19 Jan, 2026 - 11:27

Festival dei Due Mondi 2026, il primo bilancio dell’era Cipriani: stanziati quasi 7 milioni, cresce l’offerta tra musica, danza e prosa

Festival dei Due Mondi 2026, il primo bilancio dell’era Cipriani: stanziati quasi 7 milioni, cresce l’offerta tra musica, danza e prosa

Sfiora i 7 milioni di euro il budget economico 2026 della Fondazione Festival dei Due Mondi, che traccia il perimetro finanziario e programmatico di Spoleto69, in scena dal 26 giugno al 12 luglio. Il documento segna il debutto ufficiale della nuova direzione artistica affidata a Daniele Cipriani, nominato dal ministro Alessandro Giuli, e chiude simbolicamente il quinquennio guidato da Monique Veaute.

Il bilancio preventivo, firmato dal presidente della Fondazione e sindaco di Spoleto Andrea Sisti, è stato approvato il 15 gennaio dal Consiglio di amministrazione e sarà presentato, discusso e votato dall’assemblea dei soci nella seduta convocata in seconda convocazione. Un passaggio formale che apre una fase nuova per uno dei festival multidisciplinari più longevi e riconosciuti a livello internazionale.

I numeri di Spoleto69: titoli, recite e discipline

Il quadro complessivo della prossima edizione parla di 95 titoli per 203 recite, con una distribuzione che evidenzia un rafforzamento delle sezioni di musica, danza e prosa, mentre la lirica resta sostanzialmente stabile.

Nel dettaglio, il Festival proporrà due titoli di opera lirica per un totale di cinque appuntamenti in cartellone. La spesa prevista per questo settore è pari a 105 mila euro, in lieve flessione rispetto ai quasi 110 mila euro dell’edizione precedente.

Deciso l'incremento per la danza, che vedrà sette appuntamenti tradursi in 24 recite complessive. In questo caso il documento “previsionale” indica una crescita significativa delle risorse, con uno stanziamento che sale da 187 mila euro a 265 mila euro.

La prosa, curata dal consulente Leo Muscato, registra uno degli aumenti più marcati: saranno 13 i titoli per 54 recite, con un budget più che raddoppiato, che passa da 93 mila euro a 233 mila euro. Una scelta che segnala la volontà della nuova direzione di rafforzare il teatro di parola all’interno della proposta complessiva del Festival.

La musica al centro del cartellone

Protagonista indiscussa di Spoleto69 sarà la musica, affidata alla cura artistica della pianista Beatrice Rana. Il programma prevede 70 concerti per 80 appuntamenti, sostenuti da uno stanziamento di 574 mila euro, in aumento rispetto ai 448 mila euro dello scorso anno. I dati restituiscono con chiarezza una scelta strategica della nuova direzione artistica: rafforzare il peso della musica all’interno dell’economia complessiva del Festival, ampliando l’offerta e diversificando le proposte, con l’obiettivo di intercettare fasce di pubblico differenti e consolidare il profilo internazionale della manifestazione, storicamente riconosciuta come crocevia tra linguaggi e tradizioni artistiche diverse.

Entrate in crescita: biglietteria e sponsorizzazioni

Dal punto di vista economico-finanziario, il bilancio previsionale segnala una crescita complessiva delle entrate, che passano da circa 6,1 milioni di euro a poco più di 6,9 milioni di euro. All’interno di questo quadro assume un ruolo centrale la voce della biglietteria, sulla quale la nuova direzione artistica concentra una parte rilevante della propria strategia di sviluppo: le stime indicano un incremento significativo degli introiti, destinati a salire dagli attuali 846 mila euro a quasi 1,2 milioni di euro.

Forte l’aumento stimato anche per le sponsorizzazioni ordinarie, che dovrebbero salire da 138 mila euro a 450 mila euro. Più contenuto, ma comunque positivo, l’incremento delle sponsorizzazioni tecniche, previste in crescita da 135 mila euro a 195 mila euro.

I contributi da privati mostrano variazioni più limitate, mentre resta centrale il peso dei contributi pubblici, che continuano a rappresentare la quota principale delle entrate della Fondazione, passando da 4.317.324 euro a 4.401.324 euro. Nel bilancio preventivo non compare, invece, il milione di euro aggiuntivo riconosciuto al Festival dei Due Mondi con la manovra di bilancio approvata dal Parlamento a fine anno.

Le spese: più risorse per spettacoli e produzione

All'aumento delle entrate corrisponde un incremento delle spese complessive, che superano la soglia dei 6,9 milioni di euro, contro i 5,8 milioni dell’esercizio precedente. In particolare, crescono in modo sensibile i costi per gli spettacoli, che passano da 1.866.366 euro a 2.622.600 euro, riflettendo l’ampliamento dell’offerta artistica. Aumentano anche i costi diretti e indiretti di produzione, che salgono da 1.993.715 euro a 2.202.429 euro.

In controtendenza, si riducono i costi generali della Fondazione, che scendono da 324.363 euro a 290 mila euro, segnale di un contenimento delle spese. Sale invece il costo del personale, al netto delle componenti artistiche e produttive, che passa da 1.386.788 euro a 1.567.508 euro. L’incremento più marcato riguarda i contratti a tempo determinato, stagionali e scritturati, per i quali il budget cresce da 521 mila euro a 648 mila euro.

Margini più stretti e risultato atteso

Il rafforzamento dell’impegno artistico e produttivo incide sugli equilibri economici complessivi. Il margine operativo lordo è previsto in sensibile contrazione, passando dai 467 mila euro dell’ultimo bilancio a 164 mila euro. Analoga la dinamica del risultato operativo, che scende da 351 mila euro a 66 mila euro, con un risultato d’esercizio previsto pari a zero. Un dato in linea con le previsioni del budget 2025, che indicava anch’esso un pareggio, poi chiuso con un avanzo di 285 mila euro.

Verso l’assemblea dei soci

Il documento economico rappresenta ora la base del confronto in assemblea dei soci, chiamata a esprimersi sul primo bilancio della nuova direzione artistica. Da questo passaggio dipenderà la conferma definitiva delle scelte economiche e strategiche che accompagneranno Spoleto69, aprendo ufficialmente una nuova fase per il Festival dei Due Mondi, nel segno del rilancio dell’offerta culturale e della sostenibilità finanziaria.

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Francesco Mastrodicasa
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