14 May, 2026 - 15:21

Festa dei Ceri 2026, Gubbio rinasce dalle mani d'oro di Andrea Rughi

Festa dei Ceri 2026, Gubbio rinasce dalle mani d'oro di Andrea Rughi

La passione per la Festa dei Ceri non conosce ostacoli, stanchezza o confini professionali. Andrea Rughi non è un falegname, eppure le sue mani hanno saputo plasmare il legno con la precisione del cuore e la dedizione del vero ceraiolo. In poco più di un anno, rubando ore al sonno, alla famiglia e trasformando ogni momento libero in un atto d'amore, ha compiuto una vera impresa: costruire i Ceri. Da sotto le sue mani sono nati Sant'Ubaldo, San Giorgio e Sant'Antonio. Un lavoro immenso, fatto di precisione, fatica e rispetto profondo per la tradizione eugubina. Il legame con la festa va oltre la semplice devozione. Andrea è un ceraiolo di San Giorgio, e lo spirito del suo Cero lo ha guidato in ogni singola levigatura, in ogni incastro e in ogni dettaglio di questa monumentale opera. La sua motivazione è stata più forte di tutto: della mancanza di tempo, della fatica quotidiana del suo vero lavoro e delle difficoltà tecniche di un mestiere non suo. Questa straordinaria impresa dimostra che quando la fede per i Ceri brucia dentro, niente è impossibile. Andrea, che ha parlato in Esclusiva a Tag24Umbria, ha regalato alla sua comunità un esempio tangibile di cosa significhi vivere per una tradizione.

Andrea, com'è nata l'idea? “Premetto che nella vita non sono un falegname e tantomeno un pittore, ma un responsabile commerciale di un'azienda eugubina. Semplicemente sono una persona a cui piace inventare e creare, quindi mettersi in gioco, specie su cose che non ha mai fatto. Nasce tutto da qui”.

Un lavoro grandioso, in quanto tempo? “Da Marzo 2025 a Maggio di quest'anno. In assoluto il primo Cero che ho fatto è stato una prova in polistirolo e visto il risultato soddisfacente mi sono buttato sul legno. Nel 2005 ne avevo realizzati altri tre e mai prima di quel periodo, avevo toccato un pezzo di legno, o uno strumento da falegname in mano e tantomeno un pennello".

Poi come è andata? “Mi sono comprato qualche attrezzo elettrico per poter tagliare e lavorare il legno, poi da qualche pannello di legno, qualche palo e prodotto in legno che adeguavo al mio fine, sono riuscito a tirare fori i primi tre Ceri, decorati su tela con colori acrilici. Una bella soddisfazione”.

 

 

Andrea Rughi: "Il mio è un hobby, mi piace creare..."

Dopo vent'anni di totale inattività, Andrea ha riscoperto la passione e la "voglia" per il legno e più in generale per la creatività. La scintilla è scoccata all'improvviso, subito dopo aver costruito il Cero piccolo per suo figlio: “Esatto, ho ricominciato a marzo 2025, dopo aver realizzato un Cero piccolo per mio figlio, vedendo dei miglioramenti. Li ho terminati pochi giorni fa, il 9 maggio, dando l'ultima mano di protettivo finale”.

 

 

Hanno caratteristiche diverse rispetto agli altri realizzati in precedenza? "Sì, ho cercato di riprodurre le colorazioni dopo il restauro: mentre i primi che avevo fatto hanno una colorazione più scura, che riprendeva quella prima del restauro ed i decori, sono stati fatti con molto più dettaglio e sfumature”.

Che dimensioni hanno? “Sono poco più grandi del Cero Piccolo, precisamente misurano 2 metri. Il Cero più difficile da riprodurre? Sant'Ubaldo”.

Una passione che può diventare qualcosa di più? “No, ripeto, il mio è semplicemente un hobby. Mi piace creare dal nulla, seppur questo lavoro mi ha occupato interamente il tempo libero. E' però una bella soddisfazione, che ripaga tutti i sacrifci, così come sono stato orgoglioso del fatto che tante vetrine delle attività commerciali di Gubbio, li abbiano voluti tenere in esposizione”.



 

 

 

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Emanuele Giacometti
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