26 Jan, 2026 - 10:24

Farmacie, infermieri e medici nella rete territoriale: a Perugia il modello per ridurre gli accessi in ospedale

Farmacie, infermieri e medici nella rete territoriale: a Perugia il modello per ridurre gli accessi in ospedale

Il progressivo superamento di un modello sanitario tradizionalmente centrato sull’ospedale e l’affermazione di una rete di assistenza territoriale in grado di seguire il paziente cronico lungo l’intero percorso di cura sono stati al centro del corso di formazione Ecm “Dall’ospedale al territorio: la presa in carico del paziente cronico”, promosso dall’Ordine dei farmacisti di Perugia e ospitato nella Sala Consiliare della Provincia.

L'iniziativa ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, professionisti della sanità e associazioni dei cittadini, con l’obiettivo di definire il ruolo strategico della farmacia territoriale nella riorganizzazione dei servizi sociosanitari, alla luce delle riforme in atto e delle opportunità offerte dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che individua nella sanità di prossimità uno degli assi portanti del sistema futuro.

Proietti: “Una priorità strategica per la Regione Umbria”

Ad aprire i lavori è stata la presidente della Giunta regionale, Stefania Proietti, che ha richiamato la centralità della sanità territoriale nelle politiche di programmazione regionale. “La costruzione di una sanità territoriale forte è una priorità strategica per la Regione Umbria - ha dichiarato la presidente della Giunta Regionale, Stefania Proietti - “Il Pnrr ci offre l’occasione storica per ripensare l’assistenza, valorizzando le professioni sanitarie. In questo quadro, la farmacia svolge un ruolo fondamentale come presidio capillare, garantendo continuità, prevenzione e monitoraggio”.

Un intervento che ha posto l’accento sulla necessità di coniugare gli investimenti strutturali previsti dal Pnrr con un profondo ripensamento dei modelli organizzativi, rafforzando i presidi di prossimità e la loro capacità di intercettare in modo precoce e continuativo i bisogni di salute della popolazione.

Il farmacista come riferimento stabile per il paziente cronico

Tra i contributi più significativi, quello di Giuseppe Guaglianone, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Roma e direttore dell’Area farmaco della Asl Roma 4, che ha illustrato un modello operativo già sperimentato nel Lazio. Il progetto prevede la presa in carico del cittadino cronico da parte del farmacista di fiducia lungo l’intero percorso terapeutico: dalla dispensazione dei farmaci ospedalieri alla verifica dell’aderenza alle terapie, fino al monitoraggio degli esiti clinici in collaborazione con medici di medicina generale e strutture ospedaliere. Un approccio che, è stato sottolineato, consente di avvicinare i servizi al cittadino, ridurre gli accessi impropri in ospedale e rafforzare la farmacia come presidio sanitario stabile e riconoscibile sul territorio.

Distretti e prossimità: il progetto della USL Umbria 1

Nel corso dei lavori Manola Peverini ha presentato il progetto della USL Umbria 1 per la somministrazione di farmaci nei distretti territoriali, illustrando un modello che, in prospettiva, potrebbe coinvolgere in modo strutturato farmacie e personale infermieristico. “L’obiettivo è garantire prossimità, tempestività e continuità delle cure per i fragili”, ha spiegato, evidenziando come la rete distrettuale possa rappresentare un anello fondamentale tra ospedale e domicilio.

Integrazione tra professioni sanitarie

Il tema della collaborazione interdisciplinare è stato al centro dell’intervento di Nicola Volpi, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Perugia. “La presa in carico del cronico richiede un approccio multidisciplinare. Rafforzare la collaborazione tra infermieri e farmacisti, che condividono il presidio del territorio, significa migliorare la qualità delle cure e costruire una sanità realmente centrata sulla persona”.

Secondo Volpi, la sinergia tra professioni è una condizione imprescindibile per dare efficacia ai nuovi modelli assistenziali e per garantire una reale continuità delle cure.

Il punto di vista dei cittadini

Anche le associazioni dei consumatori hanno espresso un giudizio positivo sull’evoluzione della farmacia dei servizi. Carla Mariotti (Cittadinanzattiva) e Alessandro Petruzzi (Federconsumatori) hanno sottolineato come la prossimità delle farmacie rappresenti un valore aggiunto per i pazienti cronici, contribuendo a ridurre le distanze tra cittadini e sistema sanitario e a migliorare l’accesso alle prestazioni.

Normativa e nuovi servizi

Un focus specifico è stato dedicato agli aspetti normativi, con l’intervento dell’avvocato Ilario Taddei, che ha analizzato le principali novità legislative, dall’estensione delle competenze vaccinali delle farmacie all’allungamento della validità delle prescrizioni. Un quadro normativo in evoluzione che, è stato evidenziato, richiede un costante aggiornamento professionale per garantire sicurezza e qualità dei servizi.

Orlacchio: “La farmacia dei servizi non è uno slogan”

A chiudere i lavori è stato il presidente dell’Ordine dei farmacisti di Perugia, Filiberto Orlacchio, che ha ribadito il valore strategico della formazione. "Questa iniziativa - ha concluso Orlacchio - ha l’obiettivo di preparare la categoria a un ruolo sempre più attivo. La ‘farmacia dei servizi’ non è uno slogan, ma un modello operativo che richiede competenze, responsabilità e visione. Siamo pronti a essere protagonisti della sanità del futuro”.

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Francesco Mastrodicasa
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