Sono finiti ai domiciliari, due giovani di 26 e 23 anni, gravemente indiziati di essere gli autori di una tentata rapina avvenuta ai danni di un bar tabacchi. I fatti si sono verificati alla fine di marzo scorso, nella frazione di Colombella, nella periferia di Perugia. A dare l'esecuzione dell'ordinanza applicativa della misura cautelare sono stati i Carabinieri della Stazione locale.
Erano più o meno le cinque del mattino, uno dei primi giorni di primavera. I proprietari del bar stavano finendo di alzare le serrande in quella che all'apparenza, era cominciata come tutte le giornate di lavoro. All'improvviso sono comparsi due soggetti con il volto travisato e armati di una chiave metallica per bulloni di auto, che hanno fatto irruzione nel locale.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, nel corso dell'azione i due avrebbero danneggiato alcuni oggetti presenti sul bancone e si sarebbero poi scagliati con violenza contro il proprietario, intimandogli di consegnare il denaro. La vittima, però, aveva reagito con decisione all'aggressione, ne era scaturita una colluttazione con i due malviventi che si erano dati alla fuga, a mani vuote.
A quanto pare i due malviventi non erano soli: nel frattempo, infatti altri due sodali sarebbero rimasti a bordo di un'auto parcheggiata nelle immediate vicinanze dell'esercizio con il motore acceso, così da agevolare la fuga del gruppo. A seguito dell'aggressione il titolare aveva chiamato in soccorso il 118 poiché aveva riportato lesioni personali, fortunatamente di lieve entità.
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri nel corso delle indagini, i due destinatari della misura, insieme agli altri due complici indagati in stato di libertà, sarebbero gli autori della tentata rapina ai danni dell'esercizio.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica e condotte dai Carabinieri della Stazione di Farneto di Colombella, hanno consentito di ricostruire l'esatta dinamica dell'evento grazie a una minuziosa attività investigativa. Sono state ascoltate le persone informare sui fatti e analizzate le immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza presenti nell'area oltre, naturalmente, all'acquisizione di ulteriori elementi investigativi.
Decisiva è stata l'individuazione del numero di targa dell'auto impiegata per il colpo, da cui poi si è riusciti a risalire agli indagati. Come riferito dalla Procura perugina, "I successivi accertamenti tecnici e investigativi hanno permesso di identificare i presunti componenti del gruppo e di raccogliere un grave quadro indiziario nei loro confronti".
Il giudice, confermato l'operato dei militari, ha ritenuto sussistente la gravità indiziaria e anche il "concreto e attuale pericolo di reiterazione del reato". Nei confronti dei due giovani indagati è stata quindi disposta la misura cautelare di cui sopra. L'ipotesi di reato formulata è quella di di tentata rapina aggravata in concorso.
Il reato di rapina nel nostro ordinamento giuridico prevede la pena della reclusione che va da un minimo di cinque a un massimo di venti anni. Rispetto al furto, la rapina - o anche tentata tale - implica sempre che vi sia violenza o minaccia da parte di chi la commette.
In presenza di specifiche aggravanti come, ad esempio, l'uso di armi o il porre in essere della rapina su mezzi pubblici di trasporto o nei confronti di persone ultra 65enni, la pena subisce degli incrementi e parte da un minimo di sette fino ad arrivare sempre al massimo di venti anni di reclusione. Nel caso della tentata rapina al bar di Colombella, il concorso è un'aggravante che implica che tutti i partecipanti - sia gli autori materiali che gli altri due indagati - vengano considerati penalmente responsabili e subiscano le stesse conseguenze.