Una docente è stata condannata a due anni e otto mesi di reclusione per il reato di corruzione dal giudice per le indagini preliminari (Gip) di Perugia, al termine di un processo con rito abbreviato. La decisione fa parte di un’inchiesta su presunti favori incrociati legati a una procedura concorsuale svolta all’Università per Stranieri di Perugia. La sentenza rappresenta uno dei primi casi in Italia di condanna penale per corruzione connessa a ipotesi di scambio di favori in ambito universitario, settore tradizionalmente oggetto di verifiche amministrative e disciplinari, ma più raramente di procedimenti penali con esito di condanna.
Il procedimento si è svolto con rito abbreviato, formula che prevede la definizione del giudizio sulla base degli atti raccolti durante le indagini preliminari e che consente, in caso di condanna, una riduzione della pena. Il Gip ha ritenuto sufficienti e coerenti gli elementi probatori raccolti dalla Procura per configurare il reato contestato.
La docente condannata risulta esterna all’Università per Stranieri, ma, secondo l’impianto accusatorio, avrebbe avuto un ruolo attivo nel tentativo di influenzare l’esito del concorso attraverso contatti e pressioni rivolti alla commissione esaminatrice.
Secondo la ricostruzione della Procura di Perugia, guidata da Raffaele Cantone, la docente avrebbe sollecitato la commissione concorsuale affinché venisse garantito un trattamento di favore a una persona a lei legata. In cambio, una delle docenti dell’ateneo perugino - in servizio a Palazzo Gallenga, storica sede dell’Università per Stranieri - avrebbe ottenuto un analogo beneficio nella collocazione di un’altra persona di proprio interesse.
Per gli inquirenti, lo scambio reciproco di utilità configurerebbe una vera e propria condotta corruttiva, finalizzata a piegare una procedura pubblica a interessi privati, alterando i principi di imparzialità, meritocrazia e trasparenza che devono presiedere ai concorsi accademici.
Nel corso dell'indagine la Procura ha acquisito una serie di elementi ritenuti rilevanti, tra cui documentazione amministrativa, atti delle procedure concorsuali e ulteriori riscontri investigativi che avrebbero consentito di delineare il quadro accusatorio.
L’attenzione degli inquirenti si è concentrata in particolare sulle modalità di formazione delle commissioni, sui rapporti tra i soggetti coinvolti e sui contatti intercorsi prima e durante lo svolgimento del concorso.
Parallelamente alla condanna emessa con rito abbreviato, il Gip ha disposto il rinvio a giudizio per gli altri indagati coinvolti nell’udienza preliminare. Per queste persone il procedimento proseguirà con il rito ordinario, davanti al tribunale collegiale, dove sarà avviato il dibattimento completo, con l’esame dei testimoni e l’acquisizione diretta delle prove, secondo quanto previsto dalle norme processuali.
Il caso assume rilievo anche sul piano giuridico: dalle indagini emerge che si tratta di una delle prime condanne in Italia per corruzione riconducibile a presunti scambi di favori nei concorsi universitari. Il verdetto può segnare un punto di svolta nell’approccio investigativo e giudiziario a fatti analoghi, spingendo verso una vigilanza più stringente sul rispetto delle regole nelle procedure di reclutamento e sulla trasparenza delle commissioni esaminatrici.
La condanna della docente apre ora la possibilità di ricorso secondo quanto previsto dal codice di procedura penale, a partire dall’appello. Contestualmente, il rinvio a giudizio degli altri indagati segna l’avvio di un percorso processuale ordinario che potrà fornire ulteriori elementi per chiarire la dinamica degli scambi e il loro reale impatto sulle procedure concorsuali.
Per la Procura, l’obiettivo resta quello di accertare in maniera completa ogni responsabilità e di garantire la regolarità delle selezioni pubbliche, a tutela della trasparenza e del buon funzionamento delle istituzioni universitarie. L’esito del dibattimento potrà inoltre fornire un precedente giurisprudenziale utile per rafforzare i controlli e prevenire possibili irregolarità nei futuri concorsi.