La mattina dell'8 maggio, una telefonata ha sconvolto una 77enne di San Gemini. Un uomo, spacciandosi per un maresciallo dei Carabinieri, le comunicava che la figlia era in stato di arresto per il mancato pagamento di alcune bollette e che, per scongiurare la detenzione, servivano subito denaro e gioielli. In pochi minuti, la donna ha raccolto quanto aveva in casa e lo ha consegnato a un emissario: circa 3.500 euro in monili d'oro e 300 euro in contanti. Poco dopo, i militari della Stazione di San Gemini hanno arrestato in flagranza un 43enne tunisino e denunciato un 17enne straniero, intercettati in via Ternana a bordo di un'auto a noleggio, grazie alla segnalazione di un cittadino insospettito dai movimenti del veicolo.
La dinamica, ricostruita nell'immediatezza dai Carabinieri, segue il cosiddetto metodo del finto Carabiniere. Un complice – ancora in corso di identificazione – ha contattato l'anziana sull'utenza fissa, qualificandosi come Maresciallo dell'Arma e prospettando un quadro grave e urgente. Alla vittima è stato detto che la figlia era trattenuta per il mancato pagamento di bollette e che per liberarla occorrevano beni di valore. In preda all'agitazione, la 77enne ha ceduto alla richiesta: ha prelevato diversi monili d'oro, per un valore stimato di circa 3.500 euro, e ha aggiunto 300 euro in contanti. La refurtiva è stata poi ritirata dal 17enne, presentatosi a casa sua come emissario. Oro e denaro, al momento, non sono stati recuperati.
Erano da poco passate le 10:30 quando una pattuglia della Stazione di San Gemini è intervenuta in via Ternana. Un cittadino aveva notato una vettura che si muoveva con andatura sospetta e l'aveva segnalata. I militari hanno fermato l'auto, risultata noleggiata a Napoli, e hanno identificato i due occupanti: il 43enne di origine tunisina, residente in provincia di Napoli, e il 17enne, entrambi già noti alle forze dell'ordine. I rapidi accertamenti hanno permesso di collegarli direttamente alla truffa consumata poco prima ai danni dell'anziana. L'uomo è stato arrestato in flagranza e sottoposto a giudizio direttissimo. Il Giudice ha convalidato l'arresto e ha disposto per lui l'obbligo di dimora nel comune di provenienza; la Questura di Terni, su richiesta della Stazione, ha inoltre emesso un foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno a San Gemini per tre anni. Il minorenne, su disposizione dell'Autorità Giudiziaria, è stato collocato in una comunità del territorio ternano.
Le indagini non si sono fermate: i Carabinieri stanno lavorando per identificare altri eventuali complici e per rintracciare la refurtiva. A margine dell'operazione, il Comando Provinciale dell'Arma di Terni ha ribadito con forza un messaggio chiaro: "Nessuna forza di polizia o ente istituzionale riscuote mai il pagamento di somme in denaro contante o altri beni di valore a domicilio a titolo di cauzione per presunte attività illecite". L'invito, rivolto in particolare alle fasce più deboli, è a diffidare sempre da telefonate che chiedono denaro o gioielli e a contattare immediatamente il 112 in caso di qualunque dubbio o sospetto.