08 May, 2026 - 19:00

Fallimento Ternana, parla Teodori (BSM Management): "La scomparsa della Ternana non conviene ai procuratori"

Fallimento Ternana, parla Teodori (BSM Management): "La scomparsa della Ternana non conviene ai procuratori"

Ha generato interpretazioni controverse l'intervista rilasciata ieri da Massimo Sarandrea, advisor dell'imprenditore laziale ma residente in Svizzera Fabio Splendori. L'appello lanciato ai procuratori e al gruppo rossoverde per ridurre il peso dell'indebitamento è un elemento determinante tra i fattori che hanno portato a far saltare (per il momento) la possibilità che il suo assistito potesse guidare una piattaforma destinata a rilevare la Ternana dalla curatela fallimentare. Ciò si aggiunge all'assenza di potenziali soci che possano affiancarlo in questa operazione di salvataggio, Sarandrea ha chiesto unità anche ai procuratori sulla strada della riduzione della massa debitoria da accollarsi per trattare con la Federcalcio. L'esperto di finanza, gestione di patrimoni e mediazione creditizia ha puntato il dito contro coloro che - per ragioni diverse, in qualche caso anche tecniche - avrebbero frapposto un muro alla possibilità di ridiscutere le pattuizioni con la precedente società.

Da quanto risulta a Tag24 Umbria, però, la gran parte dei calciatori, dello staff, dei dipendenti e dei tesserati aveva manifestato la volontà di andare incontro a eventuali acquirenti, con rinunce anche sensibili rispetto al credito maturato. E lo stesso hanno fatto alcuni procuratori, da big come Branchini ad altri manager come Chiaretti o Tavano avevano consigliato ai loro assistiti un atteggiamento costruttivo verso i potenziali acquirenti e di piena fiducia verso le soluzioni che il DS Carlo Mammarella avrebbe prospettato una volta che la situazione fosse stata più chiara. La conferma arriva anche da Francesca Teodori, collaboratrice proprio della BSM Management di Diego Tavano.

(Diego Tavano - BSM Management).

 

Le parole di Francesca Teodori (BSM Management): "Situazione paradossale"

Lei collabora con un’agenzia che segue diversi calciatori importanti della Ternana, a cominciare da Alexis Ferrante. Come avete interpretato l’attacco ad alcuni procuratori da parte dell’advisor Sarandrea?
"Con grande sorpresa, sinceramente. I procuratori, in una situazione come quella vissuta dalla Ternana, non sono mai stati un problema ma semmai una parte della soluzione. Noi, almeno parlo per me e per l'agenzia con cui collaboro ormai da 14 anni BSM management di Diego Tavano Abbiamo cercato di proteggere i ragazzi, di garantire equilibrio in uno scenario molto complicato, spesso facendo da ponte (quando possibile) tra società e calciatori. Credo che la stessa cosa l'abbiano fatta anche gli altri, me lo voglio augurare ma sono abituata a parlare solo di me e delle persone con cui lavoro. Sentire indicati comunque i procuratori quasi come una causa importante delle difficoltà del club ci è sembrato un po' ingeneroso e, francamente, distante dalla realtà. Ribadisco che per ciò che ci riguarda abbiamo sempre mostrato grande disponibilità al club rossoverde potendo affermare senza possibilità di smentita di aver rinunciato a qualsiasi tipo di commissione (procura) sia da parte della società che dei calciatori fin dall'inizio della stagione e per scelta etica mettendo davanti a tutto solo i nostri ragazzi e la loro serenità lavorativa"

"A procuratori e calciatori non conviene la scomparsa del club"

Una domanda che si fanno in molti: quale convenienza avrebbero i procuratori a far fallire un club come la Ternana?
"Nessuna. Ed è proprio questo il punto. Un club che funziona tutela il valore dei calciatori, garantisce stabilità, programmazione e crescita. Un fallimento danneggia tutti: la società, la città, i tifosi e ovviamente anche i giocatori e chi li rappresenta. Pensare il contrario significa non conoscere le dinamiche del nostro lavoro".

