27 Jan, 2026 - 14:00

Fiom-Cgil Terni: "Senza politiche industriali il territorio rischia il declino irreversibile"

Fiom-Cgil Terni: "Senza politiche industriali il territorio rischia il declino irreversibile"

Nell’assemblea generale riunita a Terni, la Fiom-Cgil mette in fila le paure di un’epoca segnata da guerre, tensioni geopolitiche e nuove regole europee sul carbonio e le traduce in un atto d’accusa contro l’assenza di politiche industriali: senza scelte concrete del Governo, è l’allarme del sindacato, il territorio rischia un declino irreversibile e Acciai Speciali Terni resta sospesa tra annunci e incertezze, mentre la categoria rivendica investimenti veri, garanzie occupazionali, un ruolo pieno nel monitoraggio dell’Accordo di programma e annuncia il suo NO al referendum costituzionale di primavera.

La richiesta di politiche industriali dedicate al distretto industriale metalmeccanico ternano

Un quadro internazionale instabile, le nuove regole Ue sulla carbon neutrality e la mancanza di una bussola industriale nazionale e regionale. Sono i tre fronti su cui si è concentrata l’Assemblea generale della FIOM-CGIL di Terni, che ha approvato la relazione del Segretario Generale Alessandro Rampiconi e ascoltato gli interventi del segretario della CGIL di Terni, Claudio Cipolla, e del Coordinatore nazionale FIOM della siderurgia, Loris Scarpa. Un dibattito partecipato che ha disegnato la mappa delle preoccupazioni per un distretto storico, messo a rischio da scelte politiche giudicate inadeguate e penalizzanti.

Guerre, CBAM e la mancanza di una strategia: la tempesta perfetta per l'industria

L’assemblea non ha usato mezzi termini nel denunciare il contesto globale. Guerre e politiche protezionistiche stanno producendo effetti devastanti sull’economia globale e sui sistemi produttivi, colpendo in primo luogo lavoro e occupazione. In questo scenario, un elemento di ulteriore criticità arriva dall’Europa: l’entrata in vigore del CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism) dal 1° gennaio 2026. Secondo la Fiom, questo meccanismo potrebbe avere pesanti ricadute sul comparto siderurgico e manifatturiero europeo se non accompagnato da politiche industriali e ambientali coerenti in grado di sostenere la transizione.

Il focus si sposta quindi sul piano nazionale, con una netta critica alle politiche del Governo, giudicate insufficienti e penalizzanti per lavoro, salari e welfare“L’assenza di una strategia industriale seria, il mancato sostegno alla contrattazione collettiva e il perdurare della precarietà aggravano la crisi industriale del Paese”, è l’accusa che risuona dall’aula. Una critica che si allarga anche al tema delle libertà e dell’autonomia della magistratura, con riferimento all’ennesimo ‘decreto sicurezza’. Per questo, la FIOM si schiera con la CGIL per il NO al referendum costituzionale in programma in primavera.

Acciai Speciali Terni e la crisi del territorio: tra annunci e la richiesta di un posto al tavolo

Se il quadro macro è fosco, la fotografia locale non lo è da meno. La Fiom di Terni ha ribadito con forza le preoccupazioni già espresse ai parlamentari umbri: il territorio soffre una crisi strutturale che ne sta erodendo la storica vocazione industriale. Settori chiave come l’automotive e la filiera del tubo restano in profonda difficoltà, senza che all’orizzonte 2030 per la dismissione dei motori termici corrispondano reali alternative industriali e occupazionali.

Ma il nodo più caldo resta la situazione di Acciai Speciali Terni, avvolta in una grave incertezza“Al di là degli annunci del Governo e della Regione, non si registrano avanzamenti concreti sugli investimenti né sulle garanzie occupazionali”, denuncia il sindacato. La richiesta è chiara e non negoziabile: il pieno coinvolgimento delle organizzazioni sindacali nel tavolo di monitoraggio dell’Accordo è condizione imprescindibile per garantire trasparenza, tutela dell’occupazione e prospettive industriali credibili.

Il punto sul rinnovo del contratto dei metalmeccanici, al via i rinnovi RSU

L’assemblea è stata anche l’occasione per fare il punto sulla vertenza contrattuale. Le assemblee per il rinnovo del CCNL hanno registrato un’ampia partecipazione, confermando la condivisione della piattaforma che ha portato a un’ipotesi di accordo da sottoporre a referendum. La FIOM ribadisce la centralità del contratto nazionale come strumento di difesa del salario e della dignità del lavoro.

Nei prossimi mesi, l’organizzazione si prepara a una nuova sfida: la campagna per il rinnovo delle RSU, per rafforzare la presenza nei luoghi di lavoro e rendere più efficace l’azione sindacale in una fase definita di profonda trasformazione e di attacco ai diritti. Una risposta organizzata a una crisi che, per la Fiom di Terni, rischia di essere irreversibile senza un cambio di passo netto della politica.

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Federico Zacaglioni
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