23 Aug, 2025 - 14:30

Festa dei Ceri e la chiusura di Piazza 40 Martiri: polemiche, Commissione e la soluzione trovata dal sindaco Fiorucci

Festa dei Ceri e la chiusura di Piazza 40 Martiri: polemiche, Commissione e la soluzione trovata dal sindaco Fiorucci

A Gubbio, poche questioni toccano la sensibilità collettiva come la Festa dei Ceri, patrimonio identitario e religioso della comunità. È quindi comprensibile che la vicenda legata alla chiusura di Piazza 40 Martiri durante i lavori finanziati dal Pnrr abbia scatenato un acceso dibattito politico.

La questione è approdata in Seconda Commissione Consiliare, presieduta da Sara Rinaldini (Fratelli d’Italia), che ha audito amministratori, dirigenti e funzionari. L’oggetto del confronto: capire perché, fino a pochi giorni prima dell’11 aprile, fosse stata garantita la piena fruibilità della piazza al passaggio dei Ceri, salvo poi scoprire all’ultimo che i lavori non lo avrebbero consentito.

Alla fine, il sindaco Vittorio Fiorucci ha trovato una soluzione pratica, modificando leggermente il percorso e consentendo lo svolgimento regolare della festa. Ma nel mezzo si è consumato un intreccio di accuse, responsabilità e chiarimenti, che la politica locale non ha mancato di trasformare in un esercizio di retorica.

Commissione tra assenze e verbali

Alla seduta erano presenti, oltre al sindaco, l’assessore all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici Spartaco Capannelli, il dirigente Paolo Bottegoni e la funzionaria Silvia Pagnottella. Assenti invece i due tecnici più attesi: l’architetto Coccia e l’ingegnere Traversini, che hanno comunicato la loro indisponibilità via Pec.

Secondo quanto riportato a verbale, il 65% delle lavorazioni è già stato liquidato e si punta a raggiungere l’80% entro settembre. Tuttavia, il cronoprogramma ha subito uno slittamento: il termine previsto inizialmente per fine settembre è stato prorogato a fine ottobre, anche a causa dell’approvazione di una variante conclusiva.

Il quadro generale rimane comunque compatibile con le scadenze Pnrr: conclusione lavori a marzo 2026, rendicontazione a giugno dello stesso anno.

Guerrini: “Non era questo il punto”

Il consigliere di minoranza Diego Guerrini (civico) ha voluto chiarire la natura del dibattito. «Il punto della discussione non riguarda i lavori in piazza Quaranta Martiri ha sottolineato – ma quanto accaduto durante il Consiglio Comunale del 29 aprile, quando il sindaco Fiorucci dichiarò pubblicamente che fino all’11 aprile il direttore dei lavori aveva assicurato il passaggio dei Ceri».

Guerrini ha ricostruito nel dettaglio le tappe della vicenda: l’11 aprile, durante il tavolo delle componenti ceraiole, il direttore dei lavori Traversini avrebbe confermato la transitabilità della piazza. Lo stesso tecnico, il 24 aprile, si sarebbe presentato fuori dagli uffici comunali, ribadendo al sindaco la medesima rassicurazione.

«Se non ho motivo di dubitare delle parole del sindaco, dichiaro di non avere nulla da rimproverargli. Resto però sbigottito dalle risposte scritte inviate dai tecnici alla Commissione. È evidente che ci sia stato un grave problema di trasparenza», ha affermato Guerrini, criticando l’assenza dei direttori dei lavori alle convocazioni ufficiali.

“Non siamo qui per impallinare il sindaco”

Con toni fermi, Guerrini ha aggiunto: «Se qualcuno pensa che questa Commissione sia stata convocata per impallinare il sindaco, si sbaglia di grosso. È proprio la qualità delle risposte ricevute a rendere la situazione ancora più grave. Se davvero era noto che i Ceri non sarebbero potuti passare, e ciò non è stato comunicato al sindaco, siamo di fronte a un problema istituzionale».

Il consigliere ha chiesto che gli atti vengano formalmente trasmessi ai tecnici, ritenendo inaccettabile il loro rifiuto di presentarsi in Commissione. «È una mancanza di rispetto verso le istituzioni e verso la città», ha concluso, invocando audizioni dirette in Consiglio Comunale.

Rinaldini: “La Commissione ha fatto il suo dovere”

La presidente della Commissione, Sara Rinaldini, ha riconosciuto la legittimità delle osservazioni di Guerrini ma ha ritenuto ormai inutile proseguire ulteriormente con le convocazioni. «Non spetta a noi avere poteri coercitivi. I tecnici si interfacciano regolarmente con i funzionari comunali, pienamente informati sull’andamento del cantiere».

Anche la consigliera Simona Minelli ha sostenuto che continuare le sedute avrebbe solo comportato costi aggiuntivi senza reali benefici.

Fiorucci: “Un problema con il direttore operativo”

Il sindaco Vittorio Fiorucci ha preso la parola ribadendo la sua estraneità ai fatti contestati. «Ho sempre riportato fedelmente quanto mi veniva comunicato dai tecnici. Se fino all’11 aprile mi è stato detto che i Ceri potevano passare, non avevo motivo di pensare il contrario».

Fiorucci ha aggiunto che sul cantiere si è acceso un “alert” particolare, perché il direttore operativo incaricato non sarebbe nuovo a situazioni di conflitto. «Personalmente non lo avrei scelto. Purtroppo, però, le procedure pubbliche non lasciano margini discrezionali», ha osservato.

Minelli: “Scelto con gara pubblica”

La consigliera Minelli ha replicato che il direttore operativo è stato selezionato tramite gara pubblica, sulla base di requisiti tecnici e professionali, e che l’appalto Pnrr consentiva anche affidamenti diretti. «Non è al sindaco che spettava decidere, ma alle procedure».

Un chiarimento che ha ulteriormente ridimensionato il ruolo politico nella vicenda, sottolineando come la responsabilità primaria ricada sulla filiera tecnica.

Guerrini insiste: “Serve rispetto per i consiglieri”

Nelle sue conclusioni, Guerrini ha ribadito di avere profondo rispetto per tutti, ma di pretendere a sua volta rispetto per il mandato ricevuto dai cittadini. «Quando i cittadini chiedono risposte, io devo poterle dare. Se i tecnici si rifiutano di collaborare, dimostrando scarso rispetto per le istituzioni, mi impegnerò a garantire che la trasparenza sia assicurata».

Per questo ha rilanciato l’idea di audire i responsabili direttamente in Consiglio Comunale.

Un esercizio retorico

Alla fine, però, tutto si è ridotto a un dibattito più retorico che sostanziale. Le polemiche politiche hanno occupato le aule, ma nella realtà dei fatti il problema era già stato risolto.

Il sindaco Fiorucci, con pragmatismo, aveva trovato una soluzione immediata: deviare leggermente il percorso dei Ceri, evitando il tratto interessato dal cantiere. Una scelta che non ha intaccato minimamente la spettacolarità della festa.

Anzi, secondo molti osservatori, il cambio di traiettoria avrebbe perfino giovato all’evento, permettendo di scoprire angoli diversi della città e di rendere il passaggio dei Ceri ancora più emozionante.

La festa salva, la politica in affanno

Il caso di Piazza 40 Martiri dimostra una volta di più la distanza tra la concretezza della comunità e le dinamiche della politica.

Da un lato, la Festa dei Ceri si è svolta regolarmente, senza che la chiusura della piazza intaccasse lo spirito e la partecipazione popolare. Dall’altro, la Commissione e il Consiglio hanno animato un confronto acceso, in cui ciascuno ha difeso la propria posizione.

Alla fine, come ha riconosciuto lo stesso Guerrini, il sindaco Fiorucci non ha alcuna responsabilità diretta. Se errori di comunicazione ci sono stati, ricadono sui tecnici incaricati.

Resta dunque una polemica che, pur avendo sollevato questioni legittime di trasparenza, si è trasformata in un esercizio retorico: perché la sostanza è che la Festa dei Ceri, simbolo eterno di Gubbio, ha trionfato ancora una volta, più forte di ritardi, cantieri e controversie politiche.

AUTORE
foto autore
Mario Farneti
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE