11 May, 2026 - 21:20

Fallimento Ternana: verso la nascita di una triade per tentare il salvataggio, ma sarà Fabio Splendori a presentare l'offerta

Fallimento Ternana: verso la nascita di una triade per tentare il salvataggio, ma sarà Fabio Splendori a presentare l'offerta

La foto al tramonto davanti al Liberati con Carlo Mammarella a colloquio con Massimo Sarandrea ed il suo collaboratore (che abbiamo scelto per la copertina del racconto della giornata più lunga) rappresenta la manifestazione plastica del grande lavoro che ha impegnato, per tutta la giornata, un inedito team che sta tentando il tutto per tutto per tentare il salvataggio della Ternana in Serie C. Non c'è ancora la fumata bianca per l'obiettivo finale, perché anche durante la notte i protagonisti della complessa operazione continueranno il setting di un ingranaggio difficile da mettere in moto. Quella che sta nascendo, infatti, è una triade di soggetti che saranno coinvolti in prima persona nella creazione della nuova Ternana, che - è questa la speranza - nascerà dalle ceneri della Ternana fallita lo scorso 17 aprile.

Alle 12 di martedì 12 maggio, a quasi un mese dalla data dell'udienza per la liquidazione giudiziale davanti alla giudice Tordo CaprioliFabio Splendori procederà con l'inoltro dell'offerta irrevocabile via PEC al Ministero della Giustizia per partecipare all'asta giudiziale di mercoledì. Contemporaneamente l'imprenditore romano residente da 15 anni in Svizzera effettuerà il bonifico bancario anticipato alla Società Aste Giudiziarie Inlinea, come previsto dalla procedura, per un importo pari ad almeno il 10% dell'offerta. Quindi circa 20 mila euro. Poi il giorno successivo si resterà col fiato sospeso fino alle 15 per sapere se Splendori si aggiudicherà il ramo d'azienda sportivo della Ternana.

La conferma dell'intesa raggiunta con le parti in causa è arrivata intorno alle 20.30 per bocca di Massimo Sarandrea, il gestore di patrimoni ed esperto di mediazione creditizia, che ha lasciato il Liberati spiegando rapidamente quali saranno le evoluzioni attese nelle prossime ore. Con ogni probabilità lo stesso Sarandrea vestirà anche i panni del partner e non solo dell'advisor, andando a completare - con Splendori e con un altro imprenditore laziale - la triade di soggetti che farà scattare l'operazione di soccorso alla Ternana.

Ecco l'identikit del terzo partner: un imprenditore dell'hinterland romano alla guida del gruppo di famiglia attivo nell'edilizia con esperienze nel calcio

Come avevamo anticipato qualche giorno fa, sta prendendo corpo il progetto che Sarandrea aveva rappresentato nella sua visita a sorpresa a Palazzo Spada lo scorso 5 maggio. Fabio Splendori dovrebbe cooperare con Massimo Sarandrea e un imprenditore laziale nella creazione di una piattaforma di investimento destinata a cercare di salvare la Ternana in Serie C. L'identikit del potenziale socio è quella di un imprenditore originario dell'hinterland di Roma Capitale, alla guida di un gruppo attivo nel settore dell'edilizia e degli appalti, con esperienze pregresse nel calcio, anche professionistico. Di lui si era parlato nel recente passato come del possibile acquirente di un'altra squadra dal passato importante quanto quello della Ternana. Ma grazie ai buoni uffici di alcuni ternani ben inseriti nel mondo del business e delle relazioni istituzionali, si sarebbe convinto a sterzare in direzione Terni per mettersi a disposizione del progetto rossoverde.

Alla triade si dovrebbe affiancare anche Stefano Bandecchi, in qualità di imprenditore, con il ruolo di sponsor attraverso il suo gruppo imprenditoriale. Lo ha confermato lui stesso in una delle lunghe interviste che ha concesso alla stampa locale nella giornata più lunga prima dell'asta. Cominciata al mattino proprio col richiamo alla concretezza e alla costruzione di un'alleanza virtuosa che potesse dare le gambe a un progetto credibile per la Ternana. Appello raccolto, almeno in questa fase, dai soggetti coinvolti in questa delicata fase, che va considerata preparatoria alla vera e propria messa in salvo della tradizione calcistica cittadina.

Dai calciatori rossoverdi ai dirigenti il sacrificio più grande: i nodi da sciogliere e la costruzione della nuova Ternana

Di fatto, se si formerà quella che con un termine abusato viene definita la cordata che si occuperà di dare le gambe al progetto Ternana, ci sarà anche un "quarto socio", artefice dell'operazione. È un socio collettivo e inusuale, formato dai titolari del "credito sportivo". Si tratta dei due direttori, Giuseppe Mangiarano e Carlo Mammarella, di alcuni ex dirigenti e dipendenti del club, ma soprattutto del gruppo guidato da capitan Capuano e dai giocatori più rappresentativi, che però non esclude anche calciatori emergenti, giovani promesse e tutti gli altri protagonisti di una delle stagioni più travagliate della storia.

