Nella foto di copertina ci sono gli artefici della seconda asta per il ramo sportivo della Ternana. Come avevamo anticipato si terrà il prossimo 22 maggio, con gara telematica asincrona tramite il portale www.astetelematiche.it dalle ore 9 alle ore 15. Il prezzo minimo viene abbassato a 146 mila euro circa (rispetto ai 195 mila dell'asta andata deserta). Ma quello che più conta è che il debito a breve viene ridotto da 4,1 milioni di euro a 2,9 milioni. Almeno un terzo dei quali rateizzabili dal nuovo acquirente, qualora lo ritenesse opportuno, per rendere più sostenibile l'investimento.
L'obiettivo è stato raggiunto dopo una interminabile giornata di trattative, verifiche, discussioni. Con tante disponibilità ma anche qualche brutta sorpresa, rappresentata da chi - per legittima scelta personale e professionale - non ha voluto sottoscrivere la remissione del debito sottoposta a sospensiva con l'avallo dell'AIC. Alla fine saranno tre i calciatori, tutti nomi importanti della prima squadra, a non stralciare il proprio credito. A loro si sarebbero uniti un'altra figura professionale ancora sotto contratto, che pure nei giorni scorsi si era ritagliato visibilità, e un altro tesserato non calciatore. La curatela fallimentare, il dottor Angeli e l'avvocato Ferrara, era stata chiara: la deadline per l'intesa era rappresentata dalla data di oggi. Se anche qualcuno dei mancati firmatari dell'accordo sindacale cambiasse idea, non andrebbe più a incidere sul perimetro del debito.

Intorno al tavolo c'è chi è stato posto in effigie su striscioni e cartelli, in continue contestazioni spesso animate dalla manina ignota. C'è chi si è sentito dare del "nemico in casa", nonostante sia stato chiamato a lavorare in emergenza, cacciato senza tanti complimenti, richiamato quando serviva chi ci mettesse la faccia e poi rimesso nuovamente alla porta per motivi ancora da comprendere. E poi ci sono dipendenti e collaboratori che non vedono un euro da dicembre, ma sono rimasti al proprio posto per tenere in vita, non solo il proprio posto di lavoro, ma un simbolo dell'identità cittadina e della storia contemporanea di Terni. Infine, c'è pure chi ternano non è, in città non ha mai lavorato, ma si è messo comunque a disposizione, senza alcuna aspettativa e senza alcun tornaconto, pur di dare una mano agli amici.
I nomi da fare sono facili. Sono quelli di Giuseppe Mangiarano, direttore generale della Ternana, Carlo Mammarella, direttore sportivo ed ex calciatore delle Fere. Loro hanno messo sul piatto l'intera retribuzione da gennaio a maggio 2026. Quella che la vecchia società non gli ha mai corrisposto e che rappresenta un contributo percentualmente rilevante sulla riduzione del debito. E poi, accanto a loro, Mattia Stante e Vanessa Fenili, in rappresentanza di tutti quelli che al tavolo non avrebbero potuto dare una grande mano ma che hanno fatto fino in fondo la propria parte, stralciando mesi di stipendi e di crediti. Dalla dottoressa Favoriti ai fisioterapisti, magazzinieri e collaboratori del settore giovanile. In ultimo, ma non meno importante, l'avvocato Donato Di Campli, che negli ultimi giorni si è trasferito a Terni solo per mettersi a disposizione degli amici.
La riduzione netta della quota di debito in scadenza al 16 giugno 2026 ammonta a Euro 1.155.887 rispetto alle stime iniziali. Andando nel dettaglio dei documenti:
Per comprendere appieno questa variazione, occorre però fare una precisazione contabile legata alla garanzia fideiussoria di Euro 350.000 escussa dalla Lega Serie C:
Se non tenessimo conto di questo spostamento contabile della fideiussione, la riduzione effettiva (al lordo) delle sole voci di debito a breve termine sarebbe ancora più alta, pari a Euro 1.505.887 (i debiti lordi al 16 giugno passano infatti da Euro 4.482.021 in Perizia a Euro 2.976.134,01 nell'Avviso).
Questo drastico calo delle scadenze a breve termine è dovuto quasi interamente alle remissioni del debito intervenute nel frattempo, che hanno abbattuto in particolar modo le quote a scadenza immediata degli Emolumenti (circa 855.000 euro in meno), delle ritenute IRPEF (circa 463.000 euro in meno) e degli Incentivi-Risarcimenti (circa 192.000 euro in meno).

Il totale del debito sportivo comprensivo del trascinamento delle rateizzazioni, oltre la data di iscrizione al prossimo campionato, subisce anche esso una riduzione consistente, passando da un totale di 8,5 milioni di euro stimati inizialmente nella Perizia a 7 milioni complessivi ricalcolati nell'Avviso di Vendita.
Questa differenza è motivata dal fatto che, successivamente alla redazione della perizia di stima, il debito è stato oggetto di una nuova quantificazione a seguito di alcune remissioni del debito soggette a condizione sospensiva eseguite da determinati creditori. Queste rinunce hanno diminuito l'ammontare effettivo da pagare, pur non variando la tipologia delle voci che compongono il debito.
Confrontando la tabella della Perizia con quella dell'Avviso di Vendita, le variazioni più significative riguardano:
Tutte le restanti voci (come le rate IVA per Euro 1.182.209,87, l'IRAP 2024 per Euro 312.538, i premi contrattuali per Euro 331.450, il fondo fine carriera e l'IRES) restano sostanzialmente invariate tra i due documenti, così come l'importo decurtato in virtù dell'escussione della garanzia fideiussoria della Lega (-Euro 350.000).