Spesso le dichiarazioni di Stefano Bandecchi vanno interpretate senza fermarsi a una lettura superficiale o semplicistica. È il caso dell’appello che ha lanciato oggi, con un comunicato ufficiale del Comune di Terni, rivolgendosi ad imprenditori umbri e soprattutto ternani per farsi avanti in vista dell’asta giudiziale, prevista per il prossimo 13 maggio. Mancano due settimane, infatti. Il tempo stringe e ancora non si sono palesati potenziali acquirenti con un progetto preciso e con le carte (sia quelle da produrre alla curatela, sia soprattutto quelle stampate dalla zecca dello Stato) in regola per poter rilevare il ramo sportivo dal fallimento.
Ma proprio quando il pessimismo e le analisi più negative sui contenuti del bando della procedura di vendita ad evidenza pubblica sembrano prendere vantaggio, il sindaco di Terni emette il suo secondo proclama rivolto al mondo delle imprese del territorio: “La Ternana può essere salvata con soli 200mila euro. Gli imprenditori ternani e umbri si facciano avanti - dice il sindaco Bandecchi -. È in ballo la storia di un club glorioso. E io sono pronto a fare la mia parte. I 4 milioni e 100 mila euro circa da versare entro il 16 giugno potrebbero diventare due milioni e mezzo se ben trattati con l’organico della squadra che ha già dato la propria disponibilità”.
La dichiarazione di Bandecchi è un manifesto della speranza per chi ancora crede che la Ternana il prossimo anno possa disputare ancora la Serie C. Ma lui è convinto che ci sia una strada per rendere l’investimento sostenibile, rispetto al quadro “preoccupante” che esce da una lettura convenzionale e da una traduzione letterale dell’avviso di vendita pubblicato dal Tribunale fallimentare di Terni. Cosa vuol dire Bandecchi quando afferma che la Ternana può essere salvata con soli 200mila euro circa?
Evidentemente si riferisce all’offerta minima di 195mila euro, che serve per sedersi al tavolo dell’asta telematica, più bassa del 25% rispetto alla base d’asta di 260mila euro. In pratica si tratta della somma più bassa che si può proporre per essere ammessi all’asta e che potrebbe essere anche vincente, se vi fosse un unico offerente e non partissero i rilanci minimi di 10mila euro previsti dalla procedura.
E fin qui tutto chiaro. Quello che ha generato dibattito sono le analisi successive svolte da Stefano Bandecchi. La prima delle quali riservata a una strategia di riduzione dell’accollo del debito sportivo. Si tratta di quello che abbiamo più volte descritto: 4.1 milioni con scadenza il 6 giugno e 4.4 ulteriori milioni a lungo termine, con rateizzazioni comprese tra i 4 e i 6 anni. Qual è la strategia delineata dal sindaco, quando parla anche della disponibilità dell’organico squadra?
Nei giorni scorsi ci sono stati dei faccia a faccia tra il primo cittadino e la delegazione dei calciatori più rappresentativi. E questo non è un mistero. E la maggior parte dei calciatori si è fatta promotrice di una disponibilità a ridiscutere i propri crediti a livello temporale in caso di acquisizione della società e di salvataggio del club. Questo però sarebbe possibile solo dopo l’effettuazione dell’asta, l’aggiudicazione e la sottoscrizione del rogito notarile che renderà efficace il passaggio del ramo d’azienda alla potenziale nuova proprietà. Data da segnare col circoletto rosso sul calendario: il 25 maggio 2026, quando presso lo Studio Notarile Associato Vincenzo e Filippo Clericò di Terni si potrebbe sottoscrivere la stipula dell’atto di trasferimento dal Tribunale all’acquirente. A quel punto ci sarebbe una settimana di tempo per trattare con i tesserati la stipula di nuove pattuizioni private tra la proprietà e i tesserati, per presentare il 6 giugno alla FIGC un quadro meno pesante della massa debitoria.
Anche se si sono diffuse in città voci fantasiose, per arrivare a mettere in campo questa strategia è, però, necessario che ci siano imprenditori intenzionati a ridare un futuro alla Ternana in Serie C. E così il sindaco e imprenditore allarga la sua analisi e richiama i potenziali pretendenti a una serie di riflessioni.
“Tutti gli altri debiti potranno sicuramente essere liquidati nell’arco del tempo - spiega il primo cittadino (va ricordato che sono necessari accordi di subentro con gli enti coinvolti, ndr) -, resta inteso che chiunque prenda un impegno così importante dovrà a mio avviso avere non meno di 8 milioni di euro a proprio disposizione da oggi ai prossimi 13 mesi. Credo che oggi nella provincia di Terni e in Umbria ci siano sicuramente una decina di imprenditori che potrebbero prendersi questo impegno e se si mettessero insieme creando un unico gruppo di scopo potrebbero portare questa gloriosa squadra fino alla serie A senza rovinarsi economicamente, seguendo l’esempio di molte piazze virtuose presenti oggi in Italia, da imprenditore vi dico sin d’ora che il mio apporto sarà garantito”.
La chiusura del comunicato, infine, è riservata a un richiamo emozionale e motivazionale al ceto imprenditoriale del territorio. “Da sindaco vi chiedo di salvare la storia di Terni e di creare insieme una nuova leggenda, sono in qualunque momento a disposizione di tutti gli imprenditori di buona volontà che vorranno contattarmi. Ricordo in ultimo che la gloria va cercata. Il campo verde ce ne può dare possibilità”.
Intanto l’amministratore unico di Stadium, Giuseppe Mangiarano, a nome della società veicolo costituita dalla Ternana per la riqualificazione e valorizzazione attraverso la demolizione e ricostruzione dello stadio Liberati, ha diffuso tramite l’area comunicazione rossoverde il video rendering del progetto del nuovo stadio.
“Stadium vuole condividere questo video - è stato spiegato ai mezzi di informazione - nella ferma convinzione che attraverso le vostre piattaforme digitali possiate darne la giusta visibilità. Questo rappresenta un segno concreto di un percorso che non si vuole fermare”.