06 Jul, 2026 - 17:15

Farneto di Colombella, due giovani ai domiciliari con l'accusa di tentata rapina aggravata in concorso

Farneto di Colombella, due giovani ai domiciliari con l'accusa di tentata rapina aggravata in concorso

Sono finiti ai domiciliari, due giovani di 26 e 23 anni, gravemente indiziati di essere gli autori di una tentata rapina avvenuta ai danni di un bar tabacchi. I fatti si sono verificati alla fine di marzo scorso, nella frazione di Colombella, nella periferia di Perugia. A dare l'esecuzione dell'ordinanza applicativa della misura cautelare sono stati i Carabinieri della Stazione locale.

Tentata rapina al bar di Colombella alla fine di marzo. La ricostruzione

Erano più o meno le cinque del mattino, uno dei primi giorni di primavera. I proprietari del bar stavano finendo di alzare le serrande in quella che all'apparenza, era cominciata come tutte le giornate di lavoro. All'improvviso sono comparsi due soggetti con il volto travisato e armati di una chiave metallica per bulloni di auto, che hanno fatto irruzione nel locale.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, nel corso dell'azione i due avrebbero danneggiato alcuni oggetti presenti sul bancone e si sarebbero poi scagliati con violenza contro il proprietario, intimandogli di consegnare il denaro. La vittima, però, aveva reagito con decisione all'aggressione, ne era scaturita una colluttazione con i due malviventi che si erano dati alla fuga, a mani vuote

A quanto pare i due malviventi non erano soli: nel frattempo, infatti altri due sodali sarebbero rimasti a bordo di un'auto parcheggiata nelle immediate vicinanze dell'esercizio con il motore acceso, così da agevolare la fuga del gruppo. A seguito dell'aggressione il titolare aveva chiamato in soccorso il 118 poiché aveva riportato lesioni personali, fortunatamente di lieve entità. 

Le indagini hanno fatto luce sull'accaduto. Fondamentale l'identificazione della targa

Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri nel corso delle indagini, i due destinatari della misura, insieme agli altri due complici indagati in stato di libertà, sarebbero gli autori della tentata rapina ai danni dell'esercizio.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica e condotte dai Carabinieri della Stazione di Farneto di Colombella, hanno consentito di ricostruire l'esatta dinamica dell'evento grazie a una minuziosa attività investigativa. Sono state ascoltate le persone informare sui fatti e analizzate le immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza presenti nell'area oltre, naturalmente, all'acquisizione di ulteriori elementi investigativi. 

Decisiva è stata l'individuazione del numero di targa dell'auto impiegata per il colpo, da cui poi si è riusciti a risalire agli indagati. Come riferito dalla Procura perugina, "I successivi accertamenti tecnici e investigativi hanno permesso di identificare i presunti componenti del gruppo e di raccogliere un grave quadro indiziario nei loro confronti".

Il giudice, confermato l'operato dei militari, ha ritenuto sussistente la gravità indiziaria e anche il "concreto e attuale pericolo di reiterazione del reato". Nei confronti dei due giovani indagati è stata quindi disposta la misura cautelare di cui sopra. L'ipotesi di reato formulata è quella di di tentata rapina aggravata in concorso.

Tentata rapina aggravata in concorso: che cosa rischiano i due indagati

Il reato di rapina nel nostro ordinamento giuridico prevede la pena della reclusione che va da un minimo di cinque a un massimo di venti anni. Rispetto al furto, la rapina - o anche tentata tale - implica sempre che vi sia violenza o minaccia da parte di chi la commette.

In presenza di specifiche aggravanti come, ad esempio, l'uso di armi o il porre in essere della rapina su mezzi pubblici di trasporto o nei confronti di persone ultra 65enni, la pena subisce degli incrementi e parte da un minimo di sette fino ad arrivare sempre al massimo di venti anni di reclusione. Nel caso della tentata rapina al bar di Colombella, il concorso è un'aggravante che implica che tutti i partecipanti - sia gli autori materiali che gli altri due indagati - vengano considerati penalmente responsabili e subiscano le stesse conseguenze.

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Sara Costanzi
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