Un festival che non si accontenta di tornare: vuole stupire, lasciare il segno e trasformare l’Umbria in un laboratorio culturale a cielo aperto. È questa la promessa della IX edizione del Festival della Piana del Cavaliere, in programma dal 31 agosto al 22 settembre 2025, che per la prima volta nella sua storia diventa itinerante e diffuso, intrecciando il suo percorso con quello dell’Umbria Green Festival. Concerti, spettacoli, conferenze e produzioni originali si muoveranno di città in città, dal cuore medievale di Orvieto alle piazze di Terni, dalle sale storiche di Narni ai palazzi di Acquasparta, in un cartellone multidisciplinare che fonde tradizione e sperimentazione.
Non un semplice festival di musica classica, ma un progetto che racconta, attraverso l’arte, il rapporto vivo tra cultura, territorio e sostenibilità. E che segna, con la sua nuova formula diffusa, una svolta storica nel panorama culturale italiano.
Ogni festival sceglie un filo conduttore. Quest’anno la parola che guida la programmazione è “Tracce”, intese come segni che restano e percorsi che ci trasformano. Tracce di memoria, di incontri, di comunità.
“In questi anni il Festival ci ha insegnato quanto sia prezioso il dialogo con i territori e le persone che li abitano” spiega la direttrice artistica Anna Leonardi. “Oggi torniamo con la consapevolezza di un percorso che si è ampliato, con nuove produzioni, collaborazioni e progetti nati da radici locali ma pensati per raggiungere pubblici sempre più ampi. Il nostro obiettivo è che questa edizione non sia solo una vetrina di qualità artistica, ma anche un momento di incontro autentico, in cui le idee e le storie si intrecciano e generano nuove direzioni da percorrere insieme”.
Un concetto che risuona in tempi in cui la cultura non può più essere confinata entro mura o palchi, ma deve farsi movimento, contaminazione, dialogo con il territorio e con le persone che lo abitano.
La novità più significativa di questa edizione è la collaborazione con l’Umbria Green Festival, realtà consolidata che unisce scienza, filosofia e cultura per promuovere sostenibilità, mobilità green ed economia circolare.
“Siamo lieti di rinnovare la collaborazione con il Festival della Piana del Cavaliere per questa edizione dinamica e articolata, che intreccia arte, territorio e sostenibilità. - afferma il direttore artistico di Umbria Green Festival, Daniele Zepparelli - Condividiamo l’idea di una cultura in movimento, capace di lasciare e raccogliere tracce significative nei luoghi e nella comunità. Un percorso che rafforza il nostro impegno per una visione culturale inclusiva, partecipata e profondamente radicata nel paesaggio umano e ambientale dell’Umbria”.
Una visione comune che rafforza il legame tra paesaggio e comunità, in un’edizione che si propone non solo come appuntamento artistico, ma come esperienza collettiva e sostenibile.
Il cartellone 2025 promette di essere tra i più ricchi della storia del Festival, con produzioni originali, prime nazionali e ospiti di prestigio.
Il via sarà dato il 31 agosto a Terni con Ladre di Sabbia, performance di sand art e musica dal vivo con Gabriella Compagnone, Marcello Fera, Tommaso Santini, Guido Barbieri e l’Orchestra Filarmonica Umbra V. Calamani. Lo spettacolo, che ha già incantato il pubblico nelle repliche seguite al debutto dello scorso anno, inaugura simbolicamente il festival con un intreccio di linguaggi artistici.
Il 3 settembre a Narni sarà protagonista la matematica di Bach, con il concerto Matematicamente Bach del Quartetto di Cremona insieme al professor Piergiorgio Odifreddi. Sempre a Narni, il 12 settembre, spazio al teatro musicale con Gli amori difficili di Italo Calvino, lettura-concerto che vede in scena Isabella Ragonese e Rodrigo D’Erasmo.
Il 13 settembre a Perugia il capolavoro del cinema muto Metropolis rivivrà con la colonna sonora dal vivo firmata da Edison Studio, in coproduzione con l’Umbria Green Festival.
Orvieto resta uno dei poli principali con appuntamenti che spaziano dalla lirica alla musica da camera.
Tra i momenti più attesi c’è Orchestra del Mare, in programma il 6 settembre, con la voce narrante di Margherita Buy e l’Orchestra Filarmonica Umbra V. Calamani diretta da Arnoldo Mosca Mondadori. I musicisti suoneranno strumenti ad arco costruiti dai detenuti del carcere di Opera con il legno dei barconi dei migranti: violini, viole, violoncelli e contrabbassi che trasformano il dolore in suono e memoria in speranza.
Altro appuntamento forte è Storia di un Gesù, creazione di Guido Barbieri, già applaudita nel 2021 e accolta con entusiasmo anche all’estero, che torna il 14 settembre a Palazzo Cesi di Acquasparta, in collaborazione con il Festival delle Nazioni.
Il Festival non dimentica i più piccoli: il 14 settembre andranno in scena il melologo illustrato Il meraviglioso viaggio di Nils Holgersson e il concerto dell’Orizzonte Vocale, quartetto che propone un percorso dal Rinascimento al Contemporaneo.
Accanto agli spettacoli, sono previsti incontri con gli artisti, pensati come momenti di dialogo diretto col pubblico. Inoltre, il percorso di formazione si arricchisce dei concerti dei docenti e degli allievi delle masterclass di alto perfezionamento musicale, consolidando il legame con l’Accademia Internazionale di Orvieto, autentico cuore del progetto.
L’impressione è che questa nona edizione sia destinata a lasciare un segno profondo. Non solo per la qualità del cartellone, ma per la sua capacità di “abitare” l’Umbria, di entrare in relazione con paesaggi e comunità. Un festival che unisce radici e movimento, che sa coniugare memoria e futuro.
Il sostegno del Ministero della Cultura e degli sponsor AISICO T.S.L. Engineering conferma la rilevanza nazionale del progetto, capace di coniugare visione artistica e responsabilità sociale.