24 Jun, 2026 - 17:30

Fiera di San Giovanni 2026 a Gubbio: campane di ceramica, tradizioni popolari e la magia dell’acqua profumata

Fiera di San Giovanni 2026 a Gubbio: campane di ceramica, tradizioni popolari e la magia dell’acqua profumata

Il 24 giugno Gubbio rinnova uno degli appuntamenti più amati e caratteristici della propria tradizione: la Fiera di San Giovanni Battista, manifestazione che da secoli accompagna la ricorrenza della nascita del santo, co-patrono della città insieme a Sant’Ubaldo e all’Immacolata Concezione.

Per un’intera giornata il centro storico si trasforma in un grande mercato all’aperto, animato da bancarelle, artigiani, commercianti e visitatori provenienti da tutta l’Umbria e dalle regioni vicine. È una festa che intreccia dimensione religiosa, commercio, identità cittadina e tradizioni popolari tramandate di generazione in generazione.

La Fiera di San Giovanni rappresenta infatti uno degli eventi più radicati nel calendario eugubino, capace di conservare intatto il proprio fascino nonostante il passare del tempo.

Le campane di ceramica, simbolo della festa

Tra i tanti elementi che caratterizzano la manifestazione, uno in particolare distingue la Fiera di San Giovanni da ogni altra fiera dell’Umbria: le celebri campane di ceramica eugubine.

Esposte principalmente in Piazza Quaranta Martiri, queste coloratissime campanelle rappresentano un'autentica tradizione locale. Realizzate dagli artigiani della ceramica, sono decorate con motivi floreali, simboli religiosi e richiami alla storia cittadina.

Per molti eugubini acquistare una campana di San Giovanni non è soltanto un gesto commerciale ma un vero e proprio rito. Le campanelle vengono spesso regalate ad amici e familiari come simbolo di buon auspicio e prosperità.

Nel corso degli anni esse sono diventate uno degli oggetti più riconoscibili dell'artigianato locale e continuano ad attirare collezionisti e appassionati provenienti da tutta Italia.

Le vie del centro storico diventano un grande mercato

La fiera coinvolge l'intero centro storico di Gubbio.

Fin dalle prime ore del mattino le vie cittadine si riempiono di espositori che propongono abbigliamento, prodotti tipici, articoli per la casa, oggettistica, dolciumi, gastronomia e artigianato locale.

L'edizione 2026 è stata organizzata dal Comune di Gubbio attraverso il tradizionale bando per l'assegnazione dei posteggi, con le domande presentate dagli operatori entro il 21 aprile scorso.

L'appuntamento si svolgerà indicativamente dalle ore 8 fino alle ore 20, consentendo a cittadini e turisti di vivere una giornata all'insegna della scoperta, dello shopping e della convivialità.

La notte di San Giovanni e il rito dell’acqua profumata

Accanto alla dimensione commerciale sopravvive una tradizione popolare molto antica, ancora viva in numerose famiglie eugubine.

Nella notte tra il 23 e il 24 giugno, vigilia della festa di San Giovanni, si prepara infatti la cosiddetta "acqua di San Giovanni", una pratica diffusa in molte regioni italiane e particolarmente sentita anche nel territorio eugubino.

Si raccolgono petali di rose, lavanda, margherite, fiori di campo ed erbe aromatiche che vengono lasciati in infusione in una bacinella d'acqua esposta all'aperto durante la notte.

Secondo la tradizione popolare, la rugiada della notte di San Giovanni conferisce all'acqua proprietà benefiche e simboliche.

La mattina del 24 giugno ci si lava il viso con quest'acqua profumata come gesto propiziatorio per la salute, la fortuna e il benessere durante l'anno.

Si tratta di un rito antichissimo che affonda le proprie radici in tradizioni precristiane legate al solstizio d'estate e che il cristianesimo ha successivamente associato alla figura di San Giovanni Battista.

La "Notte delle Streghe"

La notte tra il 23 e il 24 giugno è inoltre tradizionalmente conosciuta come la "Notte delle Streghe", una delle più ricche di fascino e mistero del calendario popolare europeo.

Secondo antiche credenze, in queste ore particolari le forze della natura raggiungerebbero il loro massimo vigore e il confine tra il mondo visibile e quello invisibile diventerebbe più sottile. In molte campagne umbre si riteneva che le streghe, gli spiriti e le presenze maligne si aggirassero nei campi e lungo le strade, motivo per cui si ricorreva a rituali di protezione come l'accensione di fuochi, l'esposizione di erbe considerate benefiche e il suono delle campanelle.

La stessa Acqua di San Giovanni nasce dall'incontro tra queste antiche tradizioni popolari e la successiva devozione cristiana verso il Battista, trasformando una notte ritenuta magica in un momento di purificazione, protezione e buon auspicio per l'anno a venire. 

Una festa che unisce sacro e popolare

La particolarità della Fiera di San Giovanni risiede proprio nella sua capacità di fondere elementi diversi.

Da una parte vi è la ricorrenza religiosa dedicata al santo che, secondo la tradizione cristiana, preparò la strada a Cristo attraverso la predicazione e il battesimo nel fiume Giordano.

Dall'altra sopravvivono usanze popolari che celebrano la natura, il raccolto, la fertilità della terra e il passaggio simbolico verso la stagione estiva.

Questo intreccio di fede e cultura popolare rende la giornata particolarmente sentita dagli eugubini, che continuano a considerarla un momento identitario della vita cittadina.

Un appuntamento che appartiene alla memoria collettiva

Ogni anno la Fiera di San Giovanni richiama migliaia di persone e contribuisce a mantenere vivo il legame tra la città e le sue radici.

Le campane di ceramica, il profumo dei fiori lasciati nell'acqua durante la notte, le bancarelle che affollano le strade e il continuo passeggio tra le vie medievali rappresentano immagini che appartengono alla memoria collettiva di generazioni di eugubini.

Anche nel 2026 la manifestazione si prepara dunque a rinnovare una tradizione che continua a raccontare il volto autentico di Gubbio: una città capace di custodire il proprio passato senza rinunciare alla vitalità del presente.

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Mario Farneti
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