Nessuna offerta vincolante è pervenuta alle 12 alla società Aste Giudiziarie Inlinea, nonostante ci fossero stati diversi iscritti alla data room della curatela fallimentare e qualche contatto con le istituzioni nei giorni scorsi.
C'era attesa per verificare, dopo il naufragio della cordata che avrebbe visto Fabio Splendori alla guida di un gruppo con il coinvolgimento di un imprenditore dell'hinterland capitolino, per vedere se ci fosse qualche altro potenziale compratore rimasto nell'ombra fino al minuto finale. Ma il colpo di scena atteso e sperato non si è verificato e all'asta online di domani ci saranno solo i tecnici informatici della società che gestisce le procedure per il Ministero della Giustizia.
Non è andato in porto il tentativo di portare a bordo in extremis un altro virtuale socio, che stamane avrebbe dovuto la conferma di voler partecipare all'operazione salvataggio. Secondo quanto è trapelato, ieri pomeriggio il DG Giuseppe Mangiarano avrebbe incontrato l'imprenditore a Roma, ricevendo un ok di massima da sostanziare poi con la documentazione ufficiale. L'identikit è quello del costruttore e industriale del settore edilizio Manolo Bucci, presidente del Valmontone in serie D che starebbe lasciando per cercare di acquisire un'altra nobile decaduta del calcio dell'Italia centrale, l'Ancona. Società che dopo i fasti della serie A ha vissuto una parabola di crisi simile a quella della Ternana.
Il 14 maggio, inoltre, scadrà l'esercizio provvisorio e la curatela fallimentare, con il dottor Angeli e l'avvocato Ferrara, si starebbe già predisponendo a dichiarare lo "sciogliete le righe" con le comunicazioni a dipendenti e collaboratori rimasti in sella in quest'ultima fase.

"Nonostante gli sforzi il titolo sportivo della Ternana in C è perso". E' il sindaco Stefano Bandecchi a prendersi l'onere di ufficializzare che il tentativo di salvataggio della Ternana è fallito: "La cordata si è ritirata di fronte all'incertezza sul debito e ai punti di penalizzazione", titola il comunicato diffuso sul sito del Comune di Terni.
"Sono dolente di dover comunicare - dichiara il sindaco Stefano Bandecchi - che ad oggi qualunque tentativo di salvare la Ternana calcio da parte mia e da parte del comune di Terni è fallito. Di conseguenza la cordata che ha lavorato intensamente sino a dieci minuti fa, e che ringrazio per l’attenzione che ha messo verso la squadra della città e per gli sforzi che sarebbe stata disponibile a fare, ha deciso di non presentare l’offerta. L’insicurezza dovuta alla gestione dei debiti, aggiunta all’interlocuzione avute con la Figc per oltre dieci punti di penalità dai quali la Ternana non sarebbe stata esonerata, non rendono possibile nessun salvataggio nell’attuale categoria. Spero che qualche altra persona interessata possa presentare entro i minuti che restano l’offerta all'asta giudiziaria, se cosi non fosse il titolo calcistico della Ternana sarà perso".

"Sapevo fin dal primo istante che sarebbe stata una partita da giocare oltre i novanta minuti e che sarebbero serviti i tempi supplementari - afferma Massimo Sarandrea, l'advisor basato a Milano che ha cercato di condurre in porto l'impresa di salvataggio della Ternana -. Ritengo importante ringraziare i dirigenti del club e tutta la rosa che ho conosciuto ieri, la quale ha mostrato maturità e attenzione al futuro del club. Ma, soprattutto, per me è stata una grande emozione vedere nella sala stampa quei giovani appassionati che hanno sudato per mesi senza alcuna remunerazione e che erano pronti a giocare la partita anche fuori dal campo, forti della tutela dell’AIC, che con chiarezza si è messa a disposizione delle parti. Ringrazio il sindaco Bandecchi, un uomo speciale e identitario, attaccato alla maglia. E voglio ringraziare anche tutti i media locali e nazionali e chi, come l’avvocato Taddei, sta portando avanti un’iniziativa molto interessante".
Dopo l'annuncio del ritiro, Sarandrea va più a fondo e spiega cosa non ha funzionato nelle ultime dodici ore, dopo la speranza che si era aperta ieri sera con l'annuncio di partecipazione alla cordata di un imprenditore romano, incontrato da Giuseppe Mangiarano.
"Stamattina presto ho condiviso le intenzioni di Splendori - ha spiegato l'advisor finanziario -, confrontandoci anche con i numeri e le norme contenute nelle procedure d’asta. E credo personalmente che sia necessaria un’assunzione di responsabilità da parte di chi oggi non consente di andare avanti. Questo, però, non significa che sia finita qui, perché ora spetterà al regolatore e alle istituzioni valutare se il nostro progetto, nel quale crediamo fermamente, potrà soltanto risultare più lungo".