Ottant'anni dopo la nascita della Repubblica, il 2 giugno continua a rappresentare uno dei principali riferimenti identitari della storia italiana. Una ricorrenza che va oltre la celebrazione istituzionale e che richiama alla memoria il passaggio decisivo compiuto dal Paese all'indomani della Seconda guerra mondiale, quando milioni di cittadini furono chiamati a scegliere attraverso il voto la forma dello Stato.
In occasione della Festa della Repubblica, l'europarlamentare di Fratelli d'Italia Marco Squarta è intervenuto con una riflessione che lega la memoria storica alle sfide del presente, sottolineando il valore di una data che continua a rappresentare un punto di riferimento per la vita democratica nazionale e per il ruolo che l'Italia è chiamata a svolgere in Europa.
Il referendum istituzionale del 1946 segnò uno spartiacque nella storia italiana. Per la prima volta, dopo gli anni della guerra e della dittatura, i cittadini poterono esprimere liberamente la propria volontà sul futuro dello Stato. Da quella consultazione nacque la Repubblica e prese forma il percorso che avrebbe portato alla costruzione delle istituzioni democratiche moderne.
Nel suo intervento, Squarta ha evidenziato proprio il significato di quella scelta compiuta ottant'anni fa dagli italiani.
"A ottant'anni dalla nascita della Repubblica Italiana, il 2 giugno continua a rappresentare una delle date più significative della nostra storia nazionale. È il giorno in cui gli italiani, con il voto libero e democratico del 1946, scelsero il proprio futuro, ponendo le basi delle istituzioni repubblicane e di un percorso di crescita civile, politica ed economica che ha consentito all'Italia di affermarsi tra le grandi democrazie occidentali".
Nel messaggio diffuso in occasione della ricorrenza, l'esponente di Fratelli d'Italia pone l'accento anche sul contributo di quanti hanno partecipato alla costruzione delle istituzioni repubblicane nel corso dei decenni successivi.
"Ricordare quella scelta significa rendere omaggio a quanti hanno contribuito, con sacrificio, responsabilità e senso dello Stato, alla costruzione della Repubblica. Significa anche riaffermare il valore della partecipazione democratica, della sovranità popolare e delle libertà garantite dalla nostra Costituzione, principi che ancora oggi rappresentano il fondamento della convivenza civile e della vita pubblica del Paese".
Un passaggio che richiama alcuni dei concetti centrali della cultura democratica italiana: il ruolo dei cittadini nella vita pubblica, la centralità della Costituzione e il principio della sovranità popolare come elemento essenziale dell'ordinamento repubblicano.
Tra gli aspetti maggiormente evidenziati da Squarta emerge la volontà di considerare il 2 giugno come una celebrazione collettiva, capace di andare oltre le divisioni ideologiche e partitiche. Secondo l'europarlamentare, la Festa della Repubblica rappresenta infatti un patrimonio condiviso che appartiene all'intera comunità nazionale e che trova nella memoria storica un elemento di unione.
"Il 2 giugno non appartiene a una parte politica, ma all'intera comunità nazionale. È una ricorrenza che unisce gli italiani nel segno della memoria, dell'identità e dell'orgoglio di appartenere a una nazione dalla storia millenaria, capace di affrontare le sfide più difficili senza mai smarrire la propria anima".
Nel suo intervento, Squarta amplia poi la prospettiva oltre i confini nazionali, collegando il significato della Festa della Repubblica alla presenza italiana nelle istituzioni europee. Da membro del Parlamento europeo, l'eurodeputato sottolinea la necessità che l'Italia continui a svolgere una funzione di primo piano nei processi decisionali comunitari, valorizzando la propria identità e il proprio patrimonio culturale.
"Da rappresentante dell'Italia al Parlamento europeo considero questa giornata anche un'occasione per ribadire il ruolo che il nostro Paese deve continuare a svolgere nello scenario internazionale ed europeo, un ruolo da protagonista, forte della propria cultura, delle proprie tradizioni e della propria capacità di contribuire alla costruzione di un'Europa che valorizzi le identità nazionali e rispetti pienamente la volontà dei popoli".
Il riferimento si inserisce nel dibattito che riguarda il futuro dell'Unione Europea e il rapporto tra integrazione comunitaria e sovranità nazionale, tema che continua a caratterizzare il confronto politico sia a Bruxelles sia nei singoli Stati membri.