21 May, 2026 - 12:40

Fallimento Ternana, nessuna offerta depositata alla scadenza di mezzogiorno per l'asta di venerdì

Fallimento Ternana, nessuna offerta depositata alla scadenza di mezzogiorno per l'asta di venerdì

Nessuna offerta vincolante per l'acquisizione del ramo sportivo della Ternana sarebbe stata depositata alla scadenza del mezzogiorno di oggi prevista dalla procedura relativa alla seconda asta bandita dalla curatela fallimentare. Alle 12 esatte scadeva infatti il termine ultimo per il deposito telematico delle offerte e il versamento del deposito cauzionale pari a un decimo dell'entità dell'offerta stessa, con base d'asta fissata a 146,500 euro. Come già era avvenuto il 13 maggio scorso, domani 22 maggio 2026 non si aprirà nemmeno il book delle offerte per l'asta telematica asincrona inizialmente prevista dalle ore 09:00 alle ore 15:00 (con prolungamenti automatici di 15 minuti in caso di rilanci a ridosso della scadenza). 

La conferma è arrivata da fonti di via della Bardesca, mentre il massimo riserbo viene mantenuto dagli uffici del Tribunale Fallimentare di Terni (giudice delegato Claudia Tordo Caprioli) e dai curatori fallimentari Angeli e Ferrara

Gli effetti sul futuro del ramo sportivo rossoverde: la palla passa in mano ai curatori fallimentari

Ora non resta che attendere la giornata di domani, quando il collegio della curatela composto dal commercialista ternano Francesco Angeli e dal legale orvietano Renato Ferrara, preso atto della impossibilità di aproire la procedura competitiva, tireranno le somme dell'esercizio provvisorio e non potranno che rilevare che non esistono i tempi tecnici né le condizioni di ulteriore riduzione del debito per l'indizione di una terza chiamata. 

Le perizie allegate alle aste, infatti, chiarivano che entro il 25-26 maggio si sarebbe dovuti andare alla stipula del rogito notarile presso lo stduio dei notai Filippo e Vincenzo Clericò di Terni, per lasciare appena 3-4 giorni al potenziale acquirente per presentarsi il 29 maggio a Covisoc e Federcalcio con la documentazione attestante il passaggio di proprietà, l'accollo del debito sportivo e il subentro nella titolarità delle rateizzazioni presso le agenzie di riscossione dell'erario e dei tributi nonché degli enti previdenziali. Una cifra complessiva di 2,9 milioni di euro con scadenza 16 giugno prossimo e ulteriori 4,1 milioni circa a lungo termine. 

Da considerare remota l'ipotesi relativa a un affitto del ramo d'azienda per pochi mesi per favorire una vendita. Entro i termini indicati sopra (29 maggio-6 giugno) andrebbe sterilizzato l'intero accollo del debito e per partecipare a un nuovo campionato di serie C occorrebbe dimostrare di avere la capacità economico-finanziaria di poter condurre un'intera stagione in continuità aziendale. La Federcalcio, secondo quanto trapela, non considera l'affitto come un elemento in grado di dare questa sicurezza, ma come una manovra che produrrebbe effetti sul piano della legislazione sulla crisi d'impresa e dell'insolvenza ma non sul versante federale. 

La flebile illusione di una riedizione del colpo di scena avvenuto a Vicenza, con l'acquisizione diretta di Renzo Rosso

Secondo quanto apprende Tag24 Umbria, l'unica flebile speranza di salvataggio per la Ternana in serie C sarebbe rappresentata da una riedizione di quanto avvenuto a Vicenza con l'acquisizione del ramo sportivo, con trattativa privata da parte di un imprenditore che volesse presentarsi in Tribunale da qui alla chiusura dell'esercizio provvisorio.

Nel gennaio 2018, infatti, lo storico Vicenza Calcio venne dichiarato fallito. Dopo due aste andate deserte proprio come a Terni, l'imprenditore Renzo Rosso, patron del marchio Diesel e all'epoca già proprietario del Bassano Virtus 55 Soccer Team (militante in Serie C), si aggiudicò il ramo d'azienda del club biancorosso per circa 1,1 milioni di euro.

L'obiettivo di Rosso era far ripartire il calcio professionistico a Vicenza unendo la storia, il marchio e la tifoseria della piazza vicentina alla struttura societaria e al titolo sportivo del suo Bassano. Per farlo senza violare il divieto di compravendita dei titoli sportivi, l'operazione venne strutturata appoggiandosi agli articoli 17 e 18 delle NOIF, sfruttando la deroga per "comprovati motivi di eccezionalità" prevista per le società professionistiche. L'operazione garantì la continuità agonistica in Serie C per la città di Vicenza e liberò contemporaneamente un posto tra i professionisti con la cessazione di attività del Bassano. 

E' bene chiarire che di tratta di un'ipotesi in astratto, perché l'imprenditoria locale finora ha dimostrato un totale distacco dal tentativo di salvataggio della Ternana in serie C e neppure gli investitori esogeni che si sono manifestati fino a questo punto hanno fornito la garanzia di avere la solidità economica necessaria per poter sostenere un'operazione di questa portata. 

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Federico Zacaglioni
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