22 Apr, 2026 - 10:15

Fallimento Ternana: per l'asta un cronoprogramma lampo, è corsa contro il tempo per la perizia. Rientra Mammarella

Fallimento Ternana: per l'asta un cronoprogramma lampo, è corsa contro il tempo per la perizia. Rientra Mammarella

C'è una data, non scritta ma ormai scolpita nella pietra delle urgenze giudiziarie, che incombe sul futuro della Ternana. Non è quella dell'ultima giornata di campionato, né quella dell'eventuale primo turno play-off. È una finestra temporale strettissima, compresa tra la seconda decade di maggio e il fine settimana immediatamente precedente. È in quei giorni, battuti dal lavoro frenetico e rigoroso dei curatori e dalla precisione dell'esperto sportivo, che si deciderà se le Fere potranno conservare il proprio titolo sportivo in Serie C o se, al contrario, l'onta della liquidazione giudiziale trascinerà con sé 100 anni di storia, condannando la città a ripartire dai campi polverosi dei Dilettanti. Un destino analogo a quello già visto a Catania nel 2021, quando l'asta andò deserta e il club fu costretto a ricostruire dalle macerie.

La macchina della Sezione Fallimentare del Tribunale di Terni ha ingranato una marcia insolitamente alta per i tempi della Giustizia italiana. Dopo la dichiarazione di liquidazione giudiziale, i curatori Angeli e Ferrara non hanno perso un'ora. L'obiettivo è uno solo: arrivare con il "pacchetto" completo e un aggiudicatario certo prima dello spartiacque delle iscrizioni ai campionati professionistici di giugno. Il 6 come abbiamo spiegato nei giorni scorsi. Un cronoprogramma che normalmente richiederebbe mesi è stato compresso in poche, frenetiche settimane.

L'iter serrato della perizia e l'ombra dei precedenti: da Pescara a Lucchese, così si decide la sopravvivenza

Il cuore pulsante di questa corsa contro il tempo è rappresentato dal lavoro del dottor Maurizio De Filippo, commercialista e manager, nominato perito esperto in società sportive dal giudice delegato. In queste ore, De Filippo non sta semplicemente sfogliando bilanci. Sta sezionando il corpo vivo, per quanto sofferente, della società rossoverde. Accede ai contratti dei giocatori, valuta i crediti per i diritti televisivi, censa i beni materiali – quei pochi magazzini e il marchio che restano l'ultimo baluardo dell'identità – e, soprattutto, sonda la consistenza del titolo sportivo FIGC, l'unico vero asset capace di attrarre una cordata, un imprenditore o un fondo di investimento.

In un'interlocuzione costante con il Direttore Generale Giuseppe Mangiarano, il perito sta compiendo un'operazione delicatissima: sottrarre le passività e i debiti garantiti dai ricavi potenziali, verificando al contempo l'assenza di insidie nascoste come i vincoli COVISOC e FIGC. È un lavoro di cesello che dovrebbe concludersi in un arco temporale massimo di sette-dieci giorni

Una volta depositata la perizia, la palla tornerà nelle mani del giudice per la validazione e la fissazione della base d'asta. È qui che la storia recente del calcio italiano offre scenari diametralmente opposti. C'è il precedente virtuoso del Pescara, capace nel 2009 e poi di nuovo nel 2012 di passare attraverso il crogiolo del fallimento e rinascere grazie a un'asta andata a buon fine, mantenendo la categoria grazie all'intervento di nuove società. Oppure della Pro Patria (anni 2000): fallita in Serie C, il titolo sportivo fu messo in vendita dal tribunale e acquisito da una nuova società, che riportò la squadra in ambito professionistico. Anche il Lanciano si salvò nel 2008. Dopo la fine del campionato, la Federazione non autorizzò la ripresa del titolo dalla stessa società fallita, ma il titolo sportivo fu comunque trasferito alla Virtus Lanciano 1924, nuova società che rilevò il ramo d’azienda e il parco tesserati previa verifica del COVISOC. Le regole però sono cambiate da allora.

L'incubo, lo spettro ben più recente e doloroso per i tifosi rossoverdi, è quello della Lucchese dell'anno passato o del Catania di quattro anni fa: procedure corrette, bandi pubblicati, ma nessun offerente disposto a farsi carico di un progetto sportivo in quelle condizioni. Un'asta deserta, per Terni, significherebbe la cancellazione. Significherebbe annullare quanto di buono fatto fin qui da chi ha concorso al salvataggio del titolo e da quanto costruito dalla squadra in campo.

Infine si sta lavorando al problema stadio. I contatti di Mangiarano col Comune di Terni sono frenetici. Si cerca di portare una soluzione pronta al perito, esperto sportivo dottor De Filippo, per poter risolvere anche il rebus convenzione e possibilità di inserire Stadium nel ramo sportivo. La risposta arriverà solo a ramo d'azienda perimetrato e a perizia ultimata.

Il ritorno di Mammarella: il richiamo della curatela per sostenere squadra e dirigenza

Ternana, ufficiale: Carlo Mammarella sollevato dall’incarico di direttore sportivo

In questo quadro di assoluta emergenza tecnico-giuridica, si inserisce un atto che ha il sapore di una riparazione umana e professionale. Da questa mattina Carlo Mammarella è stato ufficialmente reintegrato nel ruolo di Direttore Sportivo. Era al campo insieme alla squadra e al tecnico rossoverde Fazio. Un ritorno che fa rumore, perché Mammarella era stato travolto, suo malgrado, dalla furia comunicativa dell'ex patron Gianluigi Rizzo in una di quelle conferenze stampa che più che chiarire avevano il potere di incendiare ulteriormente gli animi in città e di dividere la piazza con accuse senza contraddittorio.

Esonerato senza una vera ragione tecnica, preso di mira nonostante avesse operato in estate in una condizione di pura sopravvivenza - riuscendo nel miracolo di tenere insieme lo spogliatoio quando non si sapeva nemmeno se il campionato sarebbe iniziato - Mammarella era finito nel tritacarne delle diatribe tra la vecchia proprietà e il sindaco Stefano Bandecchi. I curatori fallimentari hanno scelto di guardare oltre il rumore di fondo. La decisione di richiamarlo non è solo una questione di competenza, ma anche di pragmatismo contrattuale: il suo accordo pluriennale ancora in essere lo rende una figura strutturale, a differenza di Foresti in scadenza, e la sua residenza a Terni lo trasforma in un presidio costante e disinteressato in questo finale di stagione.

Ora Mammarella affiancherà il tecnico Lito Fazio per l'ultima di campionato e per i play-off, fungendo da raccordo tra lo spogliatoio e la curatela. Un compito che alleggerirà anche il DG Mangiarano, già oberato dal supporto ai curatori nella ricostruzione contabile. Nelle scorse settimane, con uno spirito che va oltre il semplice ruolo professionale, lo stesso Mammarella si era fatto tramite della disponibilità dell'avvocato Donato Di Campli – esperto di salvataggi complessi come quelli di Pescara e Lanciano – per supportare gratuitamente e senza interessi se non l'amore per la Ternana l'intera operazione di salvataggio. Un gesto che la dice lunga sull'attaccamento alla maglia e lo spessore delm professionista.

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Federico Zacaglioni
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