01 May, 2026 - 12:53

Festa dei lavoratori, il messaggio della presidente Proietti: "Il lavoro deve essere dignità umana, giustizia sociale e speranza”

Festa dei lavoratori, il messaggio della presidente Proietti: "Il lavoro deve essere dignità umana, giustizia sociale e speranza”

Il lavoro come diritto costituzionale, la sicurezza nei luoghi di occupazione, il contrasto alla precarietà e la necessità di creare opportunità per le nuove generazioni. Sono questi i temi al centro del messaggio diffuso dalla presidente della Regione Umbria in occasione del Primo Maggio, la Festa dei Lavoratori.

In una fase storica caratterizzata da profonde trasformazioni nel mercato occupazionale, il tema del lavoro continua a rappresentare uno degli argomenti principali del dibattito pubblico e istituzionale. Dalla precarietà contrattuale alle difficoltà di accesso per i giovani, passando per il tema della sicurezza, il Primo Maggio torna così a essere un momento di riflessione sul presente e sul futuro del mondo del lavoro. Nel suo intervento, la presidente della Regione ha richiamato i principi contenuti nella Costituzione italiana e il valore del lavoro come elemento centrale della coesione sociale e dello sviluppo delle comunità.

Il messaggio della presidente della Regione Umbria per il Primo Maggio

Nel messaggio diffuso per la Festa dei Lavoratori, la presidente della Regione Umbria ha sottolineato il valore del lavoro come fondamento della dignità personale e della partecipazione sociale.

“Il lavoro è un diritto costituzionale ed è alla base della dignità della persona e della coesione sociale. Nel Primo Maggio rinnoviamo un impegno preciso: rendere il lavoro sempre più sicuro, stabile e di qualità, contrastare ogni forma di precarietà e disuguaglianza, costruire condizioni reali di partecipazione per tutte e per tutti”.

Uno dei passaggi centrali del messaggio riguarda il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, argomento tornato al centro dell’attenzione nazionale anche dopo le recenti dichiarazioni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

“Le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella richiamano ciascuno di noi a una responsabilità non rinviabile: la sicurezza sul lavoro è un dovere che non ammette rinunce né distinguo, le vittime sul lavoro sono un tributo inaccettabile”.

Nel testo viene inoltre evidenziata la necessità di rafforzare prevenzione, controlli e cultura della sicurezza.

“È un messaggio che facciamo nostro, perché ogni incidente, ogni vita spezzata, ogni persona ferita rappresenta una sconfitta collettiva e chiede istituzioni più presenti, controlli più efficaci, prevenzione e cultura della tutela”.

La presidente ha poi richiamato l’attenzione sul ruolo del lavoro come strumento di autonomia personale e inclusione sociale.

“Il lavoro è libertà, autonomia, realizzazione personale e sviluppo delle comunità. Vale per i giovani, per le donne, per chi vive condizioni di fragilità e per le persone con disabilità, che devono trovare nel lavoro uno spazio concreto di autonomia, riconoscimento, dignità e piena cittadinanza”.

Particolare attenzione è stata dedicata anche ai giovani e alla necessità di creare prospettive occupazionali stabili.

“In particolare dobbiamo pensare di più ai giovani, dobbiamo ascoltarli e creare le condizioni per dar loro un futuro alla portata dei loro sogni, aspirazioni e prospettive di vita e di lavoro, dobbiamo tutti impegnarci nel fermare la fuga dei nostri figli dall’Italia”.

Il messaggio si conclude con un riferimento alla necessità di investire sul lavoro e sul capitale umano come elemento centrale per la crescita dell’Umbria.

“La nostra Umbria crescerà se sapremo investire nel lavoro buono e dignitoso, se sapremo mettere al centro il capitale umano, se nessuno resterà indietro. E questo sarà possibile solo insieme, con l’impegno corale di Istituzioni, imprese, lavoratori”.

Infine, la presidente ha ricordato il significato simbolico del Primo Maggio.

“Il Primo Maggio è memoria, responsabilità e futuro, è coesione, è riaffermare la Costituzione perché l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. È il giorno in cui riaffermiamo che il lavoro deve essere sempre dignità umana, giustizia sociale e speranza”.

La storia del Primo Maggio in Italia

La Festa dei Lavoratori affonda le proprie radici tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. In Italia, le prime manifestazioni legate al Primo Maggio risalgono al 1890, pochi anni dopo la decisione presa dalla Seconda Internazionale socialista riunita a Parigi nel 1889, che ufficializzò il 1° maggio come giornata dedicata ai lavoratori.

Tra gli episodi storici collegati alla nascita della ricorrenza in Italia viene ricordata anche la reazione popolare avvenuta a Livorno nel 1888 dopo la diffusione della notizia dell’esecuzione degli anarchici di Chicago. Nel corso del Novecento, il tema dei diritti dei lavoratori portò a importanti cambiamenti normativi. Nel 1919 la FIOM firmò con la Confederazione degli industriali un accordo che introdusse la riduzione dell’orario lavorativo a otto ore giornaliere e 48 settimanali.

Successivamente, il Regio decreto n. 692 del 15 marzo 1923, emanato durante il primo governo Mussolini, trasformò le otto ore lavorative in legge, pur con alcune eccezioni che riguardavano determinate categorie professionali. Tra le prime testimonianze filmate della Festa dei Lavoratori in Italia viene ricordato anche il documentario “Grandiosa manifestazione per il primo maggio 1913 ad Andria”, realizzato dal produttore cinematografico Cataldo Balducci. L’attuale riconoscimento ufficiale del Primo Maggio come festività nazionale arrivò invece con la legge 260 del 1949, che istituì formalmente la Festa del Lavoro e stabilì il diritto alla retribuzione della giornata festiva anche per i lavoratori.

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Lorenzo Farneti
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