Negli ultimi giorni è emersa l’ennesima prova di quanto il web possa trasformarsi in un ring tossico: gruppi Facebookcon migliaia di iscritti e forum specializzati nella diffusione e manipolazione di immagini femminili senza alcun consenso. Foto private di donne comuni, mogli ignare o persino rappresentanti politiche vengono esposte come merce, alimentando un mercato del voyeurismo che confonde la rete con un catalogo.
L’indignazione è montata, così come l’allarme, perché il fenomeno non è più marginale. Vittoria Ferdinandi, sindaca di Perugia e delegata ANCI alle Pari Opportunità, ha definito questi episodi "una realtà inaccettabile" figlia di una cultura che non conosce il consenso e ha chiesto un investimento culturale ed educativo per fermare la deriva.
La cronaca recente ha acceso i riflettori sul sessismo che prospera in rete attraverso alcuni spazi social. Uno dei casi più eclatanti riguarda un gruppo Facebook intitolato "Mia Moglie" – con oltre 32 mila iscritti – finito sotto accusa per la condivisione di foto di donne, spesso mogli o compagne, pubblicate a loro insaputa e accompagnate da commenti volgari e sessisti.
Quasi contemporaneamente, un forum online noto come "Phica" ospitava da anni immagini rubate o alterate di attrici, influencer, giornaliste, politiche e soprattutto di donne comuni, diffuse anch’esse senza alcun consenso. Di fronte all’escalation di abusi e segnalazioni, gli stessi amministratori di "Phica" hanno annunciato la chiusura definitiva del sito, ammettendo di non essere riusciti a frenare i "comportamenti tossici" dilagati nella community. In entrambi i casi le piattaforme sono state oscurate in seguito all’ondata di denunce, mentre le autorità – in particolare la Polizia Postale – hanno avviato indagini per identificare i responsabili di queste attività illecite.
La risposta istituzionale non si è fatta attendere. Vittoria Ferdinandi, prima cittadina di Perugia e delegata nazionale dell’ANCI per le Pari Opportunità, ha condannato fermamente quanto accaduto, sottolineando che “le notizie di questi giorni [...] raccontano ancora una volta la realtà di una violenza inaccettabile” ai danni delle donne. Secondo Ferdinandi non si tratta di episodi isolati né di fenomeni marginali, bensì dell’espressione di “una cultura del non consenso che considera il corpo delle donne proprietà maschile, un oggetto di possesso”.
Si tratta, evidenzia la sindaca, di una mentalità distorta e pervasiva che “nei suoi esiti più estremi conduce fino al femminicidio”.
Per contrastare alla radice questa deriva violenta, Ferdinandi pone l’accento sulla necessità di un cambiamento profondo sul piano culturale.
La delegata ricorda che l’ANCI ha già sollecitato un incremento di azioni e risorse volte a promuovere “un profondo cambiamento delle coscienze”. In particolare, è fondamentale l’educazione al rispetto e al consenso fin dalle scuole, perché solo così “possiamo costruire una società davvero paritaria” – afferma – e prevenire la cultura del possesso fin dalla giovane età. Non bastano provvedimenti legislativi più severi o qualche ora in più di educazione civica: secondo la sindaca di Perugia occorre invece “investire stabilmente in una rivoluzione culturale” per sradicare il sessismo e la prevaricazione alla base.
Ferdinandi richiama anche l’impegno quotidiano delle amministrazioni locali nel contrastare ogni forma di violenza di genere e nel promuovere una cultura del rispetto. Proprio per rafforzare questo lavoro sul territorio, l’ANCI nazionale ha messo a punto una campagna permanente contro la violenza sulle donne, attiva durante tutto l’anno. L’iniziativa vuole mantenere alta l’attenzione sul fenomeno e ribadire con forza un messaggio: “il corpo delle donne non si tocca, mai”.
La prevenzione passa soprattutto dai banchi di scuola. Ferdinandi ribadisce che solo un percorso educativo strutturato, continuo e trasversale può costruire una generazione capace di riconoscere e respingere i comportamenti sessisti. L’educazione al consenso e al rispetto reciproco diventa così la chiave per spezzare la catena della violenza, andando oltre le misure punitive.
L’ANCI ha lanciato una campagna nazionale permanente contro la violenza di genere, destinata a restare attiva tutto l’anno. L’iniziativa intende sensibilizzare cittadini e istituzioni, mantenendo vivo il dibattito pubblico e favorendo azioni concrete di prevenzione e contrasto. Un impegno che, nelle parole di Ferdinandi, rappresenta un presidio culturale necessario per ribadire senza ambiguità: il corpo delle donne non si tocca, mai.