Mi pare di capire che ci siano stati solo sondaggi informali e non un vero e proprio piano strutturale di ristrutturazione. È così?
"Da quello che abbiamo percepito noi dall’esterno, sì. Ci sono stati contatti, interlocuzioni, manifestazioni di interesse, ma un piano concreto e strutturato noi quanto meno non lo abbiamo mai conosciuto. La proprietà ha interagito direttamente coi calciatori visti anche i tempi strettissimi. In momenti così delicati e' chiaro che le cose possono evolvere in maniera repentina in un verso o nell'altro, ma chi ha cercato e sta cercando di trovare realmente una situazione per la squadra a mio avviso va solo ringraziato , come vanno ringraziati i calciatori che hanno dalle ultime notizie che apprendiamo dato disponibilità a gestire i loro crediti di lavoro nel tempo senza alcuna esitazione. Questo da un messaggio di grande attaccamento e di grande professionalità che secondo me va sottolineato cento volte".

Ha avuto la sensazione che siano altri i motivi che hanno portato il gruppo imprenditoriale seguito da Sarandrea a fare un passo indietro?
"Non conosciamo le dinamiche interne e non sarebbe corretto fare processi alle intenzioni. Non e' nostro stile... Però, spesso, in operazioni così complesse, quando ci si avvicina davvero ai numeri, alle esposizioni e alle criticità gestionali, ci si rende conto che la realtà è più difficile di quanto potesse apparire inizialmente. Probabilmente è successo qualcosa di simile".

Cosa vi aspettate dall’asta del 13 maggio?
"Ci aspettiamo soprattutto chiarezza quella che purtroppo a Terni manca da tempo. La Ternana ha bisogno di una proprietà solida, credibile, con capacità economica ma anche anzi soprattutto visione sportiva, elemento imprescindibile. Per me non serve qualcuno che arrivi per tamponare l’emergenza: serve qualcuno che abbia voglia di ricostruire davvero. Di fare calcio e parlare di futuro in modo chiaro e realistico. Per una piazza così importante sarebbe il minimo".

La dignità dei calciatori in una stagione terribile

I calciatori della Ternana hanno vissuto un’annata terribile, con continui conflitti e gestioni altalenanti, dimostrando però grande professionalità. Come hanno reagito i vostri assistiti anche dal punto di vista morale oltre che sportivo?
"Con enorme dignità. E credo che questo vada riconosciuto pubblicamente. In tanti, ma ribadisco io sono solita parlare dei miei ragazzi, hanno continuato a lavorare senza alibi, nonostante incertezze continue, stipendi sempre in forse e in ultimo non pagati e un clima spesso pesante. Dal punto di vista umano non è stato semplice e dispiace che in qualche occasione non si sia magari capito fino in fondo: c’è chi ha famiglie, figli, mutui, paure legittime. Eppure il gruppo ha dato una risposta di grande maturità e ribadisco di appartenenza, non scontata. Nel calcio se si superano momenti duri come questi come lo hanno fatto questi ragazzi vuol dire che lo spogliatoio è formato da uomini di spessore oltre che da professionisti".

Secondo lei ci sono ancora speranze di trovare una soluzione? O la Ternana è condannata all’inferno dei dilettanti?
"Finché esiste una possibilità, bisogna crederci. Io personalmente di carattere sono fatta così e non dico fine fino a che non c'è la fine. La storia della Ternana Calcio merita rispetto e merita una soluzione. Questa squadra rappresenta a livello emotivo e personale tanto per me, ho dei ricordi indelebili... Certo, il tempo stringe e non si possono più commettere errori. Ma parlare oggi di condanna definitiva sarebbe prematuro. Serve un ultimo sforzo, da parte di tutti perché La Ternana deve salvarsi!".

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Federico Zacaglioni
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