Si è tenuta nella giornata di ieri, 19 gennaio, nell'aula bunker di Rebibbia una nuova udienza per il femminicidio di Ilaria Sula. Presente in aula anche l'imputato, Mark Samson, seduto tra i suoi legali. Emerse durante l'udienza le prove della premeditazione dell'omicidio perpetrato dal giovane di origini filippine ai danni dell'ex fidanzata, studentessa ternana, uccisa a Roma nel marzo 2025.
Nuova udienza a Rebibbia del processo a carico di Mark Samson. Presente in aula l'imputato ma anche la famiglia della giovane studentessa ternana – il padre Flamur, la madre Gezime e il fratello Leon.
Si è trattata di un'udienza tecnica, per la presenza dell'ingegnere Alessandro Perri, consulente del PM, che ha riferito della sua analisi effettuata sui device da controllare: due cellulari (uno della vittima e uno dell'imputato), il tablet di Ilaria e due computer di Mark Samson (un pc e uno fisso). Particolarmente rilevanti anche le immagini estratte dalla dash cam dell’auto dell'imputato.
Il consulente tecnico della procura ha ricostruito con precisione tutte le conversazioni. A emergere sono dettagli inquietanti: Mark Samson aveva accesso ai social di Ilaria e un aggiornamento costante della sua posizione. Dalle immagini mostrate in aula è stata confermata la premeditazione dell'omicidio di Ilaria Sula e un comportamento di stalking seriale protratto per settimane.

Il quadro che è emerso è quello di una sorveglianza costante, una violazione sistematica della privacy della giovane, monitorata sui social e controllata in ogni suo movimento. Sono state analizzate, dall'ing. Perri, diverse chat che erano state "cancellate" dai dispositivi che evidentemente erano state eliminate da Samson, una volta entrati nella sua disponibilità.
Ripercorsi, infine, gli ultimi drammatici giorni della vita di Ilaria: dal 23 al 25 marzo (giorno in cui la giovane è stata uccisa dall'ex fidanzato, che aveva scoperto (entrando nell'account Instagram di Ilaria) che la ragazza avesse conosciuto un ragazzo (un tale Alessandro) su Tinder e stesse chattando con lui. Questo avrebbe scatenato la gelosia di Mark Samson e avrebbe provocato delle violente discussioni, intraviste delle immagini della dash cam.
L'imputato avrebbe provato a cancellare anche le chat in cui Ilaria avrebbe scambiato il suo numero di telefono col nuovo ragazzo ma non avrebbe avuto la possibilità di accedere alla chat su whatsapp. Ricostruite le comunicazioni datate 24 marzo 2025, nelle quali il giovane aveva insistito affinché Ilaria si rechi da lui per un chiarimento.
Lo stesso giorno l’imputato avrebbe chiesto alla madre di non entrare nella sua stanza il giorno successivo e si sarebbe informato sui turni di lavoro del padre: elementi che, secondo la procura, delineano una pianificazione accurata. Certificati, anche dal racconto di altri testimoni, gli ultimi istanti di vita di Ilaria Sula che sarebbe andata a casa dell'impuato il 25 marzo sera, prima della sua tragica fine.
"Oggi è una udienza molto importante, come d'altronde anche le precedenti, perche' oggi e' stata dedicata esclusivamente all'esame dell'ingegner Perri - le parole dell'’avvocato della famiglia, Giuseppe Sforza, al termine dell'udienza sottolineando come le nuove prove rafforzino ulteriormente la ricostruzione accusatoria - Da parte nostra si conferma tutto, anche grazie, ripeto, all'operato di consulenti di assoluto livello e di assoluta attendibilità. Quando si ricostruisce il quadro purtroppo ogni volta si rinnova, con enorme durezza, come potrete immaginare, la sofferenza dei genitori di questa ragazza. Come ogni volta anche oggi hanno dovuto rileggere le parole della figlia quando era ancora in vita. Quindi per loro è stato un altro passaggio difficilissimo".
"Si' si', è emerso in modo molto netto - sul controllo di Mark Samson dei profili social di Ilaria - c'è stata una ricostruzione tecnicamente cosi' precisa che per il profano a volte risulta di difficile comprensione, ma la bravura del consulente è stata proprio questa, è stata quella di renderlo chiarissimo. Poi ripeto, ragioneremo su quelle che sono le caratteristiche di questo processo e su quello che noi riteniamo sussistere, che sono queste molteplici aggravanti che per tanti motivi secondo me sussistono tutte, pero' questo sarà un motivo poi di discussione".
Sulla premeditazione, Sforza conclude così: "Noi ne siamo convinti, siamo proprio convinti di questo, ma anche strutturalmente sotto un aspetto giuridico. Chiaramente dovremo raccogliere tutti gli elementi fino all'ultimo e rimetterli alla corte". Il procedimento riprenderà il 12 febbraio, quando saranno ascoltati cinque testimoni, tra amici e coinquiline della studentessa.