Gran parte del salvataggio passa per loro, il "gruppo squadra" come si dice adesso, protagonisti per tutto il pomeriggio di una lunga riunione con i legali dell'AssocalciatoriAlessio Piscini e Andrea Fiumana, con l'avvocato Donato Di Campli (esperto di operazioni di salvataggio e rilancio di club in difficoltà) e con lo stesso Carlo Mammarella, tra i primi a mettere sul piatto la disponibilità a rinunciare al credito maturato, pur di salvare la Ternana

I calciatori hanno atteso, proprio con Mammarella e Sarandrea, il ritorno in tarda serata del sindaco Bandecchi allo stadio Liberati. Ma il contatto chiesto dai leader dello spogliatoio, con quello che per alcuni era stato il vecchio presidente, deve essere avvenuto in conference call, perché il patron di Unicusano - che poco prima aveva elogiato la squadra per la sua disponibilità a partecipare alla manovra di esdebitazione del ramo sportivo - al Liberati non è più tornato.

"Domani Fabio Splendori presenterà l'offerta" - annuncia Massimo Sarandrea lasciando lo stadio - "Lo farà a titolo personale perché la US Ternana, la newco che dovrà subentrare nel progetto, non è stata ancora costituita. Con il sindaco Bandecchi ci siamo sentiti, c'è stata una chiamata anche con Fabio Splendori, che parteciperà all'asta per nome e per conto del nuovo club e sarà a Terni domani sera".

Quella della costituzione della newco non è l'unica tecnicalità da risolvere. C'è attesa, ad esempio, per sapere se la curatela giudiziale si farà carico del mese di stipendio maturato da giocatori e tesserati nel periodo che intercorre dalla sentenza di liquidazione giudiziale alla data del rogito. Il periodo di esercizio provvisorio, in pratica. Anche un solo mese di emolumenti e contributi, infatti, può fare la differenza in un'operazione così difficile. Da quanto trapela, il dottor Angeli e l'avvocato Ferrara avrebbero fatto sapere che chiederanno d'urgenza un via libera alla giudice Claudia Tordo Caprioli. Anche per quanto riguarda i calciatori e gli altri titolari del credito sportivo, va trovato un accordo blindato e collettivo "potabile" per la Figc. 

L'elogio di Bandecchi alla squadra e la schiarita dopo la doccia fredda della mattinata: "Ci ho già rimesso 3 miloni e mezzo, ma darò ancora il mio contributo"

Il sindaco di TerniStefano Bandecchi, si era presentato al Liberati in avvio di riunione accompagnato dal fido assistente Pierpaolo Palanti. L'imprenditore prestato alla politica ha rispettato la riservatezza e lo spazio dello spogliatoio, muovendosi prevalentemente all'esterno del piazzale e sul campo verde dove si è confrontato con Sarandrea e Mammarella. Poi ha lasciato lo stadio, rimanendo a disposizione in caso di evoluzioni. E alla fine ha abbassato il finestrino della sua fuoriserie per parlare con i cronisti.

Riguardo alla squadra e ai giocatori, Bandecchi ha espresso grande ammirazione per lo spirito di sacrificio del gruppo, sottolineando in particolare "amore per la maglia e rinunce economiche".

Il sindaco Bandecchi ha lodato i calciatori definendoli "tutti molto disponibili", evidenziando che la loro apertura nasce "veramente per l'amore vero per la maglia". Ha inoltre aggiunto di non aver mai visto tanti giocatori così pronti a rinunciare a una buona fetta dei propri stipendi. Secondo Bandecchi, i ragazzi stanno decidendo di rinunciare a "moltissime mensilità", facendo tutto il possibile per tentare di vedere la società salvata. Questo atteggiamento rappresenta per lui un chiaro "punto di vantaggio del gruppo. I giocatori, pur nello sforzo che stanno compiendo, sono consapevoli che la situazione attuale parte da zero e arriva a uno e sono in attesa di capire cosa si possa realmente ottenere alla fine di questo percorso".

Infine, per quanto riguarda le sorti della società, Bandecchi ha confermato l'esistenza della cordata guidata da Splendori come capofila, spiegando che l'unione di più entità o persone può garantire la solidità necessaria per l'operazione, "poiché il calcio costa un pacco di quattrini". Ha anche assicurato che, se l'operazione dovesse andare in porto, il suo gruppo farà la sua parte contribuendo sotto forma di sponsorizzazione.

Bandecchi, poi, ha usato la sua diretta esperienza per rafforzare un concetto chiave: gestire e salvare la squadra è una fatica enorme: "Non basta uno che chiude un occhio e butta due milioni, ce ne vogliono almeno 3 o 4: più persone danno solidità".

Insomma, un'operazione come questa per lui richiede le forze congiunte di un gruppo e non l'illusione di poter fare tutto da soli. Ed è a questo punto che si è concesso una battuta aderente alla realtà di un anno incredibile: "Guardate, quest'anno ne abbiamo viste troppe. Io, ad oggi, ci ho già rimesso 3,4 milioni per vedere tutti i giorni queste rotture di scatole, ma andiamo avanti... Se l'operazione andrà in porto io e il mio gruppo ci saremo in qualità di sponsor".

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Federico Zacaglioni
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