14 Mar, 2026 - 14:20

Ex stazioni FCU, Melasecche (Lega): “Criteri di merito e tempi rapidi per far decollare il progetto Vivere l’Umbria”

Ex stazioni FCU, Melasecche (Lega): “Criteri di merito e tempi rapidi per far decollare il progetto Vivere l’Umbria”

Accelerare l’assegnazione delle ex stazioni della Ferrovia Centrale Umbra e garantire criteri rigorosi di merito nella scelta dei soggetti che ne cureranno la gestione. È l’appello lanciato dal capogruppo della Lega in Regione Umbria, Enrico Melasecche, intervenuto sul bando relativo all’utilizzo degli immobili ferroviari riqualificati nell’ambito del progetto “Vivere l’Umbria”.

Il piano di valorizzazione della linea ferroviaria regionale, sviluppato durante la scorsa legislatura, mira a trasformare le ex stazioni in nodi di una rete di servizi dedicata alla mobilità sostenibile, al cicloturismo e al turismo lento, con ricadute attese sul sistema economico e sull’attrattività turistica del territorio.

Il progetto “Vivere l’Umbria” e la riqualificazione delle stazioni

Il bando riguarda la concessione di alcuni edifici ferroviari dismessi lungo la linea della Ferrovia Centrale Umbra, riqualificati grazie al programma nazionale PINQuA (Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare).

Gli immobili sono stati recuperati nell’ambito del progetto “Vivere l’Umbria”, pensato per creare una rete di servizi diffusa lungo la dorsale ferroviaria regionale e per rafforzare il legame tra mobilità ferroviaria, percorsi ciclabili e turismo sostenibile.

Secondo l'impostazione originaria del progetto, le ex stazioni potranno ospitare strutture di accoglienza, servizi per il cicloturismo, spazi informativi e attività legate alla promozione dei territori attraversati dalla linea ferroviaria.

“L’avviso pubblicato per la concessione delle ex stazioni della Ferrovia Centrale Umbra si inserisce nel progetto di valorizzazione della linea FCU elaborato nella scorsa legislatura dalla giunta di centrodestra. Abbiamo immaginato questi immobili come parte di una rete di servizi e ospitalità legata alla mobilità sostenibile e al turismo lento".

Il ruolo di ATER Umbria

Il bando per l’assegnazione degli immobili è gestito da ATER Umbria, già coinvolta nella gestione degli altri progetti PINQuA vinti dalla Regione nella scorsa legislatura. 

Sul ruolo dell’ente pubblico si è sviluppato negli ultimi mesi un confronto politico, al quale Melasecche replica rivendicando la scelta di coinvolgere competenze e professionalità pubbliche nella gestione del progetto.

"Chi oggi afferma - dichiara Melasecche - che ATER avrebbe dovuto occuparsi solo di edilizia residenziale sociale, ha una visione molto ristretta e ben poca visione strategica rispetto all’assoluta necessità della nostra regione di utilizzare con intelligenza tutte le capacità e le professionalità innanzitutto pubbliche che abbiamo. Ringrazio pertanto tutti coloro che su preciso input dell’Assessorato che ho diretto hanno dimostrato duttilità e capacità creativa, quella che oggi produce frutti interessanti, del tutto originali nel panorama italiano”.

Una rete di servizi per turismo e mobilità sostenibile

Il progetto immaginato per le ex stazioni si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione del territorio umbro attraverso forme di turismo sostenibile e mobilità dolce.

Le strutture lungo la linea ferroviaria potrebbero diventare punti di riferimento per cicloturisti e viaggiatori interessati a scoprire il territorio attraverso itinerari integrati che collegano borghi, parchi naturali, musei, siti archeologici e percorsi enogastronomici.

"Mi auguro che le assegnazioni delle stazioni vengano effettuate con criteri rigorosi di merito, individuando soggetti realmente motivati e capaci di sviluppare attività in grado di valorizzare questi immobili ferroviari e attrarre turismo sul territorio. Il nostro progetto prevedeva proprio la creazione di una rete di servizi e ospitalità lungo la linea ferroviaria, capace di mettere in connessione mobilità sostenibile, cicloturismo e valorizzazione dei borghi, città, parchi, laghi, musei, archeologia, abbazie, cultura, natura e gastronomia, non solo in tutti i siti sulla linea ma anche quelli raggiungibili con le proprie bici caricate in treno o noleggiabili con il bike sharing in stazione”.

Accelerare tempi e riattivazione della linea

Un altro nodo indicato dal capogruppo della Lega riguarda la necessità di ridurre i tempi di consegna degli immobili e di accelerare il ripristino del servizio ferroviario lungo la FCU.

"È auspicabile che i soggetti interessati vengano incentivati a consorziarsi fra di loro e non lasciati allo sbando, ottimizzando le rispettive attività e contribuendo a creare un sistema integrato che renda la Ferrovia Centrale Umbra un vero attrattore turistico per l’intera regione. Ora occorre accelerare la consegna degli immobili ai vincitori del bando - sottolinea Melasecche - sia per evitare il rischio di vandalismi alle stazioni, oggi riqualificate di tutto punto, sia per consentire l’avvio delle attività ma occorre anche accelerare la riattivazione del servizio ferroviario, intanto da Terni a Perugia e Città di Castello, in attesa che il cantiere verso Sansepolcro venga attivato nelle prossime settimane”.

Il progetto Rail & Bike e la rete ciclabile regionale

La valorizzazione della FCU si collega inoltre al progetto “Umbria Cuore verde d’Italia, Rail & Bike”, che punta a integrare ferrovia e ciclovie regionali creando un sistema turistico diffuso.

"Nel frattempo devono essere messi a terra anche i progetti che completano l’anello “Umbria Cuore verde d’Italia, Rail & Bike” grazie ai Comuni capofila di Gubbio e Sangemini, che avevamo finanziato e che vanno a completare la rete ciclabile connessa alla FCU, rispettivamente per la vecchia ferrovia dell’Appennino Centrale da Umbertide, sulla FCU, Gubbio e Fossato di Vico e, a scendere, la ciclabile della Antica Via Flaminia da Fossato fino a Sangemini e Terni dove si ricongiunge alla FCU”.

L’esempio europeo e le prospettive per l’Umbria

A sostegno del modello proposto, Melasecche richiama anche un’esperienza europea spesso citata come riferimento nel settore del cicloturismo integrato con il trasporto ferroviario.

"Il percorso ciclabile e ferroviario tra San Candido e Lienz che ho frequentemente citato e che sono andato a visitare appositamente tempo fa rappresenta un esempio virtuoso che dimostra come l’integrazione tra ferrovia, mobilità dolce e turismo possa generare sviluppo: l’Umbria ha tutte le caratteristiche per costruire un modello analogo. Sono convinto che abbiamo potenzialità rilevanti che potrebbero consentirci persino di superarlo”, conclude Melasecche.

Una sfida tra infrastrutture, turismo e sviluppo locale

Il progetto "Vivere l'Umbria" rappresenta dunque uno degli interventi più ambiziosi per il rilancio della Ferrovia Centrale Umbra e per la costruzione di un sistema turistico basato sulla mobilità sostenibile. La sfida, ora, è trasformare gli immobili recuperati e le infrastrutture riqualificate in servizi operativi e opportunità economiche per i territori attraversati dalla linea ferroviaria, valorizzando le potenzialità del patrimonio paesaggistico, culturale ed enogastronomico regionale.

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Francesco Mastrodicasa
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