21 Mar, 2026 - 15:00

La FIFA impone una donna nello staff delle squadre femminili; Bandecchi replica: “Non vogliono sviluppare il mondo”

La FIFA impone una donna nello staff delle squadre femminili; Bandecchi replica: “Non vogliono sviluppare il mondo”

Il calcio femminile è a un bivio storico, o forse, secondo alcuni, davanti a un muro burocratico. La FIFA ha calato l'asso, una mossa destinata a ridisegnare i confini delle aree tecniche di tutto il mondo. Con una direttiva che profuma di rivoluzione (e per molti di provocazione), l'organo di governo del calcio mondiale ha stabilito che, in ogni competizione da esso organizzata, lo staff dovrà contare almeno due donne, di cui una obbligatoriamente nel ruolo di allenatrice o assistente.

La norma non farà sconti: dalle nazionali ai club, dai palcoscenici professionistici ai vivai giovanili. Il cronoprogramma è già tracciato. Il battesimo del fuoco avverrà a settembre con i Mondiali Under-20, mentre il grande obiettivo all’orizzonte è il Mondiale per Club femminile del 2028. 

Panchine in rosa: l’emergenza tecnica e il "caso" Serie A

Il problema sollevato dalla FIFA poggia su basi statistiche innegabili: il soffitto di cristallo per le allenatrici è ancora lontano dall'essere infranto. Se guardiamo alla nostra Serie A Femminile, il dato è lampante quanto desolante: su dodici squadre ai nastri di partenza, solo una è guidata da una donna, l’olandese Suzanne Bakker sulla panchina del Milan. Il resto d'Europa non brilla certo per parità, mantenendo una netta egemonia maschile anche nei top club del movimento femminile.

Tuttavia, è l'imposizione dall'alto a far discutere. Può la meritocrazia essere sostituita da un obbligo regolamentare? La carenza di tecnici donna con licenze UEFA Pro è un vuoto strutturale che non si colma con un decreto, ma con anni di formazione. La FIFA sembra voler forzare la mano per accelerare un processo che, finora, è andato a passo di lumaca. Ma a quale prezzo? Il rischio è che la ricerca del "profilo giusto" diventi una caccia al "requisito formale", svuotando di significato il valore tecnico del ruolo.

Bandecchi non ci sta: "Non riusciranno mai a capire cosa vuol dire far uscire le persone dal ghetto"

Il patron della Ternana Women, Stefano Bandecchi, club che sta scalando gerarchie a suon di investimenti e risultati, ha affidato ai social un commento che è un concentrato di pura dinamite sportiva. 

"Ho visto entrare nel calcio femminile la demagogia della FIFA. Adesso negli staff ci dovranno essere almeno due donne e un'allenatrice dovrà essere una donna. Mi stavo domandando: per parità, nella squadra di calcio ci potrà essere almeno un uomo? Al limite un omosessuale? Chi fa queste m****iate non ha voglia di sviluppare il mondo o le cose, ha soltanto la demagogia che è piantata dentro la sua testa. Non riuscirà mai a capire cosa vuol dire far uscire le persone dal ghetto. Finalmente, visto che molti uomini sono entrati nel calcio femminile, quest'ultimo aveva cominciato a volare. Le quote rosa fanno già ca**re in politica, figuriamoci nel mondo del calcio o dell'impresa. Sono tutti stupidi o qualcuno inizierà anche a usare il cervello in FIFA? Potete anche buttarmi fuori come presidente, così risparmio 4 milioni di euro l'anno (conclude sorridendo)".

Campo e cuore: Ternana-Sassuolo, sfida per la gloria

Mentre la politica sportiva discute di poltrone e scrivanie, il rettangolo verde reclama la sua parte di protagonismo. Domani pomeriggio le Fere sono attese da un crocevia fondamentale: lo scontro salvezza contro il Sassuolo. La Ternana Women si presenta all'appuntamento con il vento in poppa e una maturità tattica che sta sorprendendo le grandi.

Il ruolino di marcia recente parla chiaro: tre risultati utili consecutivi che hanno ridato ossigeno e ambizione. Dalla vittoria di carattere contro il Genoa, passando per l'impresa del pareggio in rimonta contro la Juventus corazzata e campione d'Italia, fino al pari solido strappato sul campo del Como. Una crescita esponenziale che riflette le ambizioni del club. Domani contro le neroverdi non sarà solo una questione di punti, ma la dimostrazione che il calcio femminile italiano sa produrre spettacolo e professionalità, indipendentemente dal genere di chi siede in panchina. Le Fere volano, e non hanno intenzione di fermarsi proprio ora.

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Lorenzo Farneti
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