, evitando di tradurre immediatamente la crisi politica in un riassetto dell’esecutivo.

Una linea prudente, che mira probabilmente a separare la dialettica consiliare dalla tenuta della Giunta.
La vera incognita riguarda l’eventuale cambio di indirizzo politico. La nascita di Progetto Città, primo gruppo in Consiglio, pone una questione non formale ma sostanziale: il peso politico deve riflettersi anche nelle scelte di governo?
È una domanda legittima, ma complessa. Perché se da un lato i numeri contano, dall’altro la maggioranza nasce da un patto elettorale che non può essere riscritto a ogni mutamento interno.
In questo senso, la conferenza stampa del 16 gennaio sarà un banco di prova per capire se il sindaco intende aprire una fase nuova o se punterà a ricomporre, per quanto possibile, la frattura all’interno della coalizione.
È evidente che la vicenda ha prodotto uno scossone politico rilevante, ma non è altrettanto evidente che questo si tradurrà in una crisi amministrativa. Molto dipenderà dalla capacità delle diverse componenti di distinguere tra legittima dialettica politica e responsabilità di governo.
La città osserva con attenzione, ma anche con una certa preoccupazione. Perché dietro le dinamiche consiliari ci sono temi concreti: servizi, opere pubbliche, programmazione, rapporti con gli enti sovraordinati.
“La politica non può diventare un esercizio autoreferenziale”, è il sentimento diffuso, anche tra chi non parteggia per nessuno dei contendenti.
È importante, in questa fase, evitare letture affrettate. Le scissioni non sono mai indolori, ma non sempre producono esiti catastrofici. In alcuni casi, paradossalmente, possono portare a una maggiore chiarezza politica.
La prudenza è d’obbligo. Sia da parte di chi governa, sia da parte di chi commenta.

Tutto ora converge su venerdì 16 gennaio. Le parole del sindaco Fiorucci saranno inevitabilmente lette, analizzate, interpretate. Non tanto per ciò che dirà sulla scissione in sé, quanto per ciò che lascerà intendere sul futuro assetto politico della città.
Con una certezza: la vicenda Gubbio Civica–Progetto Città ha segnato un passaggio.
Resta da capire se sarà un incidente di percorso o l’inizio di una fase nuova.
In politica, spesso, la differenza la fa il modo in cui si gestiscono le fratture. E non solo il fatto che esistano.