03 Aug, 2026 - 09:30

Ex Cementir Spoleto, Cisl e Filca chiedono incontro urgente al Comune: "Servono risposte su cava e lavoro"

Ex Cementir Spoleto, Cisl e Filca chiedono incontro urgente al Comune: "Servono risposte su cava e lavoro"

Un silenzio istituzionale prolungato, promesse di rilancio mai formalizzate in piani operativi e una gestione delle concessioni estrattive che lascia insolute le aspettative occupazionali del territorio. Sulla vicenda dell’ex Cementir di Spoleto, polo industriale riconducibile al gruppo Colacem, torna ad alzarsi la protesta del sindacato.

Cisl Umbria e Filca Cisl Umbria, con i rispettivi segretari generali regionali Angelo Manzotti ed Emanuele Petrini, hanno formalmente richiesto un incontro urgente all’amministrazione comunale di Spoleto per fare trasparenza sulla sorte dello stabilimento e sull'utilizzo della cava. Nel mirino delle organizzazioni sindacali vi è la decisione del Comune di Spoleto di accordare una proroga destinata esclusivamente all'attività di escavazione, rinunciando a un piano di reindustrializzazione presentato da un investitore privato che avrebbe consentito il reintegro immediato di circa 50-60 lavoratori e la salvaguardia dell'indotto locale. Contestando quella che definiscono una politica "di facciata", il sindacato rivendica risposte immediate a tutela della produzione e degli ex dipendenti rimasti esclusi dal ciclo produttivo.

Vertenza ex Cementir Spoleto: le promesse disattese dal 2022 e le critiche alla gestione comunale

L'iniziativa di Cisl Umbria e Filca Cisl Umbria riapre una ferita sociale ed economica aperta nel tessuto industriale spoletino. La posizione espressa dai vertici regionali si fonda sul richiamo alla memoria storica del sito e sugli impegni pubblici assunti dagli amministratori locali nel recente passato.

La storia non va mai dimenticata”, esordiscono i segretari generali Angelo Manzotti ed Emanuele Petrini, ricostruendo i passaggi chiave della trattativa istituzionale avviata negli anni scorsi. “Nel maggio del 2022 – ricordano Manzotti e Petrini - il sindaco e l'assessore con delega alle cave avevano pubblicamente assicurato che a pochi mesi dalla chiusura e dal rinnovo della concessione, sarebbe partito un progetto di riqualificazione dell'area. Quattro anni dopo riscontriamo che quegli impegni sono rimasti lettera morta, dimostrando la scarsa serietà di promesse fatte unicamente per prendere tempo e giustificare gli errori commessi. Ancora una volta, ci troviamo di fronte a una politica di facciata e inaffidabile, fatta di false speranze per gli ex lavoratori rimasti fuori dal ciclo produttivo. Ricordiamo bene le sfilate dei politici durante il percorso che ha portato alla chiusura dello stabilimento, accompagnate da slogan e promesse a oggi mai mantenute”.

Secondo la ricostruzione fornita da Cisl Umbria e Filca Cisl Umbria, il quadro delineato dalle note ufficiali del municipio non corrisponde alla realtà dei fatti, lasciando irrisolti i nodi legati al reimpiego del personale estromesso dalla chiusura dello stabilimento del gruppo Colacem.

Il nodo della concessione estrattiva e il piano industriale per il reintegro dei lavoratori

Al centro delle contestazioni avanzate nei confronti dell'amministrazione guidata dal sindaco Sisti e dall'assessore Protasi vi è il mancato accoglimento di una proposta economica e progettuale specifica, che avrebbe consentito la riconversione dell'area dell'ex Cementir e la ripresa delle attività lavorative.

I comunicati stampa dell'amministrazione comunale - proseguono i segretari - parlano di progetti e sviluppo, ma nei fatti si tratta solo di chiacchiere. L'unica vera opportunità concreta era un progetto presentato al Comune di Spoleto, nello specifico al sindaco Sisti e all'assessore Protasi, che prevedeva un importante investimento per riqualificare l'area e rilanciare l'occupazione locale. Il piano avrebbe garantito il reintegro immediato di circa 50-60 lavoratori, oltre a salvaguardare l'indotto, a partire dai trasportatori, ridotti in condizioni drammatiche a causa della chiusura. L'unica richiesta legittima avanzata dall'investitore era l'ottenimento della concessione della cava in scadenza. Purtroppo, l'amministrazione ha preferito concedere una proroga per la sola escavazione, proseguendo con le vecchie modalità e ignorando completamente lo sviluppo, l'occupazione e la rigenerazione dello stabilimento. Lasciamo ai cittadini il compito di interrogarsi sulle ragioni di queste scelte, ma pretendiamo risposte chiare, ritenendo doveroso che chi amministra rappresenti i cittadini tutelando il lavoro e la produzione del territorio”.

La decisione di limitare il rinnovo alle mere attività estrattive, senza vincolarlo a un progetto di rigenerazione industriale, ha penalizzato fortemente anche le imprese e i lavoratori collegati alla filiera dell'indotto, con particolare riferimento ai trasportatori operanti sul territorio di Spoleto e dell'intera regione Umbria.

La richiesta di un tavolo urgente contro i tentativi di copertura della vertenza

Di fronte al perdurare dello stallo e a quello che definiscono come un tentativo di oscurare la vicenda, Cisl Umbria e Filca Cisl Umbria confermano la volontà di proseguire l'azione di sollecito istituzionale, chiedendo la convocazione immediata di un tavolo di confronto in municipio.

La nostra battaglia, portata avanti con serietà e determinazione, subisce spesso tentativi di insabbiamento e viene fatta passare sottotraccia - concludono Manzotti e Petrini -. Nonostante questo, la nostra responsabilità e la nostra coscienza ci impongono di andare avanti per fare piena luce su questa vicenda”.

La formalizzazione della richiesta d'incontro intende costringere l'esecutivo cittadino a definire in modo trasparente la propria posizione strategica sul sito dell'ex Cementir appartenente al gruppo Colacem. Gli ex dipendenti e la cittadinanza attendono ora di chiarire se vi siano ancora i presupposti per trasformare la gestione della concessione mineraria in una reale opportunità di tutela occupazionale e sviluppo industriale per il territorio.

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Federico Zacaglioni
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