È tutto pronto, ora è anche ufficiale: la finale di Coppa Italia Serie D si giocherà allo stadio Pietro Barbetti di Gubbio. Sarà l’impianto eugubino, incastonato fuori dalle mura antiche della città dei Ceri, a fare da cornice all’atto conclusivo della competizione nazionale riservata alla quarta serie. Un palcoscenico dal sapore speciale, che riporta alla memoria sfide, rivalità e battaglie di un passato nemmeno troppo lontano.
Sul manto del Barbetti scenderanno in campo Ancona e Pistoiese, due società storiche del calcio italiano che conoscono bene questo terreno di gioco. Qui, negli anni della Serie C, hanno affrontato diverse volte il Gubbio. Oggi il contesto è diverso, ma il fascino resta intatto: chi vincerà alzerà il trofeo e scriverà il proprio nome negli annali della Coppa Italia Serie D.
La sfida decisiva è in programma sabato 7 marzo alle ore 18, con la formula della gara secca. Novanta minuti, eventuali supplementari e, se necessario, calci di rigore: non ci saranno appelli. Come comunicato dalla Lega Nazionale Dilettanti, il programma resta comunque soggetto a eventuali variazioni legate alle disposizioni della Questura di Perugia, soprattutto sotto il profilo dell’ordine pubblico e della gestione dei tifosi.
La posta in palio è altissima. Vincere la Coppa Italia Serie D significa conquistare un trofeo prestigioso, ma anche rafforzare identità, ambizioni e consapevolezza in vista del rush finale di campionato. Ancona e Pistoiese arrivano a Gubbio con obiettivi chiari e con il vento in poppa.
Il percorso della Pistoiese in Coppa Italia Serie D è stato lineare e autoritario. I toscani hanno iniziato il loro cammino il 22 ottobre, superando il Vado con un netto 3-0 nei sedicesimi di finale. Negli ottavi è arrivato un successo per 3-1 sul campo dell’Asti, mentre nei quarti, il 3 dicembre, la squadra arancione ha espugnato Correggio con un secco 2-0 contro la Correggese. In semifinale, nel doppio confronto, la Pistoiese ha dimostrato solidità e maturità eliminando il Club Milano: 2-1 all’andata e 1-0 al ritorno, senza mai perdere il controllo del confronto.
Diverso, ma altrettanto significativo, il cammino dell’Ancona, più tortuoso e carico di tensione. I marchigiani hanno esordito nei sedicesimi superando di misura l’Atletico Ascoli (1-0). Agli ottavi di finale, contro il Valmontone, la qualificazione è arrivata solo ai calci di rigore, dopo l’1-1 dei tempi regolamentari. Stesso copione nei quarti di finale contro l’UniPomezia: ancora pareggio e ancora rigori, con l’Ancona capace di mantenere sangue freddo nei momenti decisivi. In semifinale, invece, la squadra biancorossa ha alzato il livello: 1-1 all’andata contro il Francavilla e vittoria 1-0 al ritorno, sufficiente per staccare il biglietto per Gubbio.
Entrambe le finaliste, però, non possono permettersi di pensare solo alla Coppa. In campionato la Pistoiese, inserita nel girone D, occupa il terzo posto dopo ventitré giornate con 47 punti, a meno tre dalla capolista Desenzano e a meno due dal Lentigione. La corsa al primo posto è apertissima e ogni dettaglio può fare la differenza.
L’Ancona, invece, nel girone F, è seconda a quota 54 punti, a pari punti con il Teramo capolista, con l’Ostiamare terza a 51. Anche qui la lotta per la promozione diretta è serrata e ogni energia va dosata con attenzione.
Proprio per questo la finale del Barbetti assume un significato ancora più profondo. Non solo un trofeo, ma un banco di prova mentale e fisico. Chi alzerà la Coppa Italia Serie D potrà ricevere una spinta decisiva anche in campionato. Sabato 7 marzo, a Gubbio, la storia è pronta a scrivere una nuova pagina. E il Barbetti sarà il suo teatro.