I malumori dentro a Forza Italia si facevano sentire già da tempo. Almeno da quando, a marzo 2025, Stefano Bandecchi è stato eletto presidente della Provincia di Terni designando poi quale vicepresidente il forzista Francesco Maria Ferranti. Un incarico che Ferranti aveva già ricoperto anche durante la presidenza della "collega" di partito Laura Pernazza, che ha lasciato la Provincia Ternana dopo l'elezione in consiglio regionale.
Una nomina che però tra le fila di Forza Italia ha fatto gridare al tradimento perché Ferranti l'avrebbe accettata senza i necessari accordi di partito. È scoppiato il caso con tensioni crescenti in ogni sede sfociate con la richiesta formale di espulsione di Ferranti da Forza Italia. Una richiesta pesante - considerando anche che Ferranti è un esponente storico del partito - di fronte alla quale il collegio regionale dei probiviri ha invece optato per la sospensione che interverrà nei suoi confronti per un periodo di due anni.
Il vicepresidente provinciale, che a Palazzo Bazzani è anche consigliere nonchè unico eletto azzurro in consiglio comunale (dove è capogruppo), ha dalla sua una lunga militanza nel partito fondato da Silvio Berlusconi e la forza di aver sempre guadagnato un numero consistente di voti. La decisione deliberata dal collegio regionale gli è stata notificata nel pomeriggio di mercoledì.
Il nodo cruciale è che, secondo quanto sostenuto da Forza Italia, Ferranti ha assunto l'incarico con Bandecchi al di fuori di accordi politici di coalizione. Una libertà giudicata non in linea con l'indirizzo del partito tant'è che il coordinamento provinciale e comunale, già lo scorso ottobre, aveva imposto al capogruppo azzurro in Comune un ultimatum per le dimissioni, minacciando l’intervento dei probiviri che poi è arrivato in questi giorni. Negli ultimi turbolenti mesi Ferranti, tra accuse via social e mozioni negli organismi di partito, ha fatto fronte alle pressioni sostenendo sempre di avere a cuore le sorti della città e la necessità di trovare soluzioni concrete ai problemi che ci sono.
Dalla redazione di Tag24 Umbria abbiamo contattato Ferranti telefonicamente che ai nostri microfoni ha rimarcato come anche in questa circostanza non intenda sollevare polemiche ma agire. L'aver accettato l'incarico di vicepresidente della Provincia di Terni da parte del nuovo presidente Bandecchi per lui è stata una scelta di continuità. "Ho continuato a ricoprire la carica di vicepresidente della Provincia come lo facevo prima con la Pernazza, ho mantenuto lo stesso incarico" esordisce.
La sospensione, viste le diatribe interne al partito nei mesi scorsi, non è arrivata come un fulmine a ciel sereno ma la volontà di impugnarla è ferma. "Ai probiviri regionali - spiega - è stata presentata nei miei confronti la richiesta di espulsione dal partito ma, ritenendola eccessiva, hanno optato per la sospensione. Il loro è un parere consultivo non definitivo, come se fosse una sentenza di primo grado in tribunale. La decisione definitiva sull'eventuale espulsione spetta al Collegio nazionale dei probiviri al quale io ritengo doveroso fare ricorso, sia sulle motivazioni che sulle argomentazioni".
Ferranti ha ora venti giorni di tempo per depositare il ricorso. Della sua volontà, ci dice, ne ha già parlato con lo stesso Bandecchi, proprio in questi termini. "Personalmente - aggiunge - prendo atto di una decisione provvisoria di un organo regionale". Insomma la questione non finisce di certo qui e la palla passerà direttamente al nazionale. La sospensione, come ha sottolineato lo stesso Ferranti, è infatti soltanto il primo grado del procedimento disciplinare messo in atto nei suoi confronti.