08 Feb, 2026 - 15:08

Festa della Promessa 2026, la basilica di San Valentino accoglie 50 coppie di fidanzati per il rinnovo dell’impegno nuziale

Festa della Promessa 2026, la basilica di San Valentino accoglie 50 coppie di fidanzati per il rinnovo dell’impegno nuziale

Si è svolta questa mattina, domenica 8 febbraio, la Festa della Promessa 2026 a Terni, che ha visto la partecipazione di circa 50 coppie di fidanzati provenienti da diverse regioni d’Italia. L’evento, dedicato al rinnovo della promessa di matrimonio davanti all’urna di San Valentino, patrono degli innamorati, si è tenuto nella basilica a lui dedicata e è stato presieduto dal vescovo della diocesi di Terni-Narni-Amelia, Francesco Antonio Soddu.

Alla celebrazione, oltre alle coppie ternane, erano presenti fidanzati giunti da Assisi, Arezzo, Rimini, Trapani, Palermo, Tolentino, Trevi, Rieti e Perugia.

Accoglienza e rito: il percorso della promessa

Dalle 10, le coppie sono state accolte nei locali della scuola materna della parrocchia di San Valentino, ricevendo un omaggio floreale offerto dal comitato organizzatore.

Successivamente, in forma processionale, i fidanzati hanno raggiunto la basilica per la messa delle 11, durante la quale hanno rinnovato pubblicamente la promessa di matrimonio. Al termine della celebrazione, ogni coppia ha ricevuto una pergamena ricordo, simbolo tangibile del legame con san Valentino e della comunità ecclesiale ternana.

Il quadro pastorale: “San Valentino, una proposta di santità per i giovani”

La Festa della Promessa si inserisce nel più ampio cartellone delle manifestazioni valentiniane 2026, intitolato “San Valentino, una proposta di santità per i giovani”, scelto dalla diocesi per rafforzare il legame tra il patrono e i percorsi affettivi delle nuove generazioni.

Nel suo messaggio per la festa, il vescovo Soddu ha ricordato la testimonianza di Valentino come vescovo e martire dell’amore cristiano, esortando a costruire “una società fraterna e solidale fondata sull’amore autentico”, fatta di rispetto, inclusione e cura delle relazioni quotidiane.

La visione del vescovo: la “santità nella quotidianità”

Per il presule, la santità non è un ideale lontano ma un percorso possibile nella vita ordinaria, anche nella coppia. Soddu ha sottolineato che occorre vivere l’amore in modo “altruistico, rispettoso, che non esclude nessuno”, capace di guarire ferite, affrontare conflitti e crescere insieme, costruendo famiglia e comunità.

In questo contesto, la Festa della Promessa si configura non solo come momento liturgico, ma anche come occasione di formazione spirituale, dove le coppie hanno ancorato il proprio progetto di matrimonio a un’idea di amore fedele, paziente e responsabile.

Valore sociale e pastorale dell’iniziativa

L’appuntamento, oltre al valore liturgico, ha assunto una forte ricaduta sociale: ha offerto infatti un momento di condivisione intergenerazionale, favorendo il dialogo tra giovani coppie, famiglie e comunità parrocchiale. Per molti partecipanti provenienti da altre province la partecipazione alla Festa della Promessa è stata anche un atto di adesione a una tradizione che supera i confini locali, ribadendo il ruolo di Terni come polo nazionale della devozione a san Valentino.

Il carattere pubblico del rinnovo della promessa mira a riaffermare il legame tra dimensione privata dell’affetto e responsabilità civica, in un’ottica in cui la costruzione della famiglia è intesa come contributo al bene comune.

Organizzazione, accoglienza e prospettive future

Un’organizzazione puntuale, un’accoglienza strutturata e una visione chiara: il lavoro congiunto del comitato organizzatore, della diocesi e delle parrocchie ha dato vita a un impianto logistico solido e coerente, pensato per garantire ordine, solennità e partecipazione. Un modello organizzativo che supera la dimensione del semplice evento liturgico, trasformando l’iniziativa in un’esperienza comunitaria autentica, capace di coinvolgere l’intero tessuto cittadino in un percorso condiviso di significato e appartenenza.

Lo sguardo è ora rivolto al futuro. La diocesi intende rafforzare in modo strutturale il legame tra le manifestazioni valentiniane e i percorsi di educazione affettiva e familiare, promuovendo una rete stabile di collaborazione con giovani, scuole, associazioni e realtà del territorio. In questo orizzonte, la Festa della Promessa si consolida non solo come appuntamento simbolico del calendario religioso ternano, ma come spazio permanente di riflessione, formazione e testimonianza, dedicato ai valori dell’amore, della famiglia e della responsabilità condivisa, diventando un punto di riferimento culturale e spirituale per l’intera comunità.

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Francesco Mastrodicasa